Forse mi sbaglio, ma credo che l’unico errore commesso dalla politica nazionale, e principalmente regionale, nella gestione dell’emergenza coronavirus sia stato quello di accorgersi con un attimo di ritardo della gravità della situazione.

Proprio per questo ritardo, anche alcune decisioni dei governatori delle regioni colpite sono apparse eccessive. In realtà, è mio personale convincimento che il lavoro delle Regioni Veneto e Lombardia sia stato conforme a quanto è successo e al modo in cui si sta evolvendo questa situazione.

La verità è che quando accadono questi fenomeni imprevisti è facile dare la colpa a qualcuno e cercare responsabilità qua e là. In questo caso, ancora una volta il dito indice viene puntato contro gli esponenti della politica. Il mio parere è che tutti siamo stati presi in contropiede: i pazienti e i governatori.

La verità è che dalla Cina sono arrivate notizie col contagocce, poi è stato detto che ci poteva essere il sospetto di un ritardo voluto. Tutto ciò ha portato alla diffusione di una vera psicosi che si è manifestata in vari modi, per esempio con l’uso dilagante delle mascherine che, ricordo, è inutile se non si hanno sintomi legati al virus oppure se non si sta a stretto contatto con persone malate. Sintomo dello stato di paura dei giorni scorsi è anche il fatto che i supermercati siano stati presi d’assalto da persone che voleva fare riserva di alimenti. Ecco, tornando al dubbio iniziale circa la cattiva gestione dell’emergenza, io penso che ancora sia presto per dire chi ha sbagliato e chi ha fatto bene.

Credo che, per adesso, l’unica cosa che conta è che dobbiamo cercare di uscire fuori dall’emergenza, nella speranza che i contagi diminuiscano e che l’Italia non debba pagare, in termini di turismo e di consumi, un conto eccessivo sul piano economico.

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