La droga è una piaga sociale e purtroppo non conosce crisi e più passano gli anni e più sembra diffondersi nel silenzio assordante delle istituzioni. Si potrebbe fare molto, e invece cosa fanno i politici?

Al massimo si limitano a uno sterile dibattito fra legalizzare o non legalizzare le droghe leggere senza arrivare mai a una soluzione. Nel frattempo lo spaccio è un fatto ormai normale nelle nostre città: «è la politica dello struzzo tra cecità e demagogia, hanno approvato leggi proibizioniste invece di capire le differenze tra le varie sostanze e i motivi per cui i ragazzi le usano.

Perché in quel modo cercano di riempire il vuoto di senso, di relazioni, di opportunità. Così il no alla droga è solo per campagne elettorali », spiega a “Repubblica” Don Luigi Ciotti, da 50 anni in prima linea contro le droghe, che nel suo libro “Droghe, storie che ci riguardano” ha raccolto le storie di tanti poveri ragazzi che si sono bruciati la vita per colpa delle droghe.

Il problema è che il messaggio per cui la droga non sia proprio un gran male si sta diffondendo sempre di più abbassando la media della “prima volta” che oggi si aggira intorno ai 15 anni. E non si parla di cannabis, ma di cocaina e addirittura di eroina. A San Patrignano, ad esempio, stanno facendo dei lavori per ampliare gli spazi dedicati per i minorenni che vogliono disintossicarsi.

Secondo gli esperti della comunità, in passato la tempistica era: inizio con la cannabis verso i 15 anni per poi passare alle droghe sintetiche nei rave o nelle discoteche per arrivare alle droghe pesanti intorno ai 18-19 anni. Oggi invece il passaggio cannabis-eroina avviene prima dei 15 anni. «Sembra di essere tornati un po’ indietro, ragazzini giovanissimi che non hanno anticorpi e non hanno paure, non vedono il pericolo Hiv, si catapultano subito in una condizione ad alto rischio di dipendenza gravissima, prostituzione, overdose», spiega Antonio Boschini, responsabile terapeutico della comunità, al “Corriere della sera”.

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Sono dati simili a quelli di Don Luigi Ciotti che nel suo libro racconta di come il primo incontro con hashish, cocaina, oppio o amfetamine, avvenga in media a 14 anni: secondo i dati di uno studio europeo, circa 800 mila adolescenti hanno consumato droghe nell’ultimo anno, 400 mila nell’ultimo mese e di questi quasi 100 mila aveva consumato cocaina. Nel frattempo il numero dei morti per overdose che dal 1996 era in costante calo, ora è ricominciato a crescere arrivando ai 334 del 2018. Senza considerare che ci sono molti tossicodipendenti in carcere.

Secondo le storie raccontate nel libro, si comincia a scuola, anche se ormai le dosi arrivano direttamente a casa e costano poco: «difficile resistere quando in classe e alle feste ti offrono di tutto. Con 5 euro ti puoi fare tre fumate di eroina, una dose in vena 10 euro quanto tre spinelli, una pasticca di lsd 20, la coca 50 al grammo. Ti cali e i problemi te li scordi, io non riuscivo più a fermarmi, per calmarmi sono passato all’eroina. I miei genitori mi hanno portato in comunità. Spero di non ricaderci », racconta nel libro Roberto, di 18 anni. Terribile. Ricordando anche la povera Desiree Mariottini, morta per overdose a 16 anni.

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