L’Italia è in piena emergenza a causa del coronavirus. Le scuole sono chiuse, alcune città sono bloccate così come l’intera Lombardia. Cinema chiusi, teatri chiuse, piscine e palestre chiuse. Gente in isolamento, gente in quarantena, gente in terapia intensiva. Ci dobbiamo fermare. Dobbiamo stare a casa. Dobbiamo per quanto possibile evitare il contagio. Persino le funzioni religiose sono bloccate. Niente cresime, battesimi, comunioni, matrimoni e funerali. Questo prevede il provvedimento.

Eppure c’è chi fa ciò che vuole mettendo a rischio la salute dei fedeli. Stiamo parlando di don Mario Pieracci, che, ospite di Domenica In ha annunciato l’intenzione di voler celebrare comunque messa alle 17, nonostante la decisione del governo. Le sue parole non lasciano posto ai dubbi: “Non mi importano le disposizioni del Governo, io seguo le indicazioni della Diocesi e non ho alcun ordine in merito. Abbiamo già delle norme che regolano la messa in questo periodo e le seguiremo, ma io darò comunque messa”.

Parole che pesano, soprattutto in un momento storico come questo. In televisione, per di più. Dove le persone dovrebbero dare il buon esempio. E invece no. Invece don Mario Pieracci continuerà a fare la messa nonostante le disposizioni del governo su un tema serio come il Covid-19. “I fedeli sono invitati a partecipare alla messa delle 17, io ci sarò e lo farò per chiunque voglia venire a raccogliersi in preghiera. Non devo rispondere al Governo, ma alla Diocesi” ha aggiunto.

Il pubblico si indigna, giustamente, di fronte a quelle parole. E anche Mara Venier perde le staffe: “Non puoi fare così, non ci sono ancora le nuove disposizioni in merito all’ultimo decreto del Governo, ma vedrai che anche la Diocesi si muoverà in tal senso”. Mara Venier, lo sappiamo, è una che non va tanto per il sottile e definisce il parroco “pericolo pubblico”. Poco dopo, per fortunata, la smentita telefonica del vicariato: “Noi siamo in attesa di un comunicato della CEI. Noi sappiamo che si atterrà ovviamente al decreto della presidenza del consiglio e quindi anche la Diocesi di Roma, alla luce di questo decreto notturno, si adopererà per informare tutti che non si potranno celebrare messe”.

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Neanche Paolo Brosio è d’accordo sulla sospensione delle celebrazioni religiose. Lo ha fatto sapere ospite da Barbara D’Urso: “Trovo assurdo che non si possa più fare la Comunione fino al 3 aprile, mentre tutti i ristoranti sono regolarmente aperti. E noi saremmo dei fedeli?”. Ma nessuno degli altri ospiti della D’Urso si schiera dalla parte di Brosio.

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