E’ il momento delle ipotesi di complotto. E quello che circola in queste ore è pesante. Arriva direttamente dal ministero degli Esteri di Pechino la teoria secondo cui potrebbero essere stati i militari americani a portare il coronavirus nella Repubblica Popolare.

E così, giornali e social si scatenano. In queste ore è la Cnn che ricorda come lo scorso ottobre centinaia di atleti delle forze militari americane fossero a Wuhan per i Military World Games.

“Redfield ha ammesso che alcuni americani apparentemente morti di influenza sono poi risultati positivi al nuovo coronavirus – ha twittato Zhao – Quando è iniziato tutto con il paziente zero negli Usa? Quante persone sono state contagiate? Quali sono gli ospedali? E’ possibile che sia stato l’esercito americano a portare l’epidemia a Wuhan. Cercate di essere trasparenti! Diffondete pubblicamente i vostri dati! Gli Usa ci devono una spiegazione”.

Un altro portavoce della diplomazia cinese, Geng Shuang, ha già detto che ci sono “varie opinioni” sulle origini della pandemia, ma – ha avvertito – “il mondo dovrebbe essere unito nella battaglia invece di scambiarsi accuse”.

Ma adesso sono molti a chiedere trasparenza agli stati uniti. Dimenticandosi di fare altrettanto con la repubblica popolare cinese, la stessa che nel primo periodo di diffusione del virus chiuse la bocca al dottor Li Wenliang, il medico cinese autore della scoperta dell’allora ancora misterioso virus. Poi morto per lo stesso virus.

Il dottore, specialista oculista, aveva capito che il virus che stava circolando a Wuhan era sospetto e aveva previsto anche l’epidemia. Li Wenliang credeva si trattasse di Sars, quando ancora non si conosceva il ceppo virale. A fine dicembre scrisse in una chat tra colleghi quali erano i suoi dubbi e timori, ma le autorità lo obbligarono a tacere.

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