Era nei patti fin dall’inizio, da quando a gennaio avevano raggiunto l’accordo con la regina: prima di ritirarsi definitivamente a vita privata in Canada, Harry e Meghan dovevano onorare alcuni impegni ufficiali, gli ultimi della loro carriera da senior royals. Eccoli dunque di ritorno a Londra, anche se solo per una settimana: belli come sempre, uniti più che mai e con un’agenda fittissima di eventi, visite e gala.

Non era scontato, ma l’operazione è riuscita alla perfezione, il loro trionfo è stato totale: accolti con buon viso dalla famiglia, con molto calore e pochissimi fischi dai sudditi, i duchi ribelli si sono goduti tutta la scena e i riflettori, complice l’assenza di William e Kate impegnati nel viaggio di Stato in Irlanda, facendo scordare in un attimo tutte le polemiche di questi mesi. Meghan, in particolare – la pietra dello scandalo, la Wallis Simpson dei giorni nostri – si è presa una rivincita grande come una casa su quanti in passato non le hanno risparmiato le critiche più aspre.

Se il principe ci è sembrato a tratti malinconico, forse già preda della nostalgia di casa, era tanto che non vedevamo lei così serena e sicura di sé in un’occasione pubblica: arrivata all’ultimissimo momento in Inghilterra, a poche ore dal primo appuntamento in programma, mentre Harry l’aveva preceduta di qualche giorno, ha fatto un ingresso a effetto agli Endeavour Fund Awards, l’evento benefico della fondazione per soldati feriti in servizio creata dal marito nel 2012.

Fasciata in un tubino celeste firmato dall’amica Victoria Beckham, alta sui tacchi Manolo Blahnik, ha lasciato tutti a bocca aperta con il suo ritrovato stile da diva e un sex appeal che non esprimeva da tempo, da quando il protocollo reale l’aveva costretta a look più bonton sulla falsariga della cognata Kate: per mano al suo principe, sotto un ombrello che riparava entrambi dalla pioggia battente, ha sfilato come sul red carpet, finalmente nel suo elemento come un pesce restituito all’oceano.

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Né ha abbassato il tiro nelle altre occasioni della trasferta londinese, risultando impeccabile di giorno, superlativa di sera: dalla camicetta bianca con maniche a sbuffo scelta per visitate il National Theatre del quale è patrona – 29 euro da Topshop, eppure faceva un figurone – all’abbinata classica di pantaloni neri e giacca color crema per parlare agli studenti di un liceo a Dagenham, fino al Givenchy super chic per la messa della domenica in compagnia della regina, la duchessa, in quanto a mise, non ha sbagliato un colpo. Il meglio l’ha dato alla Royal Albert Hall, al concerto di gala del Mountbatten Festival of Music, dove è arrivata con un abito lungo del brand inglese Safiyaa, di taglio semplice ma di un rosso impavido, en pendant con l’alta uniforme del marito: un modo, neanche troppo velato, per far capire a tutti che ormai non la ferma più nessuno.

Superato anche l’ultimo scoglio – la funzione all’abbazia di Westminster per la giornata del Commonwealth, alla quale, pur non unendosi alla tradizionale processione della famiglia reale lungo la navata, i Sussex hanno partecipato con Elisabetta, Carlo e Camilla oltre a William e Kate di rientro dall’Irlanda – Meghan, infatti, può finalmente considerarsi libera. A casa, in Canada, l’aspettano il piccolo Archie, che cresce a vista d’occhio e proprio in questi giorni comincia a muovere i primi passi, e la sua carriera di attrice, che ora potrà ripartire dopo uno stop di quasi due anni. Niente Tv all’orizzonte per lei, però, niente più serie come Suits, ma progetti ben più ambiziosi: il suo agente, Nick Collins, è già stato sguinzagliato e le sta cercando un ingaggio con i fiocchi a Hollywood, magari come supereroina in una prossima pellicola sbanca-botteghino della Marvel, di quelle che a Scarlett Johansson fruttano decine di milioni a episodio.

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Dopo aver doppiato un film Disney per beneficenza, infatti – l’idea era nata l’anno scorso alla première londinese del Re Leone e sembra che sia andata in porto, anche se per ora non se ne sa altro – Meghan ha bisogno di far cassa, soprattutto perché lei e il marito non riceveranno più un soldo dalla corona e dovranno mantenersi con i propri mezzi. Una bella impresa, tanto più che la regina ha deciso di bloccare il marchio Sussex Royal che la coppia, previdente, aveva registrato prima della Megxit. Eppure i rapporti con Elisabetta restano piuttosto distesi: durante la visita londinese Harry ha avuto modo di passare molto tempo con la nonna, che l’ha invitato per un pranzo a due e gli ha ribadito che per lui la porta sarà sempre aperta, qualora decidesse di tornare sui suoi passi, con o senza consorte. Solo un dettaglio non sarebbe andato giù a sua maestà: non aver potuto abbracciare Archie, rimasto in Canada con uno stuolo di tate. «È stata una scelta dispettosa e sconsiderata», ha commentato il suo ex addetto stampa. «La regina e Filippo sono anziani, non saranno con noi per sempre».

Le più inviperite, però, sono Kate e Camilla. La prima, che con la cognata non è mai andata molto d’accordo, a Westminster l’ha platealmente ignorata, evitando persino il contatto visivo. La seconda, invece, che di solito non si immischia in queste faccende, pare abbia dato di matto perché l’arrivo di Meghan ha distolto l’attenzione generale dal discorso contro la violenza domestica che lei stava preparando da mesi in occasione della festa della donna. Meglio per tutti, dunque, che l’ora della Megxit sia scoccata. Con lei dall’altra parte del mondo, forse a corte ci sarà finalmente un po’ di pace.

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