«Sai, gli svizzeri sono molto equilibrati e razionali – racconta un italiano che da anni abita sulle alture di Lugano – e poi tra il consiglio di Stato e cantonale ci sono le stesse linee guida.

Per cui la confusione che si è vista in Italia qui non ce la aspettiamo». Ed in effetti la Confederazione sembra muoversi per fronteggiare il Covid-19 senza perdere tempo ma con l’intenzione di mantenere fin quando possibile la vita quotidiana a ridosso della normalità. Per esempio: le elezioni amministrative fissate a Lugano per il prossimo 5 aprile sono per il momento confermate, e la macchina organizzativa sta lavorando per consentire a tutti gli elettori che vorranno farlo di mandare il voto per posta.

I numeri dei contagi, d’altronde, sono finora abbastanza contenuti da consentire di non alzare l’asta dell’allarme. A ieri la conta totale dei contagiati era di 1.359, con una crescita di 238 sul giorno precedente. Tredici finora le vittime, concentrate nel Canton Ticino.

Sono numeri bassi ma non irrilevanti, in un paese di otto milioni e mezzo di abitanti. Così le misure d’emergenza stanno arrivando. La più vistosa, i blocchi delle frontiere. Da ieri i valichi con l’Italia sono attraversabili solo dai camion, dai cittadini svizzeri e dai lavoratori frontalieri. Nella sola giornata di ieri, a Chiasso le guardie elvetiche hanno rispedito indietro 288 automobili italiane dirette verso Lugano. Però il timore di un blocco totale esiste, tanto che per assicurarsi la presenza dei frontalieri italiani, soprattutto medici e infermieri, le aziende ticinesi stanno requisendo interi alberghi, e in tutto il Mendrisiotto non si trova più un letto libero. Ma mentre si blinda sul versante italiano, la Confederazione subisce lo stesso trattamento da parte dell’Austria, che oltre a chiudere tutti i collegamenti aerei ha anche abbassato le sbarre di buona parte dei posti di confine con la Svizzera: che è stata inserita anche dalla Germania nei paesi a rischio, con invito all’autoquarantena per chi rientra dai cantoni interessati (cioè tutti tranne l’Appenzello e Uri).

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Nel decreto annunciato dalla presidente Simonetta Sommaruga la Confederazione ha stabilito oltre alla chiusura delle scuole il divieto di manifestazioni con più di cento persone e il limite di cinquanta presenze nei locali pubblici. Ma la sensazione è che ci si prepari, se il trend non calerà, a inasprire le misure. L’esercito è stato mobilitato in appoggio agli ospedali pubblici, con il dispiegamento del «Battaglione d’ospedale 5» che da lunedì sarà operativo in tutto il paese. Ci si prepara anche alla emergenza economica, con uno stanziamento di dieci miliardi di franchi, e si fa scorta di materiale medico-sanitario: ma ieri la Guardia di finanza italiana ha bloccato, in base al divieto di esportazione deciso dal governo Conte, un carico di 840mila guanti monouso e 120 mascherine con filtro destinate alla Svizzera. Il carico sarà destinato alla Protezione civile in Lombardia.

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