In Italia il coronavirus è ancora a livelli preoccupanti, infatti il totale dei contagiati fino a ieri ha raggiunto quota 17.660, di cui 1436 guariti e 1266 morti. In attesa di raggiungere il picco e poi sperare nella discesa, giunge una notizia sicuramente non positiva dall’estero. Nel Regno Unito si è registrato il primo bambino al mondo nato positivo al Covid-19. Non era finora mai accaduto che un neonato si contagiasse nella pancia della propria madre e si sperava non potesse succedere.

La mamma era ricoverata per una brutta polmonite e successivamente è risultata positiva al test. Secondo quanto finora accertato dai medici, dovrebbe trattarsi del paziente più giovane ad aver contratto il virus. Il genitore del bimbo appena nato ha manifestato i sintomi prima di farlo nascere ed è stata trasferita d’urgenza all’ospedale ‘North Middlesex’ di Londra, dove è stata sottoposta al tampone per rilevare la presenza del coronavirus.

Una volta venuto alla luce, il neonato è stato sottoposto ai test necessari ed è dunque risultato positivo. Resta da capire se si sia contagiato durante le fasi del travaglio o quando era ancora all’interno dell’utero. Questa notizia ha spaventato ancora di più i cittadini inglesi, i quali chiedono maggiore prevenzione e decisioni più drastiche da parte del premier Boris Johnson, che al momento appare decisamente troppo tranquillo e non ha voglia di intervenire con forza.

Una delle nazioni che ha invece deciso di intervenire duramente è la Nuova Zelanda, che sta facendo di tutto per evitare il diffondersi del coronavirus. Il primo ministro Jacinda Ardern ha disposto che tutti i turisti che arrivano con voli internazionali dovranno andare in autoquarantena per almeno 14 giorni, ovvero il periodo di incubazione del virus. In questo modo lo Stato dell’Oceania ritiene che limiterà i danni e non ci sarà una grave emergenza.

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Tornando all’Italia, la virologa Maria Rita Gismondo pensa che circa il 60-70% della popolazione si ammalerà del nuovo coronavirus: “Sappiamo tutti che questo virus è diffuso nella popolazione molto più rispetto a quello che stiamo vedendo. Questo virus, nella gran parte dei casi, o è silente o ci dà sintomi simil influenzali, nel 90% dei casi. C’è un 10% di persone che ha bisogno di essere ricoverato in ospedale”.

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