Era già da alcune settimane che lo sguardo, spesso annoiato, dei membri della Camera dei deputati seduti ai loro scranni andava a cercare insistentemente il seggio numero 646. Lì, nella parte più bassa dell’emiciclo, nella zona riservata al centrodestra e, più precisamente, ai deputati di Forza Italia, siede una giovane donna bionda e sorridente, conscia e probabilmente felice di attirare tanta attenzione.

Il suo nome è Marta Fascina (l’accento sulla i, raccomanda lei). Anzi, come recita l’annuario della Camera dei Deputati, Marta Antonia Fascina, nata a Melito di Porto Salvo (Reggio Calabria) il 9 gennaio 1990, proclamata deputato il 19 marzo 2018, eletta, come rappresentante di Forza Italia, nella circoscrizione Campania Uno alle elezioni politiche del 4 marzo 2018. Una di quelle circoscrizioni cosiddette blindate, in cui Forza Italia vince comunque, a prescindere dal nome del candidato. Continuando a leggere l’annuario si scopre poi che l’onorevole Fascina è membro e segretario della Commissione Difesa, una di quelle importanti, decisive.

È per questa ragione che la giovane parlamentare attira gli sguardi dei suoi colleghi? Certo che no. Il fatto è che da qualche tempo il suo nome è accostato, senza troppe prudenze, a quelle del suo presidente, del capo assoluto nonché fondatore del partito, Silvio Berlusconi. Sì, esatto, nientemeno. È questo che il chiacchiericcio dei deputati, soprattutto quelli di Forza Italia, andava ripetendo ormai da tempo: Marta Fascina sarebbe la nuova musa del presidente. La nuova inquilina di Arcore. Sussurri, parole dette a mezza voce, pettegolezzi, a cui Francesca Pascale, dal 2011 fidanzata ufficiale di Silvio Berlusconi, reagisce ostentando sicurezza e ironia.

Tutto questo fino ai primi di marzo quando, in un’Italia angosciata da ben altri problemi e impegnata in una lotta vitale contro il coronavirus, un settimanale pubblica le fotografie di Silvio Berlusconi e Marta Fascina mentre escono da un resort di lusso a Bad Ragaz, nel cantone svizzero di san Gallo. Lì pare che il presidente abbia trascorso una settimana di relax. Nelle fotografie Marta appare biondissima, con i capelli sciolti (a differenza delle fotografie ufficiali e professionali della Camera dei Deputati). Al guinzaglio tiene gli inseparabili barboncini di Berlusconi, Dudù e Dudina. Passa qualche ora e Forza Italia, proprio mentre veniva annunciata la chiusura delle scuole in tutta Italia a seguito dell’epidemia, produce un comunicato ufficiale per informare che: “Appare opportuno riconfermare che continua a sussistere un rapporto di affetto e di vera e profonda amicizia tra il presidente Silvio Berlusconi e la signora Francesca Pascale, ma che non vi è tra loro alcuna relazione sentimentale.

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È quindi di ogni evidenza che tutte le illazioni che vengono prospettate al riguardo sono fuorvianti e del tutto inesistenti”. Francesca Pascale reagisce come in quelle ore reagiscono in molti, fuori e dentro Forza Italia: «Possibile», dice, «che con la sofferenza che abbiamo nel Paese, con il coronavirus, si debba parlare della fine della storia tra me e il presidente? È surreale». Poi aggiunge: «Il mio rapporto con il presidente non si spegnerà così. Anche se è un legame che si è evoluto nel tempo e non è più catalogabile come relazione di coppia. Non siamo più la coppia più bella del mondo ma l’amore può modificarsi, non può sparire». Conclude con una stoccata: «Ho visto con simpatia la deputata che porta a spasso i mie cagnolini». Lei, la deputata che porta a spasso i cagnolini di Francesca Pascale, non parla.

È, per quasi tutti, un oggetto misterioso. Nessuno ricorda un suo discorso in aula, i suoi profili sui social network sono essenziali, all’osso, come se, ha malignato qualcuno, fossero stati attentamente “ripuliti”. Cresciuta in Campania, a Portici, è laureata in Lettere e Filosofia all’Università La Sapienza di Roma. I capi campani di Forza Italia si accorsero di lei quando, al momento di compilare le liste per le elezioni del 2018, ricevettero un “suggerimento” da Arcore: il posto in Campania Uno va a Marta Fascina. «Ma chi è Marta Fascina, da dove viene?», si chiesero. Tant’è. Il posto andò a lei. I più addentro al mondo berlusconiano quel nome già la conoscevano.

Era entrata nell’orbita del presidente lavorando all’ufficio stampa del Milan (il suo profilo Instagram è proprio mf9milan) giubilata poi dall’allora vicepresidente, Barbara Berlusconi. Si è distinta come collaboratrice de Il Giornale, dimostrandosi fedelissima alla linea e attaccando spesso “l’eretica” Mara Carfagna. Riservatissima, silenziosa, Marta non ha amici in Parlamento. Nel giro stretto di Arcore pare l’abbia portata Licia Ronzulli. D’altra parte già a 21 anni si dimostrava devota a Berlusconi. Quando ci fu il cambio della guardia a Palazzo Chigi, nel novembre del 2011, citò nientemeno che il filosofo tedesco Habermas definendo le dimissioni del leader di Forza Italia un “quiet coupe d’État”, un tranquillo colpo di Stato. Ora Marta non cita più filosofi, è passata a dimostrazioni di fedeltà più evidenti e definitive: sulla mano si è fatta tatuare le iniziali SB.

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