Lo diciamo sempre ma è giusto ribadirlo: parliamo sempre di numeri, di statistiche, ma ci dimentichiamo, spesso, che dietro alla matematica ci sono persone, dolori, famiglie spezzate, morte. E non si tratta solo di persone anziane o con pregresse patologie (come se la cosa poi potesse essere una sorta di sollievo), ma anche di giovani o adulti nel pieno della loro esistenza. E tra i numeri c’è anche lei: Arianna Busetto, una donna di appena 46 anni.

Arianna è una delle vittime più giovani del coronavirus, che in stragrande maggioranza ha tolto la vita ad anziani o adulti oltre i 70 anni con almeno una patologia pregressa. Arianna, nata a Venezia, viveva e lavorava però da anni a Viadana, nel mantovano. Come racconta il sito OglioPoNews, Arianna solo pochi giorni fa sul suo profilo Facebook scriveva agli amici: “Quando guarirò mi inviterete tutti a pranzo o a cena”. Lei che aveva compiuto 46 anni da poco, lo scorso 20 febbraio, aveva studiato a Venezia per poi lavorare nel turismo, e infine trasferirsi in Lombardia.

Da qualche anno lavorava alla MGF Tools a Mezzani, ma aveva lavorato anche alla Cogeme e alla Seletti nell’ufficio export: “Ci eravamo sentiti giovedì – ha raccontato a OglioPoNews un ex collega in Seletti – ci eravamo detti che ci saremmo visti a cena appena tutto sarebbe finito”. Ma per quella cena non c’è più tempo, come per altre centinaia di persone morte in Lombardia (e non solo) nelle ultime settimane.

Eppure Arianna non è l’unica, tra coloro che hanno perso la vita a causa del Codiv-19 c’è anche Jessica Barcella, 43enne di Pedrengo, comune di circa 600o abitanti in provincia di Bergamo. La Bergamasca è ormai da giorni la provincia più colpita dal Coronavirus: i casi erano arrivati ieri a 5869, i decessi sono centinaia, così tanti che le camere mortuarie degli ospedali sono sature, il cimitero e il forno crematorio di Bergamo non riescono a gestire il grande numero di salme e da giorni l’esercito trasporta le bare dei defunti in altre città.

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In questa enorme tragedia il quotidiano locale “L’Eco di Bergamo” ha raccontato la storia di Jessica, giovane madre di due figli di 13 e 16 anni. È stato proprio il figlio più piccolo, lo scorso 10 marzo, ad accorgersi che qualcosa non andava. La madre non si svegliava.

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