Si è spento domenica 22 marzo il medico di base di Urgnano, in provincia di Bergamo, Vincenzo Leone. Da tempo era ricoverato in ospedale. Aveva 65 anni. Il medico di base era molto conosciuto e stimato nella zona della bergamasca. Era sposato e aveva due figli Giacomo e Carlo. “Da bravo medico era sempre pronto ad aiutare gli altri. Anche nelle situazioni più difficili non perdeva mai il sorriso e la forza di affrontare i momenti più drammatici”, così Carlo, uno dei figli di Vincenzo Leone, ricorda l’amato papà morto domenica mattina alla clinica Gavazzeni.

“Dare una mano a chi più ne aveva bisogno era la sua priorità – racconta orgoglioso il figlio -. Era un dottore vero. Possedeva una fine ironia capace di incoraggiare tutti anche nei momenti più bui, oltre ad un grande spirito di sacrificio”.

Il dottore, specializzato in Nefrologia, prestava servizio ad Urgnano ed era vicepresidente del Sindacato Nazionale Autonomo dei Medici Italiani a Bergamo (Snami). “Vincenzo si era battuto molto per ottenere i presidi adeguati a contrastare questo virus, – ha detto il presidente, l’amico e collega Marco Agazzi – ma la situazione è sempre più drammatica, considerando che su 700 medici di base all’incirca 150 sono ammalati. Come possiamo andare in guerra se non ci viene dato nemmeno il fucile?”, si domanda.

“Leone era medico di base interessato ai suoi pazienti fino a morirne da eroe — ha dichiarato il sindaco di Zanica Luigi Locatelli —, ma anche persona interessata a tutti noi, si era candidato alle ultime elezioni amministrative, dopo avere ricoperto per diversi anni il ruolo di assessore ad Urgnano, paese dove esercitava la professione di medico”.

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“Compagno di mille battaglie sindacali sempre difensore dei diritti dei colleghi e dei cittadini”, ha scritto su Facebook il collega e amico Marco Agazzi. Leone, oltre a essere medico di famiglia nel distretto Zanica-Dalmine, aveva prestato servizio alla Casa di Riposo ad Azzano San Paolo.

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