Marco Travaglio non perde occasione per attaccare e sparare veleno. Anche in questi giorni di crisi non riesce a frenarsi. Gli ultimi suoi bersagli sono Attilio Fontana, la Regione Lombardia e Giulio Gallera. E lo fa in un fondo pubblicato sul Fatto quotidiano, molto esplicito sin dal titolo: «Il governatore umarell». E gli umarell sono gli anziani, i pensionati che guardano i lavori in corso nei cantieri. Sin dalle prime battute si capisce che il tono è tutt’altro che benevolo: «Più passano i giorni, più vien da domandarsi come abbia potuto la regione più prospera d’Europa mettersi nelle mani di un Attilio Fontana. Bravo travet, per carità, ma totalmente inadeguato a compiti che non siano quello degli umarell in visita ai cantieri. Nulla di paragonabile al leghista veneto Luca Zaia che, anche quando dice o fa fesserie, dimostra di avere la situazione sotto controllo».

Travaglio contro Fontana

A scatenare la velenosità di Travaglio sono state le misure adottate dal governatore lombardo che hanno messo in difficoltà Conte. Già lo si era visto nei giorni scorsi, Travaglio azzanna chiunque osi mettere in discussione il premier Conte. Ecco un altro passo: «Dopodiché, mentre i media raccontano di centinaia di anziani infetti che muoiono soli come cani, abbandonati nelle case, negli ospizi e nelle cliniche private (pagate da noi) dalla sanità lombarda al collasso, mente spudoratamente al Corriere: “Noi curiamo tutti e non lasceremo mai indietro nessuno” (resta da spiegare perché in Lombardia 9 morti su 10 col coronavirus non abbiano mai visto un ospedale). E ri-mente sul Bertolaso Hospital in Fiera, che “servirà a tutta l’Italia”, quando sa benissimo che i 300 posti letto si riempiranno in mezz’ora, e di pazienti lombardi».

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La difesa di Conte

E  infine scrive ancora: «Ma, curiosamente, chi crocifigge Conte anche quando non sbaglia tace sugli errori di Fontana che ne infila almeno due al giorno. A riprova del fatto che, per quante disgrazie si abbattano sull’Italia, la peggiore resterà sempre la cosiddetta informazione».Tanto basta per comprendere il tenore dell’ultimo vergognoso attacco di Travaglio.

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