Andare alla scoperta di chi è positivo ma è inconsapevole di esserlo: questo il motto del “modello Veneto”, il cui ispiratore propone di fare più tamponi “per capire dov’è il nemico e come si muove”.

Andrea Crisanti non è l’unico a pensare che la nostra visione della realtà sia solamente la punta dell’iceberg: oltre due casi su tre restano nell’ombra? Lo si può affermare sulla base di un recente studio dell’Università di Toronto pubblicato su Lancet: mentre il 29 febbraio in Italia si contavano 1.128 casi, si stima che invece ce ne fossero 3.971, “con un tasso di non identificazione del 72%”. Da qui nasce la preoccupazione del microbiologo all’Università di Padova: “Stimo che in Italia oggi ci siano 300mila contagiati, 160mila con sintomi che non hanno fatto il tampone e 140mila asintomatici”.

I positivi “sommersi” guariscono da soli ma potrebbero anche contagiare: è quanto si è osservato a Vo’, dove sono stati testati tutti i 2.700 abitanti in seguito al primo decesso. In alcune famiglie in quarantena sono state notate trasmissioni da persone asintomatiche: “I contagiati che non mostrano segni della malattia sono circa il 40%”. La sua previsione relativa all’effettivo numero di positivi si basa sull’unico dato delle vittime: “La letalità in Cina è del 2%. Poniamo che in Italia sia del 3% per la percentuale di anziani più alta. Se abbiamo 6mila morti e teniamo conto anche degli asintomatici, arriviamo a 300mila casi”.

Asintomatici sommersi

Il governatore Luca Zaia diversi giorni fa ha annunciato l’intenzione di sottoporre al tampone anche chi non presenta sintomi: va precisato che non si possono fare test a tappeto, ma bisogna partire dai malati per poi passare ai familiari fino ad arrivare a colleghi e amici. Nell’intervista rilasciata a La Repubblica, Crisanti ha spiegato che a suo giudizio le famiglie, i mezzi di trasporto e i luoghi di produzione rappresentano in Italia il tallone d’Achille dell’argine contro il Coronavirus: “Si potrebbe fare entrare i passeggeri sui mezzi pubblici solo con le mascherine e fare dei tamponi a campione sui lavoratori”.

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A Milano nelle ultime 48 ore i medici di base sono riusciti a individuare 1.800 malati con sintomi da Covid-19 da mettere in quarantena: è stato possibile grazie all’utilizzo di un portale informatico attivato con l’obiettivo di essere il più veloce possibile. Come riportato dal Corriere della Sera, ai pazienti saranno date informazioni sui comportamenti da adottare e verranno muniti di un saturimetro con le istruzioni d’uso allegate.

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