In piena emergenza Coronavirus hanno gonfiato i prezzi dei beni di prima necessità, dalla pasta all’olio, con rincari fino al duecento per cento. Succede nel market “Conad City” di via Caporal Cattaneo a Favria, in provincia di Torino, a cui il consorzio Conad ha deciso di togliere la licenza. Lo ha reso noto la stessa azienda, specificando che procederà in tempi rapidi al cambio della gestione del punto di vendita. Nei giorni scorsi, in seguito a un blitz della Guardia di finanza, il titolare è stato denunciato per manovre speculative sulle merci: quasi tutti i prodotti, considerati “in offerta”, avevano subito un notevole quanto immotivato incremento del prezzo, anche fino al 200% rispetto al costo previsto.

Qualche esempio? Le arance da 1,30 erano arrivate a costare quasi tre euro. Inoltre, se da volantino l’olio di oliva doveva essere pagato 3,59 euro nello scontrino arrivava a costare quasi 6 euro. Stessa cosa per la salsa di pomodoro offerta a 99 centesimi e che in realtà veniva pagata più di un euro e cinquanta. E così il resto dei prodotti, tra cui i limoni da 0,99 a 1,99, il prosciutto da 14,90 a 23,90, la baguette da 2,50 a 4,90 al chilo. E pure il caffè da 3,70 a 5,29. Più costoso anche il cibo per gatti, venduto a 5,19 anziché a 2,69 euro.

In realtà, nel negozio non c’era alcun volantino che permettesse al cliente di fare il confronto: l’unica possibilità era farlo tramite i siti internet della catena, cosa che poi hanno in effetti fatto i finanzieri. I quali durante i controlli hanno anche scoperto come il negozio continuasse a vendere merci che i Decreti emessi dal Governo per ridurre le code nei supermercati proprio per evitare il diffondersi del Covid-19 avevano considerato “non di prima necessità”. Per questo il responsabile dell’esercizio commerciale è stato denuncia alla procura di Ivrea per “manovre speculative su merci”, reato che prevede multe fino a 25mila euro e fino a tre anni di carcere e la famosa catena di supermarket gli ha tolto la licenza.

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