Era perfettamente sano e solo dieci giorni fa aveva conosciuto il suo secondo figlio. Poi, poco dopo, sono arrivati i primi sintomi del Coronavirus, che non gli ha lasciato scampo. Thomas Davies è morto ieri ed è tra le vittime più giovani d’Europa della pandemia che come uno tsunami ha travolto anche il Regno Unito.

Si è infatti sentito male venerdì scorso durante il suo ultimo turno all’Albion Inn, a Bangor, nel Galles del Nord. Aveva manifestato tosse e febbre, con i dolori tipici dell’influenza e sudore freddo. “Pensavamo fosse solo un raffreddore”, ha detto ai giornali locali la sorella, Sian Shears che ha spiegato come Thomas sia andato a dormire l’altra notte e non si sia più svegliato. Trasferito d’urgenza in ospedale, i medici non hanno potuto far altro che dichiararne il decesso.

“Non ha mai avuto problemi di salute. Non ha mai fumato in vita sua. Ha avuto un neonato 10 giorni fa e ha un altro bambino più grande. Dovete restare a casa, questo virus ci sta distruggendo”. Nessuno dei familiari ha potuto dargli un ultimo saluto, perché le nuove misure sul distanziamento sociale lo vietano. “Dobbiamo stare a due metri di distanza. Non posso neanche consolare la sua compagna e i piccoli”, ha detto la mamma di Thomas, Mandy. Si attendono ora i risultati del tampone a cui è stato sottoposto per confermare la causa del decesso. Il 27enne gallese è tra i più giovani ad essere morto dopo aver contratto l’infezione. Solo oggi è arrivata dalla Francia la notizia del decesso della 16enne Julie, ma anche l’Italia nei giorni scorsi aveva detto addio ad Andrea Tesei, 26enne capo scout di Predappio.

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