Il coronavirus continua a mietere vittime di tutte le età. Negli Usa, un bimbo di meno di un anno è morto a cause legate al patogeno. Lo riferisce il governatore dello Stato dell’Illinois, J. B. Pritzker. “Non si è mai registrata una morte di un bimbo per il virus. E un’indagine è stata avviata sul caso” mette in evidenza il responsabile della sanità dell’Illinois, Ngozi Ezike. “Il Dipartimento di sanità pubblica dell’Illinois ha confermato oggi la morte di un bambino di età inferiore a un anno a Chicago, risultato positivo al coronavirus”, si legge in un cominicato stampa. “Dobbiamo fare tutto il possibile – ha continuato Ezike – per prevenire la diffusione di questo virus mortale. Se non per proteggerci, almeno per proteggere coloro che ci circondano”.

Sempre negli Usa è morto un altro giovanissimo: aveva solo 17 anni e un’unica colpa, quella di non avere il denaro necessario per pagare la costosa assicurazione sanitaria americana. Un ragazzo di Lancaster, in California, è morto a causa del coronavirus. Il giovane era stato contagiato da Covid-19 ma gli era stato negato il ricovero d’urgenza in una struttura medica della California perché non aveva un’assicurazione sanitaria.

“Il venerdì prima della sua morte, era in salute. Mercoledì è morto”, ha detto il sindaco della città, Rex Parris che ha confermato la scomparsa del giovane in un video pubblicato su YouTube. Lo staff medico aveva invitato il ragazzo a recarsi altrove, presso una struttura pubblica locale ma durante lo spostamento ha avuto un arresto cardiaco. Inizialmente è stato rianimato e tenuto in vita per circa sei ore ma una volta giunto in ospedale, era troppo tardi. La morte dell’adolescente arriva in mezzo a un’ondata di notizie su giovani vittime uccise da Covid-19 anche per l’impossibilità di accedere alle cure mediche necessarie, per mancanza di assicurazione sanitaria.

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In Europa e più precisamente in Francia è morta Julie Alliot, la più giovane vittima europea del virus, una studentessa di 16 anni dell’ Île-de-France. La giovane non aveva patologie pregresse. Una morte che toglie qualche certezza a proposito di un virus che è letale in particolar modo per le persone anziane e ammalate, è vero, ma che non risparmia i più giovani, nemmeno se sani.

“Bisogna smettere di credere che questo riguardi solo le persone anziane. Nessuno è invincibile di fronte a questo virus che muta”, ha detto al telefono a Le Parisien la sorella maggiore di Julie, Manon, in isolamento in casa con la madre. Tutto si è svolto in modo “folgorante”, ha raccontato: “Julie aveva solo una leggera tosse la settimana scorsa. È peggiorata nel fine settimana con del muco e lunedì siamo stati dal medico generico. Lì è stata diagnosticata la difficoltà respiratoria. Julie non aveva malattie particolari, prima”.

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