Partiamo da una premessa fondamentale: serve il consenso ministeriale per utilizzare appropriatamente un farmaco che ha una indicazione diversa. La FDA americana, ad esempio, l’ha concessa, da noi invece si sta ancora aspettando. Molti medici in queste ore fanno sapere: “Lo stiamo aspettando da giorni questo decreto. Non possiamo rimanere inerti per un sospetto coronavirus senza nessuna cura… È normale che poi questo può evolvere in polmonite grave. È necessario prendere questa decisione sui farmaci, così si potrebbero dimezzare – e forse anche di più – i ricoveri”. Il farmaco in questione, in Italia come in Francia, dove altrettanti medici stanno chiedendo al governo la possibilità di poterlo utilizzare e prescrivere, è il “vecchio” Plaquenil.

Il Plaquenil è un farmaco in uso da quasi 70 anni contro la malaria. Nel 2005 alcuni ricercatori statunitensi si sono accorti che aveva in laboratorio una forte attività antivirale contro il coronavirus responsabile della Sars, sparito nel 2004. Siccome l’attività antivirale era diretta contro un virus non più esistente, la notizia era passata inosservata. “Naturalmente quando è saltato fuori questo nuovo virus, cugino di quello della SARS, molti hanno pensato di utilizzare il Plaquenil per curare questa infezione” spiega il virologo Burioni. L’efficacia di questa terapia non è ancora chiara e non sono neanche chiari i meccanismi attraverso i quali il Plaquenil infastidisca la replicazione virale. Dal momento che fare gli esperimenti sulle persone è più complicato, molti ricercatori hanno pensato di studiare l’effetto del Plaquenil sul nuovo Coronavirus in laboratorio”.

“Per studiare un virus in laboratorio – spiega Burioni a Che tempo che fa da Fabio Fazio – bisogna prenderlo e metterlo a contatto con cellule nelle quali si possa replicare: in generale l’effetto è la loro completa distruzione”. Burioni e il suo team all’ospedale San Raffaele di Milano – come riporta Quifinanza – hanno preso il Coronavirus e l’hanno messo a replicare, aggiungendo una quantità di Plaquenil abbondantemente raggiungibile nel polmone dopo la somministrazione del farmaco. Il risultato è stato che le cellule infettate dal virus, ma con il Plaquenil somministrato prima e dopo l’infezione, sono in ottimo stato. Tradotto, ciò significa che per bloccare il virus bisogna usare il Plaquenil prima e dopo l’infezione.

Leggi anche  Coronavirus, ecco perche gli effetti del lockdown ancora non si vedono

 

“Chiaramente questo non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza: i dati che abbiamo ottenuto suggeriscono che una sperimentazione clinica di questo farmaco dovrebbe essere svolta somministrando il farmaco non solo quando il paziente sta già male, ma già prima dell’infezione agli individui che sono a maggior rischio”. Allo stesso risultato sono arrivati anche alcuni laboratori francesi, il che ha innescato una corsa in farmacia per acquistare il Plaquenil, che peraltro costa poco. Ma Burioni avverte: “Non correte a comprare il Plaquenil e non assumetelo di testa vostra: mentre l’efficacia non è ancora certa, gli effetti collaterali del farmaco sono comunque possibili”.

“In ogni caso, però, se uno studio clinico riuscisse a confermare che il Plaquenil è utile nel modo in cui questo studio suggerisce, ovvero associando profilassi e terapia, avremmo fatto un passo verso il ridimensionamento di questo virus. Un passo che, per esempio, potrebbe rappresentare una protezione in più per tutti i colleghi in primissima linea nella gestione clinica de pazienti infetti. Quanto grande sarà questo passo non possiamo saperlo, ma è di questi passi che è fatto il ritorno alla vita normale”.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here