Un Posto al Sole, la soap si è interrotta

Per la prima volta, dopo 24 anni di successi e 5.461 puntate, le riprese della fiction Un posto al sole sono state interrotte: il 16 marzo, a causa delle restrizioni imposte dal coronavirus, le telecamere si sono spente sulla vita, gli amori e le passioni che ruotano attorno a Palazzo Palladiani. In attesa che la soap più longeva e più amata riparta con nuove puntate, abbiamo raggiunto al telefono Nina Soldano, che nella fiction interpreta Marina Giordano, uno dei personaggi più carismatici. È la prima dei protagonisti che ci apre le porte di casa sua, a Roma.

Qui trascorre la quarantena assieme al marito Teo come le foto di queste pagine raccontano. «Non sappiamo per quanto tempo la produzione rimarrà sospesa», dice. Per ora su Raitre dal lunedì al venerdì vanno in onda le repliche, a partire dalle puntate del 2012. «Ma sono fiduciosa: Un posto al sole non può chiudersi così. Nelle ultime due settimane sul set, prima di interromperci in osservanza del decreto del governo, abbiamo indossato guanti e mascherine: li toglievamo quando si cominciava a girare. Io mi truccavo da sola.

Gli autori hanno modificato le scene in cui i personaggi avrebbero dovuto scambiarsi baci e abbracci: stavamo tutti a un metro di distanza, rispettando le regole». Ora si tratta di capire quando potranno ripartire le riprese. «Un posto al sole si distinue dalle altre soap perché ha un occhio di riguardo per l’attualità », spiega Nina. «Abbiamo affrontato temi sociali importanti, dall’omofobia alla violenza sulle donne. Sarebbe impensabile ignorarequello che sta succedendo ora. Come e quando lo decideranno gli autori, ma bisognerà parlarne, perché il virus ha cambiato le nostre vite. La cosa che mi pesa è rinunciare ai gesti d’affetto. Sono molto fisica, amo abbracciare gli amici. Ora però posso baciare solo mio marito, che per fortuna è qui con me».

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Come trascorrete le giornate? «Facciamo colazione, poi ci dedichiamo al giardinaggio. Nel prato coltiviamo fiori, abbiamo due alberi da frutto e un gelsomino. E ci godiamo il piacere di stare insieme. Prima che arrivasse il nemico invisibile, il virus, le nostre vite erano frenetiche. Da domenica a venerdì restavo a Napoli per registrare. Vedevo Teo nel weekend. Ora abbiamo più tempo per noi, viviamo come eterni fidanzati. Lui è giovane, ha undici anni meno di me. È bello come il sole e mi riempie di attenzioni da mattina a sera. Ogni tanto guardo il cielo e dico: me lo sono meritata?». Durante la convivenza così stretta, vi capita di bisticciare? «No, in 10 anni avremo discusso due volte, per cose sciocche. Le nostre affinità sono fortissime. È raro, siamo fortunati. Lui è razionale, è un ingegnere.

Io sono più folle. So che è la persona giusta per me». Come vi siete conosciuti? «Su Facebook, nel 2010. Proprio io, che ho sempre snobbato i social, ci ho trovato l’amore. Teo mi ha conquistato con la sua ironia intelligente. Mi regalava la leggerezza di cui avevo bisogno. Mi prendeva in giro. Prima di incontrarmi non credeva nemmeno che fossi veramente Nina Soldano. E io, che sono sempre stata riservata, con lui sono diventata intraprendente. Gli ho proposto di vederci aNapoli, città che amo, dove mi sento protetta. Abbiamo camminato tutto il giorno, gli ho fatto da Cicerone. Ero imbarazzata, ma mi dicevo: ora sei qui.

La sera sarebbe dovuto ripartire, invece siamo stati così bene che ha deciso di fermarsi tre giorni. I miei amici dicevano: “Nina sei una folle, ma che fai? Tempo di toglierti la curiosità e questa storia finisce”». Invece alla fine vi siete sposati. «Sì, per un po’ abbiamo fatto la spola tra Roma, Napoli e Torino, dove lui viveva. Durante la nostra prima vacanza, a Natale del 2010, abbiamo capito che eravamo fatti per stare insieme. Teo mi ha detto: quando rientriamo mi trasferisco a Roma. Il maggio successivo lo ha fatto davvero. Dopo una lunga convivenza, il 19 aprile 2016 ci siamo sposati, a New York: è stata una festa meravigliosa.

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E tra pochi giorni festeggeremo il nostro quarto anniversario di nozze». Organizzerete qualcosa di speciale? «Io penserò a creare l’ambiente giusto in giardino, sotto un cielo di stelle. Teo si inventerà una cena. È uno chef mancato. Da quando lo conosco non ho più toccato i fornelli, mi limito a riempire la lavastoviglie. È riuscito perfino a farmi mangiare i funghi, che a me non sono mai piaciuti». Le manca il suo lavoro? «Moltissimo. Sono pronta a ricominciare. Ogni sera alle 18 ascoltiamo con emozione la conferenza stampa della Protezione civile, sperando che dicano qualcosa di positivo. Sono fiduciosa. Di tempeste nella vita ne abbiamo passate tante tutti. Questa è una nuova prova, va superata con calma e tranquillità. Convivremo con questo nemico invisibile ancora per un po’, stando attenti. Ma riusciremo a ripartire».

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