Veronica Mars Stagione 4: recensione della serie TV

Con discreto ritardo rispetto agli Stati Uniti, anche l’Italia può finalmente godere della nuova stagione di Veronica Mars, la celebre investigatrice che ha appreso i trucchi del mestiere tra i banchi di scuola e facendo il verso al padre sceriffo un po’ come accade con i bambini. Gli episodi della quarta stagione, il cosiddetto revival, stanno infatti andando in onda in versione originale con sottotitoli (per le conseguenze del coronavirus) su Premium Crime (canale 118 di Sky), ma sono disponibili anche in streaming su Infinity.

Trascorsi dodici anni dall’ultima volta che l’abbiamo vista, Veronica non è naturalmente più l’adolescente scaltra e accorta che conoscevamo dalla serie originale del 2004, ma pur con qualche anno in più ha mantenuto inalterata l’indole poliziesca. Anzi, l’ha messa al servizio della giustizia lavorando come investigatrice privata. Rimasta inoltre ad abitare nell’amata cittadina di Neptune, è ancora legatissima al padre e continua a frequentare gli amici di sempre: da Wallace a Mac fino a Weevil e soprattutto Logan, che rientra da una missione e convolerà presto a nozze con Veronica. Nel frattempo, però, la comunità di Neptune precipita nello sconforto a causa di una misteriosa esplosione avvenuta nel corso delle vacanze di primavera. La deflagrazione provoca la morte di diverse persone, che si affidano o a Veronica perché risalga ai responsabili del massacro.

Il fiuto investigativo, la ben nota sensibilità e soprattutto l’irritante abitudine della protagonista a interferire dove non dovrebbe la porteranno dritta alla soluzione del caso, ma non senza qualche effetto collaterale. Uno di questi, che per non rivelare troppo ci limiteremo a definire “il sacrificio della felicità appena coronata”, è stato definito essenziale dal creatore della serie Rob Thomas per ridare linfa alla storia. Ciononostante certuni affezionati hanno interpretato l’espediente narrativo come un vero e proprio affronto, insorgendo sul web contro gli autori. Effettivamente, una svolta tanto traumatica dopo appena otto episodi dal sospirato ritorno di Veronica è stata forse una pugnalata alle spalle.

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Ma tutto, assicura Thomas, è finalizzato ad ampliare la prospettiva del racconto in un’ipotetica quinta stagione, trasformando il personaggio impersonato da Kristen Bell in uno Sherlock Holmes in gonnella, che si compiace dei suoi successi investigativi anche al di fuori di Neptune. Peccato che a distanza di quasi un anno dalla distribuzione dei nuovi episodi non si sappia ancora nulla di un eventuale rinnovo della serie, che pure ha saputo attirare l’attenzione di pubblico e media. Può darsi che le perplessità sulla radicale svolta sia condivisa anche dai produttori.

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