Paola Perego, minuti di apprensione per la salute del figlio 24enne

La Roma bene, quella che conta e vive nei quartieri più altolocati della Capitale, ora ha paura. Le serate d’estate trascorse tra le discoteche più esclusive della Costa Smeralda, dell’Argentario, Ponza e Capri iniziano a far tremare i polsi per la paura di un contagio. Sono molti, infatti, i giovani e i giovanissimi che sono tornati dalle vacanze positivi al Covid. Loro che hanno trascorsole notti sfrenate a divertirsi, sbocciando le magnum e dimenandosi in pista, ora si chiedono perché le discoteche siano state riaperte, prima di chiudere appena dopo ferragosto. La sfrontatezza dei vent’anni, la falsa illusione di essere immuni al contagio e di avere la corazza dell’invincibilità scricchiola tra i giovani, come un’onda che parte dal quartiere Fleming e sale su, attraversando i Parioli, Prati, Villa Clara e che arriva fino alla Balduina e alla Camilluccia.

È Roma Nord, dove i professionisti hanno negli anni scelto di abitare e dove oggi vivono i ragazzi “per bene” della Capitale, tra i quali molti figli di personaggi noti. Tra loro anche Riccardo, figlio di Paola Perego e del campione Andrea Carnevale. Anche lui ha preso parte alle serate più ambite della Costa Smeralda, quelle dove si sono registrati molti dei casi di Covid in Sardegna.

Lui era uno dei due dj di quelle notti sull’isola e all’Argentario e ora, come racconta Lucio Presta, marito della madre, sta attraversando l’odissea del tampone. “Gli comunicano che alcuni dei partecipanti, gli organizzatori e l’altro Dj risultano positivi al Covid, applica protocollo e chiama il medico di base, che ti prescrive tampone, chiama lo Spallanzani per dare i dati e chiede che gli venga fatto un tampone”, racconta il manager televisivo. Quella di Riccardo Carnevale, però, resta una richiesta non accolta, perché dal principale presidio Covid dela Capitale riferiscono al giovane che sarebbe stato richiamato ma questo non avviene: “Allora richiama e gli dicono: ‘Vada in fila al Drive in più vicino per fare tampone’. Esegue con mascherina e protezioni individuali, sei ore di fila in auto ed eccoci tocca a lui. Ma sono le 20, devono chiudere, ‘torni domani’ “.

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Anzi no, perché il ragazzo è potenzialmente positivo, quindi non dovrebbe uscire di casa: “Lui replica: ‘Ma io ho chiamato e mi hanno detto di venire qui’ , ‘Ok va bene torni domani mattina alle 8.30””. Nel frattempo, come racconta Lucio Presta, Riccardo Carnevale è Roma già da quattro giorni senza riuscire a fare il tampone di controllo e le discoteche in tutta Italia sono state chiuse. “Perfetto, ma intanto questo ragazzo che ha seguito il protocollo che voi avete previsto in questi casi, che deve fare?”, si chiede il manager, che poi alza la voce ed evidenzia le incongruenze del sistema: “Interessa a qualcuno o facciamo un po’ come cavolo ci pare? Vogliamo accertare che lui e gli altri possano essere certi se sono positivi o no e comportarsi come si deve a seconda del caso? Anche stavolta ci vorrà un pizzico di fortuna e tanta pazienza”.

Paola Perego è intervenuta con un’intervista su Il Messaggero per raccontare la sua preoccupazione da madre in merito a questa vicenda: “Fare ballare questi ragazzi tutti appiccicati e sudati non doveva essere permesso. Lui è andato lì per lavorare dopo un lungo lockdown. Adesso ci chiediamo se era davvero necessario riaprire le discoteche per richiuderle poco dopo. A che cosa è servito?”. Intanto tutti i ragazzi presenti nei locali della movida esclusiva della Sardegna sono ora in allarme. Lorenzo Palazzi, il dj che suona con Riccardo Carnevale, è già in quarantena perché positivo.

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