Gaia Trussardi diventa cantante, ecco il vero motivo

Succede che una donna voglia cambiare. Magari intorno ai 40 anni, quando si fanno i bilanci e si aprono certi cassetti che contengono sogni ancora intatti.

È accaduto a Gaia Trussardi, classe 1979, che qualche anno fa ha compiuto una scelta radicale: lasciare la guida della maison di famiglia, di cui era direttrice creativa, per iniziare a occuparsi di musica e temi sociali. «Cantavo già da piccola», racconta l’erede della casa di moda a Gente.

«Mio padre mi faceva prendere lezioni di violino e pianoforte, ma io non ero costante, non stavo alle regole. Ho imparato andando a orecchio. Dopo l’università ho scritto una dozzina di brani con la chitarra, ma sono rimasti lì, nel cassetto».

Quel sogno ora è diventato realtà. Da pochi giorni è uscito Gogaia, il primo album di Gaia Trussardi: cinque canzoni composte da lei che toccano temi quali l’amore universale, il lasciarsi il passato alle spalle, i consigli da dare a un figlio che deve costruire il suo cammino.

Ma Gogaia è molto di più: è un progetto che promuove l’integrazione attraverso il linguaggio universale della musica. «Sono sempre stata un’idealista, attenta ai problemi del mondo. Non ho lasciato l’azienda perché ci fosse qualcosa di sbagliato.

Era il modus operandi che mi stava stretto. Rimango una grande appassionata di tessuti, forme, amo follemente i colori, ma quel mondo patinato e fuori dal reale, quello delle modelle e delle influencer, non era più il mio, non mi corrispondeva più. Per me la moda è costume, cultura, contaminazione».

La sua famiglia ha accettato questa decisione. «A quasi 40 anni non dovevo certo chiedere il permesso per cambiare vita», spiega Gaia. «Volevo realizzare questo sogno, non potevo aspettare di avere 60 anni». Per incidere i brani Gaia ha messo insieme una band composta da due musicisti africani, Ezy Williams e Haruna Kuyateh, cui andranno i diritti delle vendite di Gogaia. «Ho fatto una scelta sovversiva.

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Ci sono artisti che chiedono la collaborazione di colleghi famosi per un progetto, io invece voglio usare la mia notorietà per lanciare nuovi talenti. Infatti, per un prossimo disco, avrò altri componenti nella mia band». Il sostegno all’integrazione non si ferma qui. «Mentre stavo lasciando l’azienda di famiglia ho incontrato un ex compagno di università che lavorava con le banche e si era stancato.

Come me aveva voglia di supportare progetti diversi.Abbiamo così lavorato a una società, la Pluvial Ventures, per renderla un incubatore di start-up per migranti». L’intento è sostenere le idee imprenditoriali di chi arriva nel nostro Paese senza conoscere la lingua, la burocrazia, il modello di business. «Forniamo loro gli strumenti per avviare un’impresa, che sia una pizzeria o un centro estetico. Per questo da più di un anno lavoro con la Croce Rossa e il Centro di accoglienza di Bresso (Milano).

Persone meravigliose che hanno accettato con entusiasmo la nostra proposta e ci hanno messo in contatto con uomini e donne talentuosi ma privi di mezzi». A fine ottobre sarà lanciato, con una capsule collection, il primo brand sostenuto da Pluvial Ventures e ideato da un designer camerunense. «Il fatto che sia legato alla moda è solo un caso», dice la Trussardi. «Prima del lockdown stavamo lavorando in campo alimentare».

In contemporanea con questi cambiamenti professionali, tre anni fa Gaia ha incontrato l’amore, l’attore Adriano Giannini, e si è sposata con lui, con una cerimonia privatissima, nell’agosto del 2019. «Adriano non è stato il motore di questo cambiamento, piuttosto lo ha sostenuto. Non entriamo nella sfera lavorativa l’uno dell’altro, non c’è invadenza: ci aiutiamo in modo costante e silenzioso ». Non proprio così silenzioso: in Moving on, uno dei brani di Gogaia, Adriano Giannini sussurra alcune parole per sottolineare il fatto che la canzone è pensata come una preghiera. Una vita molto attiva quella di Gaia. «Non sto mai ferma.

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Quando non mi occupo del sociale, non scrivo canzoni o non seguo i miei figli [Nicola e Isabella, nati dal matrimonio con l’imprenditore Ricardo Rosen, ndr], leggo: giornali, saggi, romanzi. Ne ho la casa disseminata». Per il futuro pensa di investire tempo ed energie nei progetti appena avviati, desideri che ha avuto nel cuore così a lungo e che ora si stanno prendendo il giusto spazio. «Io e Adriano abbiamo anche idea di trasferirci in campagna. Apprezziamo entrambi la natura, gli animali, gli spazi aperti». La coppia forse culla anche il sogno di avere un figlio. «Non parlo mai di cose troppo private. Posso soltanto dire che chi vivrà vedrà».

Author: Redazione

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