Trascorriamo in media 8-10 ore al giorno guardando schermi a distanza ravvicinata (il 33% da 3 a 5 ore, il 32% da 6 a 9 ore e il 28% oltre le 10 ore, con picchi fino a 15 ore). Lo afferma uno studio condotto da Captain Cook Research per Hoya, azienda giapponese nel settore delle lenti da vista.

La conseguenza è un grande stress per i nostri occhi: l’uso prolungato dei dispositivi digitali può provocare rossori, stanchezza e bruciori, ma anche secchezza, visione sdoppiata o offuscata, e a volte anche occhiaie e mal di testa. «Leggere su uno schermo richiede infatti una continua opera di messa a fuoco alle diverse distanze e rapidissimi movimenti oculari che affaticano tutto il nostro sistema visivo», spiega il dottor Lucio Buratto, fondatore e direttore del Centro ambrosiano oftalmico di Milano.

Disturbi che, di solito, si attenuano con qualche ora di riposo. «Quando però perdurano a lungo, in seguito all’eccessivo lavoro da vicino», continua l’oculista, «possono addirittura aumentare il rischio di miopia». Ecco quindi che la prevenzione diventa fondamentale. Per difendere la salute dei tuoi occhi dall’overdose digitale, segui le indicazioni del nostro esperto. Proteggiti dalla luce blu Recenti studi hanno evidenziato che l’esposizione prolungata a questa fonte luminosa, ad alta energia, porta a un più rapido invecchiamento della vista e può provocare danni alla retina perché le difese naturali dell’occhio non sono sufficienti per schermarla. Oggi i dispositivi digitali sono dotati di filtro, ma è buona norma seguire la regola.

«Può essere utile, inoltre, indossare occhiali studiati per filtrarla, soprattutto al cellulare o con il tablet perché hanno una retroilluminazione in grado di provocare irritazione», spiega il dottor Lucio Buratto. Ricorda inoltre che il monitor del computer dovrebbe essere la fonte più luminosa, in una stanza con luce diffusa. Posizionalo in modo da ridurre possibili riflessi da finestre, lampade o oggetti, a una distanza di 50-70 cm, con il bordo superiore all’altezza degli occhi, in modo da tenere la testa lievemente inclinata verso il basso.

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E non dimenticare di pulirlo regolarmente! Sbatti le palpebre «La corretta lubrificazione dell’occhio, indispensabile per una buona visione, viene messa a dura prova dal ridotto ammiccamento», spiega l’oculista. «Quando si osserva a lungo uno schermo si chiudono gli occhi con minore frequenza, 5-8 volte al minuto contro le usuali 17-20; oltretutto, tendiamo a non serrare completamente le palpebre, lasciando la parte inferiore della cornea scoperta e asciutta.

Effetto che contribuisce al senso di secchezza e affaticamento, da cui l’infiammazione. «Suggerisco quindi di tenere a portata di mano non solo le lacrime artificiali ma anche una bottiglia d’acqua per mantenersi idratati», sottolinea Buratto. Consigliabile anche fare pause per sbattere le palpebre più volte e inumidire così gli occhi. Prenota la visita dall’oculista Non sottovalutare bruciori, sensazione di occhio secco, lacrimazione e mal di testa ricorrenti e prolungati mentre lavori al computer o ti sei trattenuta a lungo sui social. Prendi un appuntamento dallo specialista. «Anche per escludere la presenza di vizi refrattivi; benché leggeri, alla lunga, se non corretti contribuiscono all’affaticamento “informatico”», conclude il nostro esperto.

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