Video Highlights Celtic – Milan 1-3: Sintesi e Gol Europa League

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Esordio nei gironi di Europa League bagnato con un altro successo. Il Milan rifila un 3-1 al Celtic e può continuare a sorridere perché il periodo è estremamente positivo. Sono 21 i risultati utili consecutivi, addirittura il Milan segna almeno due gol da 10 partite di fila, perché lì in avanti con Ibrahimovic e gli inserimenti dei centrocampisti i meccanismi funzionano benissimo: «Il segreto è semplice, tutti stiamo lavorando verso un’unica direzione», ha spiegato a Sky Sport il tecnico Stefano Pioli.
«Società, parte tecnica e giocatori spingono tutti dalla stessa parte, il segreto sta nello stare bene insieme e nell’essere disponibile al sacrificio. Grazie alla proprietà che ha confermato il nostro modo di lavorare, di acquistare giocatori giovani e confermare i migliori della squadra». La gestione della partita con il Celtic non è stata semplice, dopo un primo tempo sul velluto nella ripresa c’è stato un calo: «La partita l’abbiamo condotta bene, con personalità e qualità, mentre nella ripresa siamo stati meno precisi, ma era importante dimostrare di non essere una squadra normale. Dopo aver vinto il derby nella gara successiva molte squadre dimostrano meno motivazioni, invece noi abbiamo affrontato bene il Celtic», ha spiegato l’allenatore.
ORA LA ROMA. Nemmeno il tempo di riposare che lunedì i rossoneri scenderanno in campo contro la Roma, big match importante per la corsa alla Champions League. «Lunedì giochiamo contro una squadra che ha un potenziale incredibile, vogliamo prepararla al meglio per continuare il nostro momento positivo», ha sottolineato Pioli. «Nel reparto offensivo la Roma è seconda a poche squadre, ha una grandissima qualità. Scudetto? Vogliamo essere ambiziosi.

Ci sono 3-4 squadre più forti di noi, ma i pronostici non giocano e non scendono in campo». Il Milan vive un momento d’oro sia in campionato che in Europa: «I risultati positivi danno fiducia e forza, ma sappiamo che arriveranno i momenti delicati – ha analizzato il tecnico con lucidità – però cominciamo ad avere personalità in campo e nello spogliatoio. Donnarumma è diventato uomo, poi abbiamo Ibra, Kjaer, Romagnoli, Kessie. Ma per i momenti difficili credo che abbiamo le qualità per poterle superare».

SOSTEGNO DEL CLUB. La società ha incentrato il progetto su una squadra giovane ma ha affidato le chiavi a un elemento carismatico e d’esperienza come Zlatan Ibrahimovic: «Ce lo godiamo in ogni momento, è un giocatore straordinario che ha alzato il livello di tutta la squadra, lavora quotidianamente per migliorare il gruppo e ci sta riuscendo – ha detto il direttore sportivo Frederic Massara – il nostro progetto è iniziato l’anno scorso e proseguito quest’estate, è una squadra ringiovanita che ha anche qualche elemento di esperienza che compensa. E’ un gruppo che ha grandi margini di crescita, siamo fiduciosi perché sono tutti ragazzi validi che stanno facendo benissimo».

Ha fatto il suo esordio europeo dal primo minuto Sandro Tonali, il primo italiano classe 2000 a giocare dal primo minuto in competizioni europee: «Da lui ci aspettiamo grandi cose, per lui è stato un salto enorme passare dal Brescia al Milan – ha spiegato il dirigente – è un giocatore su cui puntiamo decisamente. Siamo già soddisfatti di lui, la coppia di centrocampisti Kessie e Bennacer sta facendo cose straordinarie, ma anche Tonali sta crescendo giorno dopo giorno e darà un grande contributo alla squadra». L’obiettivo è andare avanti in Europa e migliorare la classifica dell’anno scorso in Italia: «Vogliamo fare meglio dell’anno scorso, teniamo molto all’Europa League, il girone è molto difficile ma vogliamo andare avanti».
Anche l’Europa sorride al Milan, che prosegue imperterrito nella sua striscia positiva. Adesso sono diventate 21 le partite senza sconfitte (dal 22 giugno: Lecce-Milan 1-4 l’inizio di una nuova era) e, quel che ancor più conta, la vittoria in trasferta, a casa di una delle rivali più agguerrite del girone di Europa League, consente anche di impostare le prossime gare con maggiore distacco. Considerato che la rosa del Milan non è particolarmente ricca, riuscire a non spremere tutti i giocatori in tutte le partite può essere un mezzo per tenere in tutte le manifestazioni. Per almeno un’ora, si è visto il solito Milan di questi mesi: molto aggressivo, molto sicuro di se stesso e capace di attaccare l’avversario ai fianchi fino a togliergli il respiro. Così è arrivato il facile 2-0 con il quale i rossoneri sono rientrati negli spogliatoi per l’intervallo, con un gol in avvio e un gol di chiusura del primo tempo.

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Considerato il punteggio rassicurante e il fatto che lunedì prossimo a San Siro arriva la Roma, il Milan ha giocato ancora un quarto d’ora della ripresa e poi ha tirato i remi in barca, cercando di amministrare il vantaggio. Anche i cambi di Pioli, che ha sostituito Kessie e Ibrahimovic, due veri pilastri della squadra, dopo poco più di 20 minuti del secondo tempo, hanno contribuito a dare forza e coraggio al Celtic. Scelta legittima, quella del Milan, alla luce del risultato comunque positivo. Perché gli scozzesi hanno sì ridotto la distanza, al 31′ della ripresa, ma non hanno mai dato davvero l’impressione di poter pareggiare, finché è arrivato il gol liberatorio del neo acquisto Hauge, capace di brindare all’esordio con una rete magari non fondamentale, però ugualmenDue gol nel primo tempo, poi il Milan si è rilassato pensando alla sfida con la Roma. Ma il risultato non è mai stato in discussione
te importante.

Al di là del risultato, Pioli ha avuto il coraggio di fare scelte innovative, nella squadra titolare. Tonali subito titolare, così come Dalot. Per il resto, il solito Milan, mai in sofferenza contro un Celtic che si è presentato senza il suo giocatore probabilmente più forte, Edouard, e che ha finito per mandale in campo un attacco che non è mai stato pericoloso per l’attenta difesa del Milan. Un po’ meglio è andata nella ripresa, quando Christie ha preso il posto di Griffiths, ma più perché il Milan ha tirato il freno, come detto, che per oggettivi meriti scozzesi. Lo stadio vuoto non ha certamente agevolato una formazione che fa del ritmo e della pressione il suo punto di forza, da sempre: e in effetti, rimane la curiosità di pensare a cosa sarebbe successo, con lo stadio pieno, quando a un quarto d’ora dalla fine il Celtic ha “visto” la possibilità di pareggiare. Ma alla fine, resta il sicuro e indiscusso successo del Milan, timbrato da un altro giovanissimo che non era all’esordio assoluto solo pervia dei 19 minuti giocati contro lo Spezia. Il gol di Hauge è un altro inno alla filosofia rossonera, quella che consente di lanciare tanti giovani. Da 10 partite segna almeno due gol, il Milan, e anche questo è un dato da tenere a mente, così come rimarranno negli occhi i minuti trascorsi con Bennacer e Tonali contemporaneamente in campo. Questo Kessie non può mai rimanere fuori, ma intanto la convivenza “impossibile” ha fatto invece vedere che qualcosa può comunque dare.

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