Streaming online Milan – Roma Gratis dove vedere Diretta Live Tv No Rojadirecta Sky o Dzan? Serie A ore 20:45

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Milan Roma, è questo il match previsto per oggi lunedì 26 ottobre. Le due squadre dovrebbero scendere in campo questa sera alle ore 20.45 a San Siro.  Usiamo il condizionale perchè, proprio in questi minuti la società Ac Milan ha diffuso un comunicato. Purtroppo è stata riscontrata la positività al Covid-19 di due giocatori, tra cui il portiere Donnarumma. La partita è a rischio, bisognerà attendere le prossime ore per capire cosa accadrà. Nel caso in cui la partita dovesse giocarsi, questa volta le due squadre si sfideranno senza pubblico sugli spalti, alla luce del dpcm entrato in vigore oggi, secondo cui non potranno entrare nemmeno i 1000 spettatori consentiti fino a ieri. Quello di cui stiamo parlando sarà un match molto importante valevole per la quinta giornata di Serie A.

Milan Roma, quinta giornata di campionato Serie A tim

Il Milan capitanato da Pioli è al momento capolista ed a punteggio pieno. La Roma invece si trova a metà classifica con 5 punti di ritardo dai rivali. Il mercato delle quote sul match vede ovviamente i rossoneri favoriti sui giallorossi. Quello attuale è un buon momento per entrambe le squadre che arrivano tutte e due da tre vittorie di fila. La squadra di Stefano Pioli capolista in campionato cerca altri punti pesanti per poter confermare il primo posto in classifica. Per l’occasione il mister Recupera Calhanoglu, che pare si sia ripreso dall’infortunio che lo aveva tenuto fuori lo scorso settimana in Europa League. Il giocatore sarà da supporto a Leao e Ibrahimovic. I giallorossi, invece, capitanati da Fonseca punteranno sul tridente Pedro, Mkhitaryan, Dzeko, che fino ad oggi ha fatto buoni risultati.

Dove e come guardare la partita, diretta tv e live streaming

Milan Roma sarà trasmessa questa sera a partire dalle ore 20:45 dallo stadio San Siro di Milano. Tutti gli appassionati potranno guardare il match sui canali Sky e più nello specifico a Sky sport Serie A dal canale 202 del satellite e Sky Sport dal canale 251. Come sempre la partita si potrà anche guardare in streaming gratis, ovviamente per tutti gli abbonati al servizio. Questi dovranno utilizzare l’applicazione Sky Go che dà la possibilità di guardare tutto il calcio di Serie A attraverso i dispositivi mobili. In alternativa si potrà anche guardare Milan Roma attraverso i canali Now TV. Quest’ultimo è il servizio Sky che da la possibilità di poter acquistare l’evento prescelto oppure di sottoscrivere un abbonamento.

Probabili formazioni

MILAN (4-2-3-1): 99 G. Donnarumma; 2 Calabria, 24 Kjaer, 13 Romagnoli, 19 Theo Hernandez; 4 Bennacer, 79 Kessie; 56 Saelemaekers, 10 Calhanoglu, 17 Rafael Leao; 11 Ibrahimovic. Allenatore: Pioli.

ROMA (3-4-2-1): 83 Mirante; 23 Mancini, 3 Ibanez, 24 Kumbulla; 18 Santon, 7 Pellegrini, 17 Veretout, 37 Spinazzola; 11 Pedro, 77 Mkhitaryan; 9 Dzeko. Allenatore: Fonseca.

Si avvicina la scelta del nuovo presidente degli Stai Uniti, mentre stasera, a San Siro, verrà eletto il possibile vincitore di un altro duello Usa.
Il Milan di Elliott (che oltreoceano ha sede a New York) ospita lo sfidante Dan Friedkin, originario di San Diego, California. La parte rossonera ha già dichiarato il proprio manifesto: un gruppo che sappia autosostenersi, una squadra giovane che sappia valorizzarsi. Due rette che toccano lo stesso punto: rimettere in regola i conti, sorvegliati dal Fair Play, e una società che da qui torni davvero a essere leader.
Nel luglio 2018 Elliott ha rilevato il Milan dall’inadempiente Mr Li: a chi entra in corsa va dato tempo di scaldarsi. L’estate successiva è quella dell’esclusione dalle coppe europee per i bilanci in rosso (economici sicuramente, tecnici lo saranno in parte: un cambio di allenatore a ottobre 2019, la rincorsa riuscita a un piazzamento europeo).
Questo è il primo vero anno in cui Elliott ha potuto mettere in pratica la propria strategia: il Milan capolista, che ha confermato i suoi uomini chiave, non è una casualità. Cda: ok a 60 milioni La «full immersion» della famiglia Friedkin nella Roma è completa. Chi è loro vicino racconta che si stanno appassionando sempre di più e l’ambizione è palpabile. Logico che il primo obiettivo sia, anche qui, portare in sicurezza i conti, visto che hanno ereditato un club con soli 141 milioni di fatturato (ma causa Covid, due mesi di entrate sono state posposte a luglio e agosto) e 204 milioni di perdite.
Ieri, tra l’altro, si è svolto un Cda che ha reso operative un nuovo aumento di capitale. O meglio: quello in corso di 150 milioni è stato aumentato a 210 e il termine è stato posticipato al 31 dicembre 2021 invece che 2020. Intanto, i Friedkin finora, oltre ai soldi dati a Pallotta, hanno versato 92 milioni. Prorogata l’Opa fino al 6 novembre. Con tutta probabilità la proprietà passerà dall’86,5% a più del 90%, così da uscire dalla Borsa. Sul fronte tecnico, infine, è caccia ai dirigenti, visto che arriveranno un d.s. e d.t. Accantonato Rangnick, proprio come aveva fatto il Milan, occhio a Michael Emenalo, ex Chelsea. Certezze? Una: c’è voglia di una Roma.

Dove e come vedere la partita in diretta e live streaming

La partita tra Milan e Roma, in programma alle 20:45, sarà trasmessa in diretta tv da Sky sui canali Sky Sport Uno (satellite, digitale terrestre e internet) e Sky Sport 252 (satellite e internet). La telecronaca è di Federico Zancan, con il commento di Daniele Adani. I collegamenti da bordo campo saranno a cura di Massimo Ugolini. Milan  e Roma  in streaming gratis sarà disponibile solo per gli abbonati alla pay tv satellitare grazie all’applicazione Sky Go che permetterà di seguire la partita in diretta anche su pc, tablet e smartphone.

La capacità di saper resettare ogni vittoria e concentrarsi sulla sfida seguente ha portato il Milan a conquistare otto successi di fila da inizio stagione, e stasera contro la Roma arriverà la prova del nove. «Abbiamo cominciato bene e dobbiamo continuare. Affrontiamo un avversario forte che nelle ultime 6 trasferte ne ha vinte 5.
Un avversario che assomiglia al Milan – ha dichiarato in conferenza stampa il tecnico rossonero Stefano Pioli – La Roma ha confermato un allenatore che ha fatto bene al primo anno in Italia, hanno inserito giovani forti come Kumbulla, hanno preso un giocatore importante come Pedro. Una squadra ambiziosa ma lo siamo anche noi, sarà una partita aperta».
La Roma insegue in classifica ma contro i giallorossi sarà uno scontro diretto per la qualificazione in Champions League: «Dobbiamo prepararci bene per superare questo esame difficile. Abbiamo l’obiettivo di scavalcare tutte le squadre che l’anno scorso ci sono state davanti. Il nostro gap con le prime quattro era di parecchi punti – ricorda l’allenatore milanista – Ora pensiamo a migliorare quello e a superare Roma e Atalanta. Un passo alla volta, una partita alla volta».
ESPERIENZA E GIOVENTù. Il Milan è tornato ad essere competitivo contro le big come dimostrato nell’ultima partita contro l’Inter, ma anche in precedenza i rossoneri avevano battuto Juve, Lazio e Roma, con una squadra composta da tanti giovani: «Giovani ma maturi, me lo dimostrano con i comportamenti. Abbiamo anche personalità forti come Romagnoli, Kjaer, Donnarumma. Siamo consapevoli del nostro percorso. La nostra forza è quella di mantenere un equilibrio mentale».

Il segreto di Pioli è continuare a lavorare come se dall’esterno non arrivassero attacchi o elogi: «Dopo le critiche abbiamo pensato solo a lavorare, ora dobbiamo fare lo stesso anche se riceviamo complimenti. Anzi, ho chiesto alla squadra di dare ancora di più per diventare davvero ambiziosi. È bello che le aspettative si siano alzate». Il confronto tra Milan e Roma vedrà tra i protagonisti due campioni come Dzeko e Ibrahimovic, curiosamente al primo incrocio personale in serie A: «Zlatan ci dà tante soluzioni, sia Ibra che Dzeko sono due registi offensivi. Dovremo cercare di limitare i rifornimenti per Dzeko», ha spiegato il mister dei rossoneri.SUPPORTO SOCIETARIO. Stefano Pioli vive un momento di estrema soddisfazione perché i risultati stanno dando ragione al suo lavoro, anche grazie al supporto della dirigenza e della proprietà, capaci di mantenere i veterani in gruppo e allargare la rosa con nuovi innesti in estate: «Era importante alzare la competitività e prendere giocatori giovani e forti. La proprietà è stata brava a inserire giocatori che ci stanno alzando il livello, tutti sanno che rendendo meglio del proprio compagno avranno la possibilità di essere scelti – ha confermato Pioli – I cinque cambi ci danno tante possibilità, mai come adesso si possono cambiare le partite. È importante chi scende in campo dall’inizio ma anche chi entra in corsa». Società a lavoro anche per blindare il contratto di Gianluigi Donnarumma: «La disponibilità di Gigio è tanta, lui sta crescendo in tutto quello che fa, dall’alimentazione alla cura dei particolari, è già di altissimo livello ma ha ancora tanti margini di miglioramento. Sono molto soddisfatto del suo approccio. Non sono preoccupato per il futuro perché fin quando vedo giocatori così attenti e positivi sono tranquillo e so che la società sta lavorando in una determinata direzione».

È un momento di svolta, è tempo di alzare l’asticella. Dopo tre vittorie consecutive tra campionato e coppa, dopo un’imbattibilità che dura ormai da 12 giornate di Serie A al netto del ko a tavolino di Verona, Paulo Fonseca chiede alla Roma di mettersi alla prova sul palco di San Siro: «Il Milan è fortissimo, sta facendo un lavoro eccellente, ma noi andiamo sul loro campo per vincere. Vogliamo dimostrare di essere una grande squadra». Non c’è presunzione, solo ambizione nelle parole dell’allenatore,  che evidentemente ha captato dalla squadra i segnali giusti durante gli ultimi allenamenti.

NON CAMBIO. Nella sfida a distanza tra Ibrahimovic e Dzeko, preferisce tenersi il suo cavallo di razza: «Non conosco il modo di lavorare di Ibra, che sicuramente sarà un professionista eccellente essendo arrivato a 39 anni a certi livelli. Ma conosco Dzeko, che è un calciatore molto importante per la Roma. E sono contento di lui. Comunque si tratta di due fantastici centravanti, che hanno caratteristiche simili». Fonseca è contento anche del rendiconto infrasettimanale, con la vittoria di Berna che ha facilitato il girone di Europa League: «Sì, sono soddisfatto perché in Svizzera siamo riusciti a raggiungere diversi obiettivi: abbiamo vinto, intanto. E poi abbiamo fatto riposare tanti calciatori, che ci serviranno contro il Milan. Infine, abbiamo dato spazio a coloro che giocano di meno e che ci possono tornare utili nel corso della stagione. Non si può fare diversamente per avere sempre una buona tenuta fisica».

RIECCOLI. Il recupero di Mancini, falso positivo al Covid, può consentirgli di riproporre la difesa a   tre. Ma la vera certezza di Fonseca è il portiere: «Giocherà Mirante». Dunque Pau Lopez, che pure era andato bene giovedì contro lo Young Boys, tornerà titolare in coppa. Aspettando Smalling, che ormai è quasi guarito: «Sta bene ma non abbastanza per essere convocato. Potremmo rivederlo giovedì contro il Cska».

SERENITà. I recenti risultati hanno rafforzato la sua posizione agli occhi dei Friedkin. Di conseguenza anche il suo umore è migliorato: «Credo si sia visto che remiamo tutti dalla stessa parte, alla Roma. C’è grande armonia tra di noi. Siamo fiduciosi per questa partita e in generale per il futuro». Nonostante la paura del virus che incombe sul campionato: «Sono preoccupato per la situazione che il mondo sta vivendo, chiaramente. Perciò tutti dobbiamo tenere un comportamento responsabile. Però sono convinto che la Serie A possa arrivare in fondo regolarmente, senza bisogno di playoff o di aggiustamenti del format». E sugli obiettivi ripete: «Le favorite per lo scudetto restano Juventus e Inter. Poi vengono le altre, che hanno caratteristiche interessanti. E’ un campionato di grande qualità, non è mai facile per nessuno vincere le partite».NIENTE GABBIE. Tornando a Ibrahimovic, Fonseca esclude trattamenti riservati da parte della difesa: «Non ho preparato la partita contro un solo giocatore. Sarebbe sbagliato perché il Milan nel suo complesso è una squadra pericolosa, come dicono i risultati. Ma anche noi stiamo bene. Partiamo con l’idea di poterli battere».

Sembrava un colpo di testa, è diventata una “genialata”. Cinque anni fa giusti giusti, Sinisa Mihajlovic, allenatore del Milan, decise senza consultare nessuno tranne Abbiati, il portiere veterano del gruppo, che sarebbe scoccata l’ora del debutto in Serie A di Gigio Donnarumma. La tentazione gli era venuta già qualche giorno prima quando s’accorse che Diego Lopez, titolarissimo di quella stagione, non rispondeva né ai suoi comandi e nemmeno ai suoi requisiti.
Nella concitazione della partita di Marassi col Genoa, il proposito venne messo da parte perché pensò che sarebbe stato meglio preparare l’evento con una settimana di tempo. Immaginava bisognasse abituare all’idea il giovanotto, che invece non aspettava altro e non ebbe nemmeno un po’ di batticuore. E così fu. Gigio Donnarumma era appunto un giovanotto, cresciuto più in altezza che all’anagrafe perché aveva soltanto sedici anni e qualche mese, ma era l’età sufficiente per realizzare il grande balzo in avanti nel calcio. Perché tutti, gli istruttori del settore giovanile e lo staff della prima squadra, erano pronti a scommettere sul suo futuro e sul suo rendimento.
In questi casi si dice: è un predestinato. No. Donnarumma fu molto di più. Perciò in Milan-Sassuolo venne il tempo di Gigio che già qualche anno prima aveva ricevuto dal Chelsea una proposta, indecente per quel periodo, a cui aveva resistito grazie all’intervento immediato di Adriano Galliani, sollecitato da Mauro Bianchessi, il responsabile del settore giovanile che l’aveva pescato in Campania soffiandolo all’Inter.
Da quella domenica pomeriggio, inaugurata con un gol firmato da Berardi, una traiettoria malandrina (ma il Milan poi vinse quella partita), Gigio Donnarumma non si è più fermato. Fin qui ha collezionato 211 presenze nel Milan, 77 clean sheet, 217 i gol subiti in un team che non ha certo brillato ai primi posti della classifica e timbrato 20 volte il cartellino della Nazionale. È considerato, per riconoscimento unanime, uno dei fuoriclasse della nuova generazione calcistica italiana pronta a inseguire l’Europeo nella prossima estate.
È un gigante in altezza e non solo, uno stipendio da star (6 milioni netti l’anno) e un futuro in bilico per il rinnovo del contratto che tutti a Milanello danno per scontato in una stagione della vita collettiva nella quale non c’è niente di scontato. Ha detto don Andrès Iniesta, il genio del Barcellona di Guardiola: «In nessun manuale di calcio ho letto che bisogna essere 190 cm con 78 chili per giocare bene a calcio». Verissimo. Forse solo per il ruolo di portiere avere quei centimetri aiuta per parare qualche rigore decisivo e per diventare il numero uno.
Invertendo i fattori del famoso film con Sylvester Stallone e Pelè, stasera per il Milan la sfida contro la Roma potrebbe essere una “Vittoria per la fuga Già, perché i rossoneri dopo essersi svegliati ancora primi in classifica in solitaria, staseranno avranno la gustosa possibilità di allungare su tutte le dirette avversarie per. lo scudetto, compresa la Juventus che con il pareggio di ieri sera col Verona è ferma a 9 punti in classifica. Nonostante Stefano Pioli e la società continuino a parlare di obiettivo Champions e rivali più attrezzate e più avanti nel loro progetto per lo scudetto, il Milan, con i tre punti, stasera potrebbe scavare davvero un primo, importante solco. Enorme sulle due romane, perché con i tre punti Romagnoli e compagni andrebbero a quota 15 punti, ben otto in più rispetto alla Lazio e alla stessa Roma. Ma il distacco inizierebbe a non essere così scontato neanche con la Juventus e l’Atalanta (entrambe a -6). Il Napoli con la vittoria di ieri si è portato a 11 punti (come il Sassuolo), l’Inter .

Insomma, tre punti per esse re non solo primi, ma primissimi.

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Tutti, questi ragionamenti di fuga, ovviamente, varranno in caso di successo contro la Roma, mentr e il primo posto rimarrà anche con un’eventuale sconfitta, parola che a Milanello non conoscono comunque da 21 partite, ovvero dallo scorso 8 marzo, quando i rossoneri persero a San Siro contro il Genoa prima del lockdown: «Siamo all’inizio e dobbiamo prepararci bene per superare questo esame difficile – ha spiegato con la solita saggezza Pioli -.

E solamente un’altra partita, altri tre punti a disposizione. Secondo me ogni gara sarà la prova del nove, noi dobbiamo pensare al nostro percorso, continuare a pensare a ogni singola partita come quella più importante». Anche questa volta il tecnico emiliano non ha voluto parlare di scudetto, ma nelle sue parole si evince come il Milan voglia qualcosa di più di un “semplice” quarto posto. In fondo il Diavolo è primo in classifica non solo da settembre, ma dallo scorso 22 giugno: «Abbiamo l’obiettivo di superar e tutte le squadre che l’anno scorso ci sono state davanti – ha aggiunto Pioli, arrivato sesto nella Serie A ’19-20 -. Il nostro gap con le prime quattro era di parecchi punti, ora pensiamo a migliorare quello, un passo alla volta.
Adesso tocca crè la Roma, un avversario forte che nelle ultime sei trasferte ne ha vinte cinque». Milan che Pioli vuole vedere crescere: «Possiamo alzare l’asticella in tante situazioni, sia nelle prestazioni individuali che quelle collettive – ha analizzato -. Adesso è importante non fermarsi solo sugli aspetti positivi e concentrarsi su quelli negativi». E pazienza se per qualcuno il Milan è ancora una sorpresa: «Non mi dà fastidio, onestamente non ci perdo il sonno; le somme le tireremo alla fine e vedremo chi avrà avuto ragione. La nostra forza è quella di mantenere un equilibrio mentale – ha concluso Pioli -. Dopo le critiche abbiamo pensato solo a lavorare, ora dobbiamo fare lo stesso anche con i complimenti. Ho chiesto alla squadra di avere ambizione, è bello che le aspettative si siano alzate».
Esame di maturità. È quello che attende la Roma questa sera nel miglior palcoscenico possibile: San Siro. Fonseca non si nasconde: «Vogliamo dimostrare di essere una grande squadra». Quello che è certo è che sia Roma che Milan vìvono da tempo un buon momento: nelle ultime 12 gare di serie A (considerando anche il finale della scorsa stagione) sono quelle che hannp fatto meglio.
I giallorossi con 9 Vittorie e 3 pareggi (sul campo)mentre i rossoneri con lo score di 10 successi e 2 pari. Per questo motivo la partita «sarà tatticamente interessante», dice il portoghese che dopo aver recuperato in extremis Mancini, risultato negativo al tampone sabato, dovrà invece fine a meno di Smaliing: «Non è pronto, penso tomi per la coppa giovedì». Ci sarà invece Dzeko, pronto alla sfida con Ibrahimovic: «Paragone tra lui e Ibra? Sono due giocatori importantissimi, io non lavoro con lo svedese tutti i giorni però. Si tratta di un grande professionista altrimenti non potrebbe giocare cosi a 39 anni.
Posso parlare di Edin e dire quanto sia importante per noL Sta bene ed è motivato». Il Milan preoccupa: «È in un grande momento, è una grandissima squadra che ha un ottimo allenatore. Ma penso che anche noi siamo in un buon momento, siamo motivati e fi -duciosi. La Roma giocherà per vincere. Abbiamo creato un’identità forte». Forte non al punto di potersi inserire nella lotta-scudetto dalla quale esclude anche i rossoneri: «Intere Juve sono le candidate principali. Poi ci sono tutte le altre che possono fare un bel campionato». Formazione: in porta giocherà Mirante e a meno di clamorosi ripensamenti spazio al 3-4-2-1 con Mancini (che oggi vedrà discusso il ricorso che lo riguarda per le 3 giornate rimediate in Siviglia-Roma dello scorso 6 agosto, davanti alla Uefa) recuperato in extremis in difesa e Pellegrini che giostrerà in mediana al fianco di Veretout Unico dubbio sulla fascia destra dove Santon (tenuto a riposo giovedì a Berna) parte comunque favorito su Bruno Peres e Karsdorp.
Dopo il dpcm emanato ieri dal Governo, il campionato va avanti. Perora. C’è però chi già paventa la possibilità di dover cambiare formula in corsa, con l’introduzione dei p lavori. Fonseca invece appare più ottimista: «Penso che possiamo restare così fino alla fine. Lavoriamo per finire regolarmente il torneo. Sono ovviamente preoccupato per la situazione in generale, ribadisco l’importanza di rispettare le norme, è un momento difficile e dobbiamo mostrare responsabilità. Noi per primi».

Da una parte una delle rose più giovani d’Europa, dall’altra una squadra che ha inserito qualche big esperto, ma ha puntato anche su tanti giovani, soprattutto in difesa come Ibanez e Kumbulla. Milan e Roma, però, si affidano ai gol, alla leadership e al carisma di due “nonni” della Serie A, due Highlander che in questo 2020 hanno scollinato i 39 e 34 anni, ovvero Zlatan Ibrahimovic e Edin Dzeko. Due fenomeni del ruolo di centravanti, così diversi per carattere e doti tecniche, ma anche simili perii modo di saper attirare su di sé il gioco della squadra e agire da registi offensivi. Due giocatori che nella loro lunghissima carriera hanno giocato in moltissimi campionati e hanno sempre vinto. Mettendo insieme i titoli vinti da Ibra e Dzeko si copra l’intera mappa del calcio europeo che conta, perché Ibra ha trionfato in Italia, Spagna e Francia, oltre all’olanda; Dzeko in Germania e Inghilterra. I titoli dei cinque campionati top in Europa, sono in bacheca. Ciò che manca è una Champions e qualche gloria in più nelle coppe, dove solo Ibra ha portato a casa un’Europa League col Manchester United (non giocando però semifinale e finale) e due trofei col Barcellona (Mondiale per club e Supercoppa Europea).

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La sfida di questa sera fra i due giganti del gol, sarà un inedito. Fa impressione pensarlo, ma Ibra e Dzeko dal 2003 – anno d’esordio del bosniaco nel Zeljezni-car – non si sono mai incrociati, né in Europa, né in Italia, visto che il 28 giugno scorso, quando il Milan vinse 2-0 conlaRomaaSan Siro, lo svedese era assente per infortunio.

Per assurdo, avrebbero potuto affrontarsi da avversari già in passato e magari a maglie invertite. Nell’estate 2009 il Milan fu vicinissimo a prendere Dzeko, Galliani volò a Sarajevo per convincerlo, ma quando l’ex ad rosso nero stava per trovare l’intesa col Wolfsburg, arrivò il no di Berlusconi (che bloccò anche l’arrivo ormai definito del terzino francese Cissokho). Sfumò Dzeko al Milan e qualche settimana dopo f Inter cedette lo svedese al Barcellona. Ibra-Ro-ma, invece, è stato per due volte un sogno accarezzato dal club giallorosso, storicamente in buoni rapporti conRaiola:
nell’invemo 2015, quando Zlatan stava iniziando a pensare all’addio al Psg; poi nel dicembre scorso, quando già si parlava di ritorno al Milan, ma l’impasse dei rossoneri stava permettendo ad altri club di inserirsi (poi il Diavolo perse 5-0 prima di Natale con l’Atalanta e la coppia Maldini-Boban ruppe gli indugi facendo breccia nel cuore di Ibra).
UN’ALTRA DOPPIETTA? Il numero 11 rossonero in questo campionato ha giocato solo due partite, ma le ha marchiate con altrettante doppiette, alla prima giornata al Bologna e una settimana fa contro Tinteli In mezzo lo stop per Covid che però non ha condizionato più di tanto la forma dell’attaccante. Dzeko dopo aver seguito in panchina la prima gara del campionato a Verona (quando era ancora in ballo la sua cessione, poi sfumata, alla Juventus), ha giocato da titolare e da capitano le successive tre gare, sbloccandosi la scorsa giornata pure lui con una doppietta nel 5-2 contro il Benevento. Insom-ma, in questo campionato quando i due segnano, ne fanno sempre due. La domanda dunque è semplice: chi segnerà una doppietta stasera fra i due Highlander del gol?

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