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Nnche lo A spettro del Covid a martellare un’emergenza senza precedenti nella Lazio attesa questa sera dal secondo turno di Champions. Gli echi del trionfo di sei giorni fa sul Borussia Dortmund si sono dissolti già ieri mattina nella rifinitura prima della partenza per Bruges. Non c’erano sul campo di Formello i biancocelesti protagonisti delle ultime vittorie, Ciro Immobile e Luis Alberto, come anche Manuel Lazzari, Djavan Anderson e Andreas Pereira. Tutti reduci dai tamponi-Uefa del giorno prima. Non c’erano neanche Leiva, Luiz Felipe, Strakosha, Cataldie Armini, lontani da giorni da Formello causa influenze e disturbi intestinali. Oltre ai lungodegenti Lulic, Radu ed Escalante, out per guai muscolari.
Così il gruppo biancoceleste appariva ancor più rimpicciolito agli occhi di Simone Inzaghi nella sua incredulità per la situazione sopraggiunta. Era in campo anche Vavro, il difensore slovacco che non è stato inserito nella lista Uefa. Le assenze dei cinque biancocelesti nell’ultima seduta in sede prima di Bruges ha allungato ombre minacciose sul gruppo di Inzaghi. Come da prassi lunedì erano stati effettuati i tamponi disposti dall’Uefa due giorni prima della gara da disputare in trasferta, in modo tale da poter recapitare gli esiti prima della partenza.
Ieri, però, sono emerse delle situazioni da approfondire con altri controlli. Così Immobile, Luis Alberto, D. Anderson e Lazzari non sono stati inseriti nel gruppo che nel primo pomeriggio è partito da Fiumicino per il Belgio. Con loro è rimasto a Roma anche Andreas Pereira, che in un primo momento era stato considerato nella lista in partenza. Per il brasiliano c’è l’ipotesi che possa raggiungere la squadra questa mattina, ma tutto sarà riesaminato col passare delle ore. Normativa Il rebus è sorto dalla necessità di nuovi controlli.
Le disposizioni Uefa prevedono un solo tampone. Che però quando presenta dei valori che per poco segnalano una positività può essere integrato da ulteriori esami con altri macchinari. Dalla Lazio non sono giunte comunicazioni ufficiali nella giornata di ieri. I risultati delle nuove analisi dovranno essere comunicati entro le sei ore dal fischio d’inizio della gara. Un’indicazione è stata data da Simone Inzaghi nella rituale conferenza stampa della vigilia. «Sulla situazione Covid emersa oggi, la società domani (oggi, ndr) farà un comunicato prima della partita», ha annunciato il tecnico dalla sala stampa del Breydel Stadion di Bruges. «Volevamo venire qui al completo, ma queste problematiche le hanno un po’ tutte le squadre», ha aggiunto sconsolato.
Alla domanda se si attende qualche arrivo prima della partita, Inzaghi ha replicato con sereno realismo: «Stiamo valutando, stanno ultimando i tamponi. Credo che i dodici (numero del gruppo titolare in Belgio, ndr) che sono arrivati saranno quelli che faranno la gara, Se poi potrà aggiungersi qualcuno, ben venga…». Gli altri Le apprensioni in casa biancoceleste sono state alimentate pure dalle condizioni di Strakosha, Leiva, Cataldi, Armini e Luiz Felipe, che nei giorni in vario modo sono stati alle prese con problemi gastrointestinali e linee di febbre. Lunedì non c’erano a Formello. E come i lungodegenti Lulic e Radu oltre a Escalante (k.o. al flessore sinistro contro il Bologna) non sono stati sottoposti al tampone-Uefa che riguarda soltanto il gruppo-squadra da utilizzare nella gara di Coppa. Ansie che  ora dal punto di vista dei tempi di recupero da fronteggiare nei vari casi si riflettono sull’insidioso calendario previsto per la Lazio sino alla sosta di novembre: domenica la sfida in casa del Torino, mercoledì la trasferta di Champions con lo Zenit San Pietroburgo e domenica 7 novembre il confronto dell’Olimpico contro la Juventus.
«Sì, sarà una Lazio altamente competitiva, che vorrà fare un’ottima partita contro il Bruges. È un momento d’emergenza che non avremmo mai voluto, ma sono fiducioso su quelli che scenderanno in campo», così Inzaghi ha provato a zoomare sulla gara di questa sera. Tra i pali e in difesa Inzaghi potrà confermare le scelte fatte col Bologna con Reina, Patric, Hoedt e lo stesso Acerbi. A metà campo, tornerà Milinkovic. Akpa Akpro nell’altro ruolo di interno. In regia Parolo con MarusiceFares, sugli esterni come sabato scorso. In avanti la coppia Correa-Caicedo dal via, con Muriqi in panchina tra i Primavera. «Non ce lo aspettavamo, eravamo partiti molto bene», non si dà pace Simone Inzaghi.

Dove e come guardare la partita, diretta tv e live streaming

Brugge – Lazio sarà trasmessa questa sera a partire dalle ore 21,00 Tutti gli appassionati potranno guardare il match sui canali Sky e più nello specifico a Sky sport Serie A dal canale 202 del satellite e Sky Sport dal canale 251. Come sempre la partita si potrà anche guardare in streaming gratis, ovviamente per tutti gli abbonati al servizio. Questi dovranno utilizzare l’applicazione Sky Go che dà la possibilità di guardare tutto il calcio di Serie A attraverso i dispositivi mobili. In alternativa si potrà anche guardare Brugge – Lazio attraverso i canali Now TV. Quest’ultimo è il servizio Sky che da la possibilità di poter acquistare l’evento prescelto oppure di sottoscrivere un abbonamento.

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Caos tamponi e missione Champions stravolta dall’incubo Covid. Appena diciotto convocati, di cui sei reclutati dalla Primavera per allungare la panchina, dove troverà posto Muriqi, il nuovo acquisto ex Fenerbahce, l’unico appartenente al gruppo dei titolari, ridotto all’osso. Inzaghi è partito per Bruges con i resti della Lazio, dimezzata da un’emergenza senza precedenti e di fatto senza cambi.

Gli sono rimasti soltanto dodici giocatori della prima squadra, ne metterà in campo undici per tentare un’impresa eroica e ai limiti dell’impossibile dopo aver già vinto a sorpresa nella partita d’esordio con il Borussia Dortmund. Reina tra i pali e difesa a tre formata da Patric, Hoedt e Acerbi. Centrocampo con Akpa Akpro, Parolo e Milinkovic, più Marusic e Fares sulle corsie esterne. Correa e Caicedo in attacco. Questa era la formazione provata nella rifinitura al Training Center di Formello poche ore prima di decollare dall’aeroporto di Fiumicino verso il Belgio, dove la Lazio è atterrata intorno alle 18.

ATTESA. Tutti gli altri, a partire da Immobile e Luis Alberto, sono rimasti a Roma e chissà se, con un autentico miracolo burocratico-procedurale, Lotito riuscirà a restituirne tre o quattro in tempo utile a Inzaghi. Significherebbe avere maggiori possibilità di giocare una buona partita. Ieri sera circolava l’indiscrezione di un aereo privato previsto in mattinata, ma dalla società biancoceleste non sono arrivate conferme perché non esistevano certezze sulla possibilità o meno di ottenere l’autorizzazione dall’Uefa.
Poche chances perché l’esito dei tamponi non è appellabile: sarebbe in discussione la procedura e cosa viene cercato senza passare attraverso il test sierologico che indica le infezioni in corso o superate. Situazione in evoluzione e proprio per questo motivo, in attesa di certezze, la Lazio non ha fornito indicazioni, rinviando a questa mattina ogni comunicazione ufficiale. Alla lista già corposa degli indisponibili (Cataldi, Armini, Strakosha, Leiva, Luiz Felipe) ieri mattina non sono apparsi sul campo per l’allenamento anche Immobile, Luis Alberto, Lazzari, Djavan Anderson e Andreas Pereira, fermati all’esito del tampone molecolare eseguito dalla Synlab (per conto dell’Uefa) lunedì mattina, come prevede la procedura per le squadre impegnate in trasferta.
Per tutti, ieri sera, erano in corso verifiche e controanalisi. Oggi verrà fatta chiarezza. Vigilia stravolta, come i piani dell’allenatore. Mutilato di una o due unità lo staff tecnico. Il virus sarebbe entrato a Formello già da quattro o cinque giorni: si sospetta di una cena romana tra le mogli dei giocatori in cui si sarebbe diffuso.
PRECEDENTE HOEDT. Nel gruppo allargato dei dieci indisponibili ci sarebbero alcuni positivi e con sintomi Covid, gli infortunati e altri cosiddetti “falsi positivi”. Cioè asintomatici senza alcuna carica virale (dunque non contagiosi) o addittura negativi come era successo all’interista Hakimi, positivo ai tamponi Uefa, inutilizzato da Conte nella partita Champions con il Borussia Moenchengladbach, di nuovo disponibile il giorno successivo. Questo spiega la prudenza e l’attesa della Lazio nel fornire i nomi dei giocatori bloccati a Roma. Al conto degli assenti bisogna aggiungere Escalante e Radu (stirati) più Vavro, escluso dalla lista Champions. Andreas Pereira dovrebbe essersi già negativizzato.
Immobile e Luis Alberto, su cui erano in corso approfondimenti, sarebbero “falsi positivi”. Alcune assenze durante la rifinitura potrebbero essere state dettate soltanto da motivi precauzionali. Un dettaglio relativo alla partita con il Borussia Dortmund può essere illuminante. Hoedt, che aveva osservato un periodo di quarantena (25 settembre-10 ottobre) dopo il suo arrivo a Roma, lunedì scorso ha saltato l’allenamento di rifinitura ma il giorno dopo è stato convocato per la sfida con i tedeschi, Inzaghi lo ha portato in panchina e lo ha utilizzato per sostituire Luiz Felipe. La Lazio era riuscita a dimostrare all’Uefa la “negatività” dell’olandese.

L’ansia. E’ stata una vigilia incerta, indefinita e infinita: «E’ stata diversa rispetto alle altre, ma dovremo fare una prestazione importante contro un Bruges che ha vinto la prima partita come noi. Andremo oltre l’emergenza che purtroppo colpisce tutti in questo momento». Inzaghi ha potuto tanto in questi anni, una sfida simile va oltre ogni limite, è per un laziale coraggiosissimo come lui, va affrontata sfoderando l’arma classica della tenacia: «Il problema principale è non avere rotazioni, facciamo di necessità virtù. Abbiamo giocato pochi giorni fa con il Bologna, questo è il momento che tocca vivere, andiamo avanti», è stato il suo urlo. Simone ha promesso «una Lazio altamente competitiva, che vorrà fare un’ottima partita. Abbiamo analizzato il Bruges, è un’ottima squadra, formata da ottimi giocatori, hanno forza fisica e qualità a centrocampo, corrono molto. Sono in testa al girone con noi, ma siamo solo all’inizio. Anche loro si giocheranno la qualificazione fino all’ultima giornata».I sospesi. Inzaghi spera nei rinforzi. In Belgio oggi potrebbero aggregarsi alcuni dei giocatori rimasti a Roma, il tecnico ieri ha preferito pensare ai disponibili: «Stiamo valutando se possiamo recuperare qualcuno, stanno ultimando altri tamponi. Chi è arrivato in Belgio giocherà la gara, i 12 che sono venuti con noi saranno in campo, ben vengano altri elementi se ci sarà la possibilità di aggiungerli». Inzaghi ha inviato messaggi di forza al gruppo: «Sappiamo che in campionato e in Champions ci sono responsabilità. Dobbiamo dare seguito all’ottimo esordio con il Dortmund. Ripeto, il Bruges è forte, ha vinto il campionato belga, ha vinto contro lo Zenit, servirà una partita molto intensa. In Europa i ritmi sono alti, cercheremo di portare a casa un risultato positivo». In attacco, senza Immobile (se non sarà recuperato), restano 3 uomini. Uno partirà dalla panchina (Muriqi), Correa e Caicedo sono in pole per giocare in coppia: «Vedremo chi giocherà dal primo minuto», è l’unica abbondanza (eufemismo), l’unico dubbio che Inzaghi s’è potuto concedere per fare un po’ di pretattica.

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