Streaming Serie A Lazio – Juventus Gratis dove vedere Diretta Live Tv No Hesgoal Sky o Dzan?

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Dove e come guardare la partita, diretta tv e live streaming

Lazio Juventus sarà trasmessa questa sera a partire dalle ore 12.30. Tutti gli appassionati potranno guardare il match sui canali Sky e più nello specifico a Sky sport Serie A dal canale 202 del satellite e Sky Sport dal canale 251. Come sempre la partita si potrà anche guardare in streaming gratis, ovviamente per tutti gli abbonati al servizio. Questi dovranno utilizzare l’applicazione Sky Go che dà la possibilità di guardare tutto il calcio di Serie A attraverso i dispositivi mobili. In alternativa si potrà anche guardare Lazio Juventus attraverso i canali Now TV. Quest’ultimo è il servizio Sky che da la possibilità di poter acquistare l’evento prescelto oppure di sottoscrivere un abbonamento.

cominciato tutto tre mesi fa. Il giorno in cui Simone festeggiava la nascita del terzo maschietto di casa Inzaghi, Andrea, un altro Andrea, Pirlo, veniva insignito dal suo omonimo Agnelli, della prestigiosa carica di allenatore della Juventus. Panchina per cui il tecnico della Lazio era stato in corsa fino a qualche ora prima, e non era la prima volta. il toto Simone è ormai da anni il gioco dell’estate Juve: prima spauracchio di Massimiliano Allegri, evocato ogni volta che Madama s’inceppava, poi in ballottaggio con Sarri e infine candidato forte per la successione quando l’ipotesi dell’esonero estivo del Comandante iniziò a prendere quota.

Sedotto e abbandonato, sorpassato da un outsider con zero esperienza ma con un pedigree molto juventino. Simone è rimasto a Roma, dove in questi 5 anni ha seminato e raccolto bene, e oggi senza rimpianti proverà a rovinare il pranzo all’uomo che prima di soffiargli il posto ha regalato gioie immense a suo fratello Pippo, tra cui un assist involontario (punizione deviata dal 9) nella finale di Champions vinta dal Milan nel 2007. Da Bielsa a Sarri Inzaghi e Pirlo hanno 3 anni di differenza e si sono incrociati spesso da giocatori ma mai nella nuova veste di allenatori, anche perché, al contrario di Simone, il Maestro ha saltato di netto la gavetta. Le loro storie s’assomigliano, ma con una differenza sostanziale: anche Inzaghi si ritrovò sulla panchina della Lazio un po’ per caso, quando Marcelo Bielsa disse no a Claudio Lotito, però aveva fatto un minimo di tirocinio prima con gli Allievi e poi in Primavera, con cui vinse una Coppa Italia e due Supercoppe. Lo stesso apprendistato che avrebbe dovuto fare Pirlo, scelto inizialmente da Agnelli per guidare l’Under 23 ma poi promosso un mese dopo in prima squadra al posto di Sarri senza passare per il campo.

Generazione Under 45 Simone e Andrea appartengono alla generazione dei tecnici rampanti Under 45, il nuovo che avanza sulla scia di De Zerbi e Gattuso. Ambiziosi e con le idee chiare, con l’obiettivo di lasciare la propria impronta sul calcio italiano dei prossimi decenni. Difficile un confronto tra i due, visto che di Inzaghi abbiamo potuto apprezzare molto e di Pirlo ancora troppo poco. Di sicuro in comune hanno la personalità: Simone sembra un’acqua cheta ma in realtà è molto più fumantino del fratello. Se i muri di Formello potessero parlare, racconterebbero di violente litigate con più di un giocatore. È stato bravo fin da subito a guadagnarsi la stima e i rispetto della sua ciurma. E Andrea, dal canto suo, ha un curriculum e un carisma che gli consentono di relazionarsi alla pari anche con un numero uno come Ronaldo.

Le idee Inzaghi alla Lazio ha aperto un ciclo che ha portato due Supercoppe italiane e una Coppa Italia. L’anno scorso ha battuto la Juve due volte (campionato e Supercoppa) e fino a marzo è stato in corsa per lo scudetto. Nelle giovanili iniziò con il 43- 3 per passare poi stabilmente alla difesa a 3, dimostrando duttilità e capacità di adattamento. Il suo è un calcio pratico che attacca gli spazi e sfrutta l’abilità tecnica del centrocampo. Pirlo ha predicato fin da subito il dominio, con pressing alto e riconquista rapida della palla. Principi che la Juve fatica ad applicare quando si alza il livello (vedi contro il Barcellona). «Mi piacerebbe vedere una Juve sicura, che abbia il dominio della partita in una sfida importante. È un bel gradino da scalare», ha detto.

Il mondo è questione Idi punti di vista. Leonardo Bonucci nelle ultime settimane ha fatto una decina di passi verso destra e ha scoperto nuove visuali, nuove possibilità per incidere sulla partita, forse un nuovo stile di vita: si può cambiare modo di giocare a calcio a 33 anni. LBI9 ha vissuto una carriera da centrale nelle difese a tre o a quattro e ha dato il meglio quando è stato protetto da due marcatori come Barzagli e Chiellini. Pirlo però in serate speciali gli chiede qualcosa di diverso, come dimostrato mercoledì in Ungheria. Quando la Juve aveva la palla, Chiellini restava in posizione centrale e Bonucci, sul centro-destra, sfruttava un po’ di libertà aggiuntiva. Non è una novità assoluta ma nessuna azione aveva chiarito il concetto come il primo gol di Morata. Basta schiacciare play per rivederla: Bonucci sul centro-destra ha spazio, più che nella sua classica posizione al centro, e trova la verticalizzazione per Cuadrado. Il Ferencvaros è sbilanciato e non reagisce in tempo al cross basso del Panita, che trova Morata a centro area: 1-0.

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Un dato dimostra che tutto questo non è casuale. Sics, azienda veneta che lavora da anni nel calcio, tiene il conto dei “passaggi chiave”, le verticalizzazioni (o i cambi di gioco) che smarcano un compagno superando una linea di difesa: sono i passaggi decisivi, quelli che creano superiorità e portano un reale vantaggio allo sviluppo dell’azione. Bonucci è tra i primi 10 in A e soprattutto primo in Champions con 13 passaggi chiave a partita, tantissimi. Il secondo è Pjanic, il terzo Kimmich, altri due giocatori con tecnica, tempi e letture di altissimo livello. Che cosa significa? Che Bonucci è il play aggiunto della Juve, come negli anni di Pirlo calciatore, e che i prossimi mesi saranno interessanti: sarà curioso vedere se l’esperimento potrà continuare con De Ligt, atteso tra due settimane.

400 volte titolare

Bonucci intanto all’ora di pranzo sarà all’Olimpico, non lontano dalla città in cui è cresciuto. Quando era un giovane centrocampista a Viterbo, nessuno immaginava che in una domenica di novembre avrebbe giocato la sua partita numero 400 da titolare nella Juventus. Lazio-Juventus, in questo senso, sembra più un Ironman che calcio. Il giocatore in attività con più partite da titolare in carriera è Buffon e il primo tra quelli di movimento un altro juventino: Chiellini, che oggi però non ci sarà (non convocato per un problema alla coscia sinistra). Bonucci è secondo e in campo potrebbe incontrare il terzo, Stefan Radu. Nessuno dei tre è nato con un talento da predestinato. Allenarsi, lottare e non abbattersi, questo è il trucco.

Il concetto chiave è il seguente: «Vorrei vedere una squadra sicura, in grado di essere sempre nelle posizioni giuste in una partita difficile come quella contro la Lazio. Potrebbe essere un bel gradino da scalare». E, a corredo, l’idea di fondo del pallone visto con gli ocelli di Andrea Pirlo: «Vorrei vedere ima squadra che abbia il dominio della partita». Alla vigilia della trasferta romana il tecnico si confessa unicamente alla tv di casa perché Torino è in zona rossa e rischiare non conviene a nessuno. Lo fa, al solito, senza andare oltre i confini del suo calcio, che non contempla attese o passività. Piuttosto nello sguardo dell’allenatore si percepisce l’attesa di un primo momento chiave del campionato, dell’opportunità di dare uno schiaffo’,’ magari anche a un ambiente esterno die probabilmente mai come quest’anno si ostina a vedere altri club in pole scudetto.

«Queste sono le partite belle da giocare. Negli ultimi anni la Lazio è sempre stata ad alti livelli, è ima grande squadra e sappiamo che sarà difficile. Però sarà anche entusiasmante». Pare quasi che Pirlo voglia giocarla lui, se solo volesse e potesse. E quest’attesa non può non coinvolgere il popolo juventino, scottato dal ko con il Barcellona epperò consapevole del fatto che, in attesa di arrivare a quel livello lì in Champions, oggi un primo segnale al campionato lo si possa dare. «Bisognerà fare attenzione e sbagliare poco tecnicamente in mezzo al campo per evitare di dare spazio al loro contropiede. Abbiamo immaginato la partita con il loro classico 3-5-2: difesa molto accorta e poi la Lazio è bravissima nelle ripartenze. Dietro loro si chiudono bene e provano a ripartire soprattutto con Mi-linkovic-Savic e i due attaccanti»: è la previsione di Pirlo, die vede nella prima usata stagionale della sua squadra a mezzogiorno e mezzo una ghiotta possibilità di far notare a tutti che la Juve in costruzione non è (più) un cantiere, ma un progetto che sta venendo su anche in un’annata estremamente complessa per i noti motivi.

« I punti contano e quindi sarà una partita molto importante. Questo è un campionato difficile, particolare, contante partite ravvicinate, ma siamo in corsa e bisogna camminare e correre velocemente. Sappiamo che si può e si deve migliorare. Però siamo sulla strada giusta». Non sembrano proprio, ad essere sinceri, parole dettate da un ottimismo di facciata.
Pirlo si dice soddisfatto per determinati aspetti, evidenziati in particolare nelle ultime due partite che hanno fruttato sei punti tra Italia ed Europa, con otto gol a bilancio: «Abbiamo occupato bene le posizioni offensive con i centrocampisti e i trequarti – spiega l’ex regista – gestiamo bene il pallone e riusciamo a mantenerne il possesso in maniera ottimale, così come la fase di costruzione. I giocatori si stanno impegnando in un calcio diverso dal passato e hanno ancora ampi margini di miglioramento». Tra l’ennesimo elogio ad Alvaro Morata («È sempre al centro del gioco») e l’attesa che anche i centrocampisti si blocchino («Stiamo lavorando sugli inserimenti, com’è successo a Rabiot e McKennie»), Pirlo disegna il gol ideale della sua Juve: «A Crotone e il primo con gli ungheresi, trovando il giocatore tra le linee, attaccando la profondità e con gli attaccanti a segno dentro l’area a porta vuota». Oggi i campioni d’Italia ci riproveranno.

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L’infortunio occorso a Giorgio Chielli-ni rende inevitabile l’impiego del turco Merih Demirai dal primo minuto oggi all’ora di pranzo contro la Lazio. Andrea Pirlo ha convocato 20 giocatori perla sfida dell’Olimpi-co, l’ultima prima della sosta riservata alle Nazionali e che come al solito svuoterà il centro d’allenamento bianconero. Al posto del capitano ecco la prima chiamata del difensore rumeno Radu Dragusin, classe 2002, perché di altri difensori centrali puri nella rosa non c’è neanche l’ombra, considerato che Matthijs de Ligt non tornerà prima della sfida contro il Cagliari del 21 novembre.

Nella Juve anti-Lazio, dunque, scelte ancora obbligate in difesa con Demirai, lo stoico Leonardo Bo-nucci e l’onnipresente Danilo. E pure in attacco, dove Alvaro Morata e Cristiano Ronaldo non temono concorrenza mentre Paulo Dybala attende il suo momento. A Budapest l’argentino ha giocato gli ultimi 26 minuti griffando due gol di una semplicità estrema, però dimostrando di avere tutta la voglia di questo mondo di incidere ancora. Ma Pirlo bada molto all’equilibrio di squadra e in vista del match con la Lazio sembra che la tentazione di schierare il tridente delle stelle possa rimanere tale, a meno di ripensamenti del mattino.

C’è maggiore scelta a centrocampo dove rispetto alla partita di mercoledì con il Ferecvaros in Champions League il tecnico potrebbe confermare Adrien Rabiot ed effettuare il cambio tra Arthur e Rodrigo Bentancur, con Dejan Kulusevski arma potenzialmente letale partendo da sinistra (lo svedese non gioca titolare dalla notte del 28 ottobre, quella della sconfitta contro il Barcellona, e in Ungheria ha riposato) e Weston McKennie sull’altra sponda in fase difensiva.
hi questo caso il sacrificato di lusso sarebbe Federico Chiesa che ha giocato le ultime tre da titolare e che potrebbe rivelarsi determinante a gara in corso. Attenzione alla posizione e soprattutto alle mansioni affidate all’americano exSchalke 04 che, tra Spezia e Ferencva-ros, ha fatto da pendolo tra il lavoro difensivo svolto in fascia e il compito di inserirsi dalla trequarti in su creando un certo smarrimento nei difensori avversari. Così a Cesena ha servito ad Alvaro Morata il pallone dellì-0, a Budapest se ripetuto con la finta decisiva sull’assist di Ronaldo, che ha fatto da innesco al destro dello spagnolo per il provvisorio 2-0. Pirlo, abituato a mischiare le carte nel corso della rifinitura di vigilia, terrà aperto fino all’ultimo soprattutto il ballottaggio tra Bentancur e Arthur: se scegli esse l’uruguaiano, perderebbe in palleggio e intelligenza tattica, ma guadagnerebbe assai in duttilità.

Dopo il faticoso esordio sul campo del ChievoVerona, i bianconeri allenati da Massimiliano Allegri sono chiamati a dar seguito al proprio ruolino di marcia contro la Lazio di Simone Inzaghi. Per la prima all’Allianz Stadium, invece, i biancocelesti devono invertire l’andamento stagionale dopo la sconfitta interna rimediata contro il Napoli nell’esordio allo stadio Olimpico. Curiosità: il vicepresidente della Juventus, Pavel Nedvěd, ha disputato 138 gare in campionato con la maglia della Lazio, mettendo a segno 33 reti e vincendo uno Scudetto, due Coppe Italia, una Supercoppa Italiana e una Supercoppa Europea; una volta passato in bianconero ha giocato 247 gare in campionato, siglando 51 gol e conquistando tre Scudetti (di cui uno revocato), un campionato di Serie B, due Supercoppe Italiane e un Pallone d’oro.

ULTIMI 5 PRECEDENTI IN SERIE A:
2017-2018: Juventus-Lazio 1-2 (23′ Douglas Costa, 47′ Immobile, 54′ rig. Immobile)
2016-2017: Juventus-Lazio 2-0 (5′ Dybala, 16′ Higuaín)
2015-2016: Juventus-Lazio 3-0 (39′ Mandžukić, 52′ rig. Dybala, 64′ Dybala)
2014-2015: Juventus-Lazio 2-0 (17′ Tévez, 28′ Bonucci)
2013-2014: Juventus-Lazio 4-1 (14′ Vidal, 27′ Vidal, 49′ Vučinić, 78′ Tévez)

VITTORIE CON MAGGIOR SCARTO IN SERIE A:
1934-1935, 1936-1937, 1958-1959 e 1993-1994: Juventus-Lazio 6-1
1952-1953: Juventus-Lazio 5-0

RISULTATO PIÙ FREQUENTE:
Juventus-Lazio 2-1 (9 volte)

PARTITA CON IL MAGGIOR NUMERO DI GOL:
1951-1952: Juventus-Lazio 5-3 (5′ Muccinelli, 8′ rig. Gülesin, 12′ K. Hansen, 28′ rig. K. Hansen, 31′ J. Hansen, 65′ Antoniotti, 68′ Muccinelli, 89′ Flamini)

STATISTICHE IN SERIE A (JUVENTUS IN CASA)
Giocate: 75
Vittorie Juventus: 47
Pareggi: 18
Vittorie Lazio: 10
Gol Juventus: 163
Gol Lazio: 75

STATISTICHE IN SERIE A (TOTALI)
Giocate: 150
Vittorie Juventus: 80
Pareggi: 36
Vittorie Lazio: 34
Gol Juventus: 266
Gol Lazio: 164

La Lazio è partita piuttosto male e alcuni malumori tra società e tecnico, venuti a galla in settimana, non hanno certamente contribuito a rasserenare l’ambiente; la Juventus, invece, pur giocando molto bene per larghi tratti dell’esordio, ha dimostrato di dover ancora registrare la difesa e di non aver ancora acquisito la giusta concentrazione lungo tutta la durata della partita. Pertanto, consigliamo di giocare GOAL Sì in schedina.

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