Streaming Gratis Torino – Sampdoria diretta live tv Sky o Dzan No Rojadirecta: dove e come vedere

Dove e come guardare la partita

Torino Sampdoria si disputerà questa sera, lunedì 30 novembre 2020, alle ore 18.30  La partita sarà visibile sui canali Sky e nello specifico sui canali Sky Sport, sia sul satellite che sul digitale terrestre ed ancora Sky sport Arena al numero 204 del satellite. Ovviamente chi vorrà potrà seguire anche il match in diretta streaming. Gli abbonati potranno affidarsi a Sky Go per poter vedere il match, scaricando l’app su dispositivi mobili quali computer e notebook o ancora tablet e smartphone. Ci sarebbe ancora un’altra possibilità, ovvero guardare il match su Now Tv, il servizio di streaming live e on demand di Sky che da la possibilità di poter assistere ai più importanti incontri di calcio, ovviamente dopo aver acquistato uno dei pacchetti offerti.

Cominciamo da Marco Giampaolo che continuerà a guidare il Toro da casa. Ed è il suo vice Francesco Conti ad annunciare la sua assenza: «Le condizioni del mister sono buone, lo sentiamo tutti i giorni. Non è con noi fisicamente, ma mentalmente lo è più che mai: sta bene e a stretto giro di posta rientrerà a tutti gli effetti, ma nell’occasione ci sarò ancora io». Giampaolo, per la cronaca, è in fase di guarigione completa e per il derby di sabato contro la Juve dovrebbe riprendere regolarmente il suo posto in panchina.

Da Giampaolo alla partita il passo è scontato. Ed è sempre il vice a presentarla. Con una certezza: il Toro è pronto e vuole la vittoria per allontanare paura e ultimissimi posti. I granata chiedono punti e gioco. «E’ una sfida importante, come del resto sono state tutte quelle di prima e quelle che arriveranno. Dobbiamo ottenere il massimo dei risultati tramite la prestazione, che deve essere in linea con quelle dell’ultimo periodo».

Quando, in effetti, la squadra con maggiore attenzione avrebbe potuto ottenere più risultati positivi. Il Toro, vista l’emergenza e l’indisponibilità di un trequartista (Lukic), dovrebbe ripresentarsi con il 3-5-2. «Vedremo, abbiamo diverse soluzioni, i ragazzi sanno interpretare diversi sistemi di gioco, quando saremo al completo sfrutteremo tutte le risorse che abbiamo». Un po’ di pretattica in questi casi non guasta mai. «Mannò, noi grazie ai nostri ex sappiamo tutto della Sampdoria, ma anche loro conoscono alla perfezione le nostre caratteristiche.

Quindi nessun vantaggio, ce la giocheremo. Certo che io e il mister ci portiamo dietro i 3 anni meravigliosi trascorsi a Genova! Emozioni? Io diffido di chi non prova sensazioni forti. Ma quando comincerà la partita il pensiero sarà rivolto solo al modo in cui si può battere la Samp».

C’è tempo per parlare di singoli. Izzo, che con il 3-5-2 torna di moda, Ansaldi, che sembra essersi ripreso quella corsia sinistra che Rodriguez ora insegue, Millico, che scalpita e pare un po’ inquieto. Cominciamo da Izzo: «E’ uno tosto, abbiamo bisogno di giocatori come lui. Armando è un calciatore che stiamo ritrovando. Viene da un mese di inattività e sta raggiungendo la forma migliore. Contro l’Entella ha dimostrato che è uscito dall’infortunio e si candida per un posto». Ed eccoci alla concorrenza tra esterni. «Ansaldi e Rodriguez sono calciatori per i quali parla il curriculum, sono di assoluta affidabilità e importanti per questa squadra». Parole benauguranti pure per Millico. Tanto non costa niente, no? E allora: «Sta bene, è rientrato dopo una lunga inattività. Si sta allenando seriamente. C’è da dire che in avanti ci sono tutti giocatori di qualità, lui sta sgomitando, ma se continuerà a lavorare come sta facendo, si ritaglierà il suo spazio».

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Oggi, in avanti, rivedremo la coppia Belotti-Zaza. Conti non lo dice, ma lo fa capire: «Non c’è nessun problema a farli giocare assieme, sono anche amici e questo aiuta. Di volta in volta troveremo l’accoppiata migliore visto che in avanti, come ho appena detto, sono in tanti che meritano di essere presi in considerazione». Di sicuro Giampaolo e Conti nel decidere la formazione non terranno conto del derby che ci sarà sabato. «Derby? In testa abbiamo soltanto la Samp e l’obiettivo di conquistare i tre punti».

Ed è tutto. La parola al campo, dove Belotti e compagni non possono più fallire. Sino a oggi una sola vittoria in campionato (con il Genoa) e tanto rammarico. Anche un po’ di sfortuna, ma tanta, tanta superficialità sotto forma di poca concentrazione. Basta vedere le occasioni buttate nel bidone della spazzatura più vicino.

Marco Giampaolo, ancora in modalità smart working, si gode qualche buona notizia. News che riguardano la formazione che andrà in campo stasera contro la Sampdoria. Le indicazioni della vigilia, infatti, sono state confortanti. A proposito dell’elemento su cui si focalizza maggiormente l’attesa del calcio d’inizio: Andrea Belotti. Gli allenamenti personalizzati degli ultimi giorni hanno fornito il responso tanto atteso: ora il Gallo è arruolabile. Buonissime le sensazioni di ieri provenienti dalla rifinitura pomeridiana svolta sul prato dello stadio Grande Torino.

Il capitano ha svolto l’intera seduta coi compagni e sta bene. Scalpita da giorni per tornare ad aiutare il suo Toro. Un Toro che oggi avrà bisogno di vincere, senza pensare a pizzi e merletti: ok il gioco, ma stasera servono i punti. Anche per iniziare col sorriso il percorso di avvicinamento al derby di sabato contro la Juventus. Prima della stracittadina, però, c’è la Sampdoria. Se non dovessero emergere problemi durante il warm-up mattutino, il Gallo scenderà regolarmente in campo.

In una formazione che ricalcherà quella già proposta a San Siro contro l’Inter. Ciò significa che ci sarà ancora spazio per il 3-5-2, che non finisce in soffitta almeno fino a quando il Toro non avrà la possibilità di ritrovare Vojvoda, Gojak e Lukic, elementi indispensabili per il ritorno al 4-3-1-2. Davanti a Sirigu, la difesa è fatta: dentro Nkoulou, Bremer e Lyanco. La tentazione Izzo rimane tale: è tornato di moda con il nuovo assetto difensivo, ma non ha ancora la condizione per reggere due gare in cinque giorni dopo la lunga assenza. Anche a centrocampo si va verso uno spartito ben definito.

A destra Singo, a sinistra Ansaldi (in vantaggio su Rodriguez), in mezzo i soliti tre: Rincon, Meité e Linetty. Le alternative latitano, per questo motivo Giampaolo insisterà su questi uomini. In attacco – assodata la presenza di Belotti – la tavola sembra apparecchiata per Simone Zaza. Il ritorno dopo il Covid-19 è stato ruggente: benissimo a San Siro contro l’Inter, in spolvero anche in Coppa Italia contro la Virtus Entella. Bonazzoli partirà dalla panchina, così come il recuperato Simone Verdi (ieri ha svolto anche lui la rifinitura coi compagni): Belotti ha riposato di più rispetto all’ex Bologna, che può diventare il jolly da estrarre a gara in corso. Al netto dei provini pre-partita di questa mattina, l’undici titolare pare disegnato.

Segnato, invece, è il futuro di Vincenzo Millico, che ieri ha finito anzitempo l’allenamento per un fastidio muscolare che verrà valutato nei prossimi giorni. Il Toro, tuttavia, ha già comunicato all’entourage del giocatore che a gennaio sarà ceduto: verosimilmente in prestito, ma attenzione alla possibilità che finisca come pedina di scambio in qualche affare (nella trattativa che Vagnati ha intavolato col Cagliari per portare Pavoletti in granata, per esempio).

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Il ragazzo ha bisogno di giocare ed è molto stimato dallo staff tecnico, che però, a differenza di settembre, ora ha preso atto della difficoltà di rendere protagonista uno dei talenti del vivaio più cristallini dell’era Cairo. «Millico sta bene e si allena seriamente. La nostra batteria di attaccanti è di valore, ma se continua a lavorare così, troverà spazio anche lui», aveva detto Conti nella conferenza diffusa dal sito del Torino. Ma poco dopo il club pubblicava anche il report sulla rifinitura, con tanto di infortunio.

Fisicamente Millico era tornato integro dopo il Covid, ma le occasioni per il ragazzo sono ridotte al lumicino. Un vero peccato, anche perché Millico ha di fatto perso un anno e mezzo: è sempre stato blindato, pur non trovando mai spazio dall’inizio. Mazzarri, Longo e adesso Giampaolo non hanno mai puntato con decisione sul ragazzo, che si sente comprensibilmente ai margini del progetto. Una tappa altrove è ormai l’unica soluzione per tutti: per il classe 2000, che non può più restare in naftalina, ma anche per il Toro, che da troppo tempo ha ormai immobilizzato un capitale tecnico ed economico.

La Sampdoria prova a tornare all’antico. Dopo le tre sconfitte di fila contro Cagliari, Bologna e Genoa, cambieranno i colori sociali dell’avversario – visto che si passerà dal rossoblù al granata – e i blucerchiati proveranno cambiare volto. Ranieri ritrova Quagliarella in attacco dopo le noie muscolari alla coscia sinistra accusate in settimana, ma ha ancora un dubbio su chi giocherà al suo fianco: con Keita sempre out e Gabbiadini con poco più di una mezz’ora nelle gambe (andrà in panchina), il ballottaggio è tra Verre e Ramirez come supporto al capitano doriano tra trequarti e reparto offensivo (l’uruguaiano all’ultimo giorno di mercato era stato a un passo dal trasferirsi al Toro: ma in extremis chiese 200 mila euro in più sull’ingaggio pattuito e l’operazione saltò). Lo stesso tecnico romano ha elogiato Verre in questi giorni dopo il gol nel derby («E’ un titolare aggiunto»), ma non è da escludere che stasera possa esserci nuovamente spazio per l’uruguaiano, che nelle ultime settimane è finito un po’ indietro nelle gerarchie, ma che gode di grande fiducia da parte dello stesso Ranieri. Lo scorso febbraio fu proprio Ramirez – con una doppietta – a trascinare la Samp nell’ultimo successo contro il Torino. Poi tra estate e autunno, come detto, il corteggiamento dei granata e il mancato trasferimento alla corte di Giampaolo, nonostante il contratto in scadenza. Se in difesa tutto pare abbastanza scontato – con Colley indisponibile e la conferma della coppia centrale composta da Yoshida e Tonelli -, in mediana è probabile il ritorno di Ekdal dall’inizio, visto che Adrien Silva, pur in crescita, arriva da due partite consecutive da titolare e non ha un grande minutaggio nelle gambe. Una maglia in ballo tra Jankto e Damsgaard a sinistra: il talento danese è stata una delle note più liete di questo inizio stagione.

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