Filippo di Edimburgo non vuole festeggiare i suoi 100 anni

Mancano sei mesi al giorno in cui il principe di Edimburgo dovrebbe festeggiare 100 primavere. Il condizionale può avere valore scaramantico, in quanto, a dirla tutta, 99 sono già un ragguardevole bottino anagrafico: in questo quasi secolo, di cui 73 anni passati da principe consorte al fianco della regina Elisabetta, per un totale di oltre 22mila impegni ufficiali (ai quali ha detto addio solo tre anni fa), Filippo ha fatto in tempo a vedere iniziare e concludersi guerre, matrimoni, governi e accordi europei, ha visto cominciare pandemie (sperando di arrivare a vedere la fine anche di questa), ha celebrato le nascite di figli, nipoti e pronipoti, ha assistito a fratture familiari, a crisi della monarchia e a sue rivincite… Insomma un quasi-secolo in cui non gli sono state negate – e lui stesso non si è negato – esperienze ed emozioni (non ultimo un serio incidente automobilistico, mentre sfrecciava al volante della sua Range Rover a 97 anni).

Il “dovrebbe” è più specificamente legato al fatto che, mentre i sudditi hanno segnato il 10 giugno in rosso nelle loro agende e si preparano a celebrare il clamoroso compleanno, il duca di Edimburgo non ha alcuna intenzione di festeggiare. Tantomeno vorrebbe farlo con particolari eventi pubblici.

Il “festeggiato riluttante”, così Filippo è stato ribattezzato dai media britannici in questi giorni, ha spesso usato, a proposito della ricorrenza in arrivo, le seguenti lapidarie parole: «Non riesco a immaginare niente di peggio che arrivare a 100 anni». E non sembra aver cambiato idea al riguardo. Fonti vicine a corte fanno sapere che si prospetta un pranzo in famiglia o poco di più…

Cosa che, se perdurasse la attuale situazione, potrebbe anche risultare in linea con le restrizioni imposte dalla pandemia: lo scorso Royal Birthday, quello numero 99, è stato una ricorrenza a due, con Filippo e la regina Elisabetta in dorato isolamento a Windsor e il resto della famiglia in videochat. Isolati, ma, a quanto hanno fatto sapere, molto felici del tempo da passare insieme. Un po’ come toccherà in questi giorni anche a Kate Middleton, che il 9 gennaio spegne 39 candeline in pieno lockdown (se ne parla a pag. 8, ndr), isolata con William e figli ma molto più rilassata rispetto a quando, un anno fa, non si parlava di Covid-19 ma era appena esplosa la bomba dell’addio dei cognati Harry e Meghan ai doveri reali.

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A proposito dei due transfughi Harry e Meghan, le 100 candeline del nonno potranno essere l’occasione per farsi rivedere a corte nel 2021. Tra l’altro, nello stesso periodo altri due eventi offriranno la possibilità di riunire la famiglia, o parte di essa, nonostante il fuoco che continua a covare sotto la cenere della “Megxit” (ancora a novembre la regina Elisabetta ha liquidato con un secco “no” la richiesta di Harry di deporre a nome dei duchi di Sussex qualche fiore all’altare inglese dei caduti nel Giorno della Memoria; perché con la corona va così: o sei dentro sei fuori, gli andirivieni dai doveri reali non sono tollerati).

Prima, il 29 maggio, inizieranno gli “Invictus games”, evento tradizionalmente patrocinato dal principe cadetto. Poi, a luglio, verrà ufficialmente inaugurata la statua commemorativa di Lady Diana nei giardini di Kensington Palace. Non c’è ribellione, moglie o riluttanza ai festeggiamenti che tengano: tra fine primavera e inizio estate la royal family, comprese quelle teste calde dei duchi di Sussex, avrà l’occasione di ritrovarsi. Meglio per tutti se intorno a una torta da 100 candeline… Anche se Filippo continuerà a protestare che non gliene importa niente.

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