Il Santo del giorno 12 gennaio: San Bernardo da Corleone i miracoli

Nato nel 1605 a Corleone (Palermo), Filippo Latini fu avviato dal padre all’umile mestiere di calzolaio, ma presto lo abbandonò per darsi a quello della spada in cui, a 18 anni, si era fatta una certa fama. Focoso e cavalleresco, una volta. difese l’innocenza di una giovane insidiata da soldati spagnoli, e per la sua bravura fu chiamato «prima spada di Sicilia».

Provocato da un certo Vito Canino, invidioso dei suoi successi, si batté con lui a duello in piazza, ferendolo gravemente ad un braccio che poi venne amputato. Per sottrarsi alla vendetta dello sfidante, si rifugiò nel convento dei cappuccini, chiedendo di entrare nell’Ordine. Indossò l’abito francescano due anni dopo, il 13 dicembre1631 col nome di Bernardo e da quel momento con tutte le sue forze si diede alla penitenza. Destinato all’ufficio di cuoco, servì con dedizione umile e totale i confratelli, dormendo sopra un letto di tavole e sottoponendosi a rigorosi digiuni, mentre i superiori dovettero proibirgli l’uso di certi strumenti di penitenza. Divenne un mistico, amante della Passione e della Croce di Cristo.

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Un miracolo di San Bernardo da Corleone

La leggenda vuole che San Bernardo abbia compiuto diversi miracoli. Questi miracoli però al momento non sono stati riconosciuti. Secondo un aneddoto non attestato da fonti storiche, durante il soggiorno a Bivona molti frati furono colpiti da un’epidemia di influenza. Quando anche Bernardo, che in quel momento rivestiva l’ufficio di infermiere, si ammalò riducendosi in fin di vita, staccò dal tabernacolo della chiesa la statuetta di san Francesco e la infilò nella manica del saio, rivolgendosi al santo con le seguenti parole: «Serafico padre, tu lo sai che i tuoi frati di Bivona sono ammalati… chi si prenderà cura di essi? Ti avverto che non uscirai di qui se non quando mi avrai guarito». Il giorno successivo, San Bernardo tornò in salute e poté riprendere l’assistenza ai confratelli. Sempre a Bivona, a Bernardo un crocifisso avrebbe parlato dicendogli: «Non cercare tanti libri, ti bastano le mie piaghe per leggere e meditare». Dopo quest’episodio il frate rinunciò al desiderio di imparare a leggere.

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