Cagliari – Juventus Streaming Gratis dove vedere Diretta Live TV

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innanzitutto un plauso ad Andrea Pirlo. Ieri in conferenza stampa non ha detto che contro il Cagliari sarà una finale. O la prima di tante finali.
E’ un piccolo passo (dialettico) per un allenatore, ma un grande passo per la comunità bianconera. Perché di “come una finale”, la Juventus, ne ha già toppate troppe in questa stagione. Ed è il caso di ripartire dal basso e dalle cose facili. Dalla prosa, foss’anche banalotta, d’una squadra che – semplicemente – avendo più qualità di tante altre, queste tante altre le batte. Iniziando ad esempio a giocare dal primo minuto, anziché dal quarto d’ora, o dalla mezz’ora o da quando – prima o dopo che sia – ha subìto la scoppola sbaraglia piani. Alias, regalato il primo gol/rigore. Dunque è meglio partire dall’inizio, che dalla… finale.

A Cagliari la Juventus sfiderà i rossoblù (squadra pericolosa, infida, che sa mettere in difficoltà) e forse soprattutto sfiderà se stessa. Pirlo lo sa bene e probabilmente – anche se non lo dice – è curioso lui stesso di vedere come il gruppo saprà gestire la delusione lasciata in dote dall’eliminazine in Champions. C’è modo e modo di maneggaire certe disfatte. «La squadra si sta riprendendo – ha spiegato il tecnico -. L’eliminazione è stata una botta, inutile nasconderlo. Fare bene contro il Cagliari sarà importante dopo la nostra eliminazione dalla Champions. Voglio vedere orgoglio e voglio vedere spirito di squadra. Nella mia carriera ne ho avute parecchie di queste situazioni. Ho vinto tanto e perso tanto. Ho sempre cercato di ripartire con grande entusiasmo. Faremo lo stesso ora. Non è finita mercoledì la nostra stagione. Ripartiremo con grande voglia di dimostrare che siamo la Juventus. Volgiamo giocarci il campionato. Anche i nuovi sanno cosa vuol dire giocare in questo glorioso club, hanno capito il peso di indossare questa maglia: lo si capisce da soli che quando arriva una eliminazione agli ottavi ci sono tante polemiche, ma i ragazzi hanno lo spirito giusto anche per affrontare queste pressioni. Ora dovremo pensare partita per partita, potremo… purtroppo allenarci tutte le settimane. Peccato, avremmo preferito giocare la Champions, ma lavoreremo di più in allenamento e dovremo essere ancora più cinici»

Ma in particolare, la curiosità di Pirlo e del mondo bianconero tutto, è di capire come reagirà Ronaldo. Ronaldo che peraltro è al centro non solo delle polemiche, ma di tante voci e indiscrezioni di mercato che lo vedono allontanarsi dalla Juventus a fine stagione. «Cristiano sta bene, è deluso chiaramente. Ma si è allenato bene. Penso che abbia recuperato e possa giocare. E’ normale che ci siano voci, lui è il personaggio più importante. Fa sempre parlare di sé. Ma ha sempre fatto bene. Ha sempre dimostrato il suo valore. Poi può capitare che non faccia gol, ma il suo valore non si discute»

Domanda: ma non è che i senatori bianconeri, a forza di sentire questo tormentone del ringiovanire, svecchiare, abbassare l’età media… si siano sentiti o possano sentirsi meno centrali nel progetto? E nello specifco Ronaldo, è ancora centrale e fulcro del progetto Juve, con queste premesse? Pirlo non fa una piega. «Si parla tanto di ringiovanimento, è vero: ma il progetto è quello di mettere dei giocatori giovani in un gruppo arricchito da elementi di caratura. Impossibile fare una squadra con solo giovani. Devono esserci anche un po’ dei più esperti come Cristiano, Gigi, Giorgio, Leo… Questo è stato il progetto iniziale e lo sarà anche per il futuro»

A questo punto, dunque, è “solo” questione di dare un senso a una stagione che per ora – in termini di risultati – un senso ce l’ha solo fino ad un certo punto e rischia di essere poi archiviata come anno di transizione (al netto della Supercoppa, per carità) se non ci saranno una crescita in campionato e un colpo di coda in finale di Coppa Italia. «Non avevamo fissato degli obiettivi minimi a inizio stagione. Ma l’obiettivo alla Juve è sempre quello di vincere. Portare a casa trofei. Quando inizi speri di vincere tutte le partite: tutti vorrebbero portare a casa titoli su titoli ma bisogna lavorare, aspettarsi che capitino anche sconfitte. Ma il nostro cammino non cambia. Bisogna avere la fiducia e la consapevolezza della squadra per lavorare su questo. Io e il gruppo siamo convinti di avere ancora un grande futuro davanti».

In effetti c’era di che riflettere, martedì sera, nel vedere comparire davanti a telecamere e microfoni Federico Chiesa, Juan Cuadrado, Matthijs De Ligt. Insieme con l’allenatore Andrea Pirlo poi andato in conferenza stampa.
Per dire: poco meno di un anno fa, nelle medesime circostanze, la faccia a favor di obbiettivi ce l’avevano messa Gigi Buffon (che manco aveva giocato) capitano a vita e il presidente Andrea Agnelli in persona.
E i vari Cuadrado, De Ligt, Chiesa – più o meno dimessamente ma dignitosamente assai – avevano commentato la deludente prestazione di gruppo, la buona o ottima prestazione personale, le condivise ambizioni di pronto riscatto. Epppoi, forse e soprattutto, avevano commentato d’un Cristiano Ronaldo che… «può capitare di non segnare per una partita, anche ai migliori del mondo».
Ebbene. A distanza di qualche decina di ore, con un po’ di rabbia smaltita ma tanta ancora da metabolizzare, il campione portoghese ha rotto il silenzio. Via social. E lo ha fatto con un messaggio che in realtà di messaggi ne contiene due, sostanzialmente. Giacché contempla una prima parte dedicata tendenzialmente a se stesso, ai compagni, al popolo bianconero. Eppoi una seconda parte in cui il campione portoghese sembra principalmente tirare in ballo chi ne mette in dubbio la forza e il talento, chi dimentica quanto CR7 abbia già vinto e dimostrato finora. Ferma restando la voglia di continuare a fare, dimostrare, primeggiare, maturare record. Nonché di continuare ad esaltare e far divertire tutti i suoi tifosi: basti dire che il post di ieri ha ampiamente varcato quota 6 milioni di like nel giro di pochissime ore (tra Instagram e Facebook) a dimostrazione del seguito che ha questo giocatore che oggettivamente è più di un giocatore.

«Più importante del numero di cadute che fai nella vita, sono la rapidità e la forza con cui ti rimetti in piedi. I veri campioni non si piegano mai! La nostra mente è già orientata alla partita contro il Cagliari per la lotta per la Serie A, alla finale di Coppa Italia e a tutto ciò che ancora si può raggiungere in questa stagione».

«È proprio vero che il passato appartiene ai musei, ma fortunatamente il calcio ha memoria… E anche io! La storia non si cancella, si scrive ogni singolo giorno con resilienza, spirito di squadra, determinazione e tanto duro lavoro. Chi non capisce questo, non raggiungerà mai gloria e successo. Fino Alla Fine».
Insomma, riassumendo. Un concentrato di orgoglio, consapevolezza di ciò che è stato fatto e di ciò che ancora si può fare. Riporta un po’ alla mente quello scatto avuto nel 2019 a Madrid: bersagliato dai fischie e critiche dei tifosi dell’Atletico, mimò il 5: «Cinque, io ne ho vinte 5 di Champions League». Un concetto poi reiterato in zona mista. La razione si concretizzò e fu veemente nella partita di ritorno (quella della tripletta) anche se l’entusiasmo lo spense definitivamente l’Ajax da lì a poche settimane. Ora in casa Juventus è auspicata una reazione altrettanto repentina. E, da parte sua, Ronaldo ha una voglia matta di lasciarsi alle spalle (quelle voltate in barriera, per intendersi…) l’ultima prestazione in Champions League e tornare invece ad essere decisivo e sovrumano come sa e può essere un tale mix di intelligenza calcistica, forza fisica e talento quale lui è.

Vuole tornare a far parlare di sè per i suoi gol, anziché (s)parlare di sé per le potenziali vicissitudini di mercato. In Spagna il tam tam è già partito: secondo nozze in vista tra CR7 e il Real Madrid. In Francia non sono da meno: il Paris Saint Germain riapre la pratica Ronaldo.
In casa Juventus, c’è attendismo. La priorità è quella di chiudere al meglio (o meno peggio, a questo punto) la stagione. Poi si vedrà il daffarsi in base ai risultati nel frattempo ottenuti, in base agli equilibri economici. E in base – soprattutto – alla volontà del Cristiano Ronaldo stesso medesimo. Un po’ come accaduto al Real: è prevalentemente lui che decide il daffarsi. Se vuole restare, una soluzione la si trova. Se vuole andare, si trova un club. Ma al momento l’unica cosa che vede Ronaldo nel suo futuro è la Juventus.

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