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Erano passati quattro giorni dalla morte di Diego Armando Maradona. tutta Napoli piangeva fra dolore e nostalgia per tempi Irripetibili. E quella sera al San Paolo già virtualmente Intestato al gran de campione, gli azzurri scendevano In campo contro la Roma per onorare la memoria di Diego.

Anzi i biancoazzurrl. perché quella sera il Napoli In dosso una maglia a strisce che ricorda tanto quella dell’Argentina. Lorenzo Insigne era toccato, particolarmente. Lui che è nato quando Maradona aveva appena lasciato Napoli e con quel mito è cresciuta Lui che da capitano prima della partita era uscito fuori dalla curva B dello stadio per deporre del fiori in quelli’immenso altare fatto d’amore e ricordi In cui si era trasformato quel piazzale. La gente ad applaudirlo: Lorenzo a testa bassa accompagnato da Tommaso Starace, l’uomo che ha preparato caffè e scarpini dal tempi di Maradona a quelli di Insigne. Una sera difficile, nella quale Lorenzo rispose da campione, perché quando dopo mezz’ora U Napoli ebbe una punizione dal venti metri, un po’ decentrata. Insigne tirò a giro sul palo coperto e fece uno splendido gol andando poi a baciare la maglia di Maradona.

Decisivo

Quella parabola diede il “la* a un clamoroso 4-0 nella partita d’andata che stasera i giallo rossi cercheranno, sportivamente parlando, di vendicare. Ma attenzione perché Insigne con la sua classe ha deciso altre sfide del cosiddetto derby del Sole. Capitò airOUmpIco il 14 ottobre 2017 e finì 1-0 col suo gol. E gli riuscì anche il 5 luglio scorso, quando al San Paolo decise la sfida a 8 minuti dalla fine segnando il 2-1 definitivo.

Oggi una volta In più cl riproverà, Lorenza anche se In questo 2021 ha tirato la corda giocando tutte le partite, con momenti di riposo nulli. Ma ora il capitano sta ritrovando i suoi partner In attacco. Con Mer-tens e Oslmhen che non sono al meglio ma che In staffetta stanno ridando Imprevedibilità e profondità all’azione azzurra. E poi stasera, Gattuso potrà optare anche per Lozana il messicano che ha giocato un’ottima stagione, prima di fermarsi un mese per uno stl ramenta

Conferme

Il Napoli viene da 10 punti conquistati nelle ultime quattro gare. Un break che ha consentito agli azzurri di eliminare lo svantaggio di 4 punti dalla Ro ma, pur con una gara In mena La gara di stasera diventa quasi uno spareggio per inseguire quel quarto posto attualmente proprietà dell’Atalanta. due punti più su. E Insigne cl tiene particolarmente a spingere la squadra per mostrarsi sempre più capitano-guida. Per stima in Gattuso che lo ha rilanciato dopo un periodo no. E per presentarsi all’Europeo da protagonista. Il dove troverà al fianco il suo omonimo Pellegrini. avversario di una notte.

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Non è più tempo di alibi. E poco importa se la Roma ha giocato giovedì in Europa League e il Napoli ha visto invece il suo recupero con la Juventus slittare al 7 aprile.

La corsa alla Champions non fa sconti. E questa sera, all’Olimpico, spazio per le giustificazioni preventive non c’è: «Siamo pronti per questa partita, abbiamo gestito alcuni giocatori, non voglio scuse. La squadra è motivata e mi aspetto ima buona prestazione. Gli assenti? Smaliing e Veretout sono fuori torneranno a breve, Chris non deve operarsi Lo gestiamo giorno per giorno, ma sta meglio. Ovviamente sono giocatori importanti, ma io devo pensare solo a chi c’è, non a chi manca. Dopo la sosta avremo loro due e anche Mkhi-taryan». Firmato Fonseca. Che ieri, in una conferenza stampa-flash (7 minuti) non regala nessuna indicazione di formazione («Vedrete all’Olimpico chi giocherà») e nessun pensiero sul suo futuro o sull’Europa League («Non mi pesa, sono focalizzato nel presente. E il presente è il Napoli»). Il mancato recupero di Smaliing, apre alla conferma di Cristante in difesa. Ai suoi lati Mancini e uno tra Ibanez (favorito) e Kumbuila.

In mediana, spazio al doppio regista (Villar-Diawara) con Karsdorp e Spinazzola ai lati più Pellegrini e EI Shaarawy a supporto di Dzeko. Proprio dal bosniaco ci si attende il cambio di marcia in questo finale di stagione. Sinora Edin, tra litigi, infortuni e Covid, ha deluso. Appena 7 gol in campionato che si sommano ai 3 in Europa League. L’ultimo, però, è datato 25 febbraio (al Braga). In Serie A, Dzeko non segna invece addirittura da oltre tre mesi (3 gennaio: 1-0 alla Sampdoria). Urge un cambio di marcia.

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L’ex City sta procedendo alla stessa velocità del 2018-19 (stagione poi conclusa con 9 centri più 3 in Europa). Una volta soltanto ha fatto peggio: nel 2015-16 a questo punto della stagione aveva segnato 6 reti in campionato e 2 in coppa. L’ennesima ripartenza, dopo quella falsa di Parma, è targata Napoli. Squadra alla quale ha segnato 4 volte (due doppiette nel 2016-17 e 2017-18) in 12 confronti. Quattro gol di tutti i tipi: 2 di testa, uno di destro e l’altro di sinistro ma mai all’Olimpico. All’andata, lo scorso 29 novembre, finì 4-0. Risultato che potrebbe pesare in caso di arrivo a parità punti: «Sarà un Napoli forte, che ha sconfitto il Milan, sono tra i più forti in campionato, difendono bene e vogliono sempre avere il pallone e l’iniziativa», glissa Fonseca. L’ultima tra l’altro, somiglia più ad un auspicio che ad una considerazione, visto che il meglio la Roma lo dà quando può ripartire.

Vogliamo chiamarlo spareggio-Champions? Ma sì, in fondo tra Napoli e Roma (entrambe a 50 punti) una potrebbe restare fuori dai gironi della prossima edizione del torneo continentale. O forse entrambe, se Atalanta, Juventus e Milan continueranno ad avere lo stesso rendimento e mantenere l’identico distacco dal quinto posto.

Gattuso ci vuole provare, nel silenzio che caratterizza questo momento suo e della squadra azzurra, così da lasciare una ricca eredità in vista della stagione prossima: senza i soldi della Champions, il presidente De Laurentiis sarà costretto a ridimensionare il progetto Napoli. Mancano 12 partite e “Ringhio” cercherà di ottenere il massimo, soprattutto adesso che l’emergenza sta perfinire ed il rendimento della squadra è improvvisamente cambiato. Tre vittorie ed un solo pareggio nelle ultime quattro gare, l’ultima delle quali ha visto gli azzurri vincere a San Siro contro il Milan, un successo che ha aumentato l’autostima del gruppo. Oltre ad aver dimostrato che con la settimana-tipo di allenamenti, la resa della squadra è visibilmente migliorata.

Ieri sul treno per la Capitale sono saliti pure Manolas e Lozano, completamente recuperati dopo aver saltato otto partite il difensore greco (oltre ai disastiosi 4′ finali di Sassuolo) e sette il laterale messicano. Gattuso li utilizzerà a gara in corso, qualora ce ne fosse la necessità, perché inizialmente dovrebbe essere confermata la formazione che aveva espugnato Milano, con la sola eccezione di Di Lorenzo, squalificato per un turno, al cui posto giocherà Hysaj, con l’inserimento di Mario Rui a sinistra.

Anche per il ruolo di punta centrale, la scelta iniziale di Gattuso dovrebbe cadere nuovamente su Mertens, con Osimhen che verrà utilizzato nella parte finale del match, magari per approfittare della sua velocità contro una Roma che, reduce dalla trasferta di Kiev, potrebbe mostrare alla lunga segni di affaticamento. Idem per Lozano, che potrebbe permettere a Politano di tirare un po’ il fiato. E poi Zielin-ski, l’intoccabile, che stasera proverà a segnare un gol storico per lui. Se dovesse riuscirci, registrerà il miglior dato di un singolo campionato di A: attualmente ha 6 reti all’attivo, comenel2018-2019.

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Demme e Fabian Ruiz saranno a centrocampo guardiani ed incursori, mentre Bakayoko ed Elmas saranno le sole alternative in panchina, perché Lobotka è stato costretto a dare forfait per una forte tonsillite che ha pure richiesto il ricovero in una clinica privata. Gattuso sa di aver ritrovato il suo Napoli, una squadra ancora in corsa per un posto in Champions League, purché stasera non tomi sconfitto da Roma.

Chiamarsi Lorenzo non è un merito, lo è invece vedere il proprio nome affiancato all’aggettivo “Magnifico”, scrive Massimo Cecchini su La Gazzetta dello Sport. Ecco, noi che mastichiamo iperboli tutti i giorni, sappiamo che Lorenzo Pellegrini e Lorenzo Insigne ce l’hanno fatta. Nella storia minima del calcio il capitano della Roma e quello del Napoli si stanno già costruendo la loro nicchia d’importanza, che il c.t. Mancini all’Europeo vuole vestire d’azzurro Nazionale. Se entrambi sono Gemelli come segno zodiacale (19 giugno il giallorosso, 4 giugno l’azzurro), il romanista ha però quattro anni di meno, quelli che servono per sentirsi ancora nel pieno della sua ascesa.

È per questo che stasera sarà lui a incarnare quello spirito che Paulo Fonseca ha chiesto ieri, scacciando gli incubi che assediano l’universo giallorosso da quando la Lega di Serie A, facendo slittare il rinvio di Juve-Napoli dal 17 marzo al 7 aprile, ha, secondo la Roma, favorito i partenopei, che non hanno più avuto l’impegno infrasettimanale come i giallorossi. Il tecnico ha investito Pellegrini del compito di trasmettere alla Roma tutta la grinta che occorre in quella che pare una partita spareggio. Lorenzo lo sa, ed è pronto a sdoppiarsi. Partirà come trequartista ma, se la partita faticherà a mettersi sui binari giusti per i giallorossi, è pronto ad arretrare anche in mediana, per consentire una squadra ancor più a trazione anteriore. D’altronde, tocca anche al capitano vincere l’idiosincrasia della Roma negli scontri diretti al vertice. E se il bilancio complessivo di Fonseca (2 campionati) in questo senso è finora di 3 vittorie in 20 partite, in questa stagione il dato è ancor più preoccupante, perché i successi sono zero, a fronte di 3 pari e 5 k.o.

Intanto dopo un paio di incontri preliminari l’agente Pocetta e il g.m. Pinto hanno deciso di rivedersi a fine stagione per concludere la trattativa per il rinnovo del contratto. Il lieto fine, sussurrano tutti, è assicurato. Ma per farlo materializzare la Roma ha bisogno di rientrare nell’Europa dei grandi.

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