Daniele Sepe da Stefano Bollani, chi è, età, altezza, carrierae vita privata

Daniele Sepe nasce nel quartiere Posillipo di Napoli nel 1960. A soli sedici anni, nel 1976 partecipa allo storico disco “Tammurriata dell’Alfasud” dei Zezi, gruppo operaio di Pomigliano d’Arco.

Si diploma in flauto al Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli. Dopo alcuni anni di esperienza prima come flautista classico di musica barocca e contemporanea, poi come sassofonista turnista, nel 1990 realizza il suo primo album autoprodotto: Malamusica. Nel 1993 collabora con la band napoletana 99 Posse per l’album Curre curre guaglió venendo citato nella canzone “Ripetutamente”.

Però pochi giorni fa, hai compiuto sessant’anni, una bella cifra tonda, ti senti di fare dei bilanci, per le soddisfazioni avute, ma anche per qualche rimpianto? Rifaresti tutto, cambieresti qualcosa?

L’unico rimpianto che ho è quello di non essere riuscito in questi anni a suonare bene quanto avrei voluto. Quando sei più giovane e sei incosciente e irresponsabile, casomai ti senti pure di essere il Padreterno e non lo sei, ma quando arrivi a una certa età, ascolti un disco di Bach o di Sonny Rollins, e capisci che non sarai mai a quel livello, perché il Padreterno così ha deciso, beh quello è un rimpianto.

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Però nello stesso tempo sono più che soddisfatto e contentissimo che tante persone capaci e bravissime, a cominciare da Stefano Bollani a cui devo proprio tanto, hanno fiducia in me e il mio modo di suonare piace più a loro che a me. Ho raccolto molte cose che sognavo. Se penso di aver fatto la colonna sonora di un film di Terry Gilliam, dico cazzo ho fatto una cosa con uno che rimane un riferimento assoluto nel mondo del cinema, quindi non mi posso lamentare.

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E tutto questo continuando a vivere a Napoli, nel buco del culo del mondo, non inseguendo le cose là dove nascono e si fanno, andando a vivere a New York o a Berlino. Sono riuscito a fare tutto quello che puoi fare continuando a vivere qua, fottendotene pure del tuo mestiere. Non ho questa ambizione, preferisco andare a mare [sul mitico Capitone, n.d.i.], sulla motocicletta, a fare una passeggiata, piuttosto che stare a casa ad accaparrarmi il like, il mi piace o il follower, cose di cui non mi importa nulla. Voglio stare al mare, già mi è andata di lusso. Però non ci fermiamo. Sto missando il disco con Kronosisma, il quartetto di Roberto Gatto, di cui facciamo parte io, Pierpaolo Ranieri e Tommy De Paola, e credo sia un bellissimo disco.

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Devo missare inoltre il disco su Frank Zappa con Dean Bowman e Amid Drake, registrato dal vivo. Per me aver suonato con Dean Bowman, il meglio di quello che esisteva negli anni ’90 a New York, e con Amid Drake, la miglior batteria in contesti reggae e jazz … insomma, je so’ cuntento. Quello che mi dispiace è che nella realtà napoletana tanti musicisti siano a volte duri nei miei confronti; mi pare strano ad esempio che per il mio compleanno mi arrivino gli auguri di Manu Katché e casomai gente con cui sei stato a contatto per tanto tempo non ti caga proprio. Però quella è Napoli e te la tieni insieme con la bellezza del mare. Però, nun me pozz’ allamentà!

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