Valeria Fabrizi, marito Tata Giacobetti l’amore con Walter Chiari. Il dramma per il figlio morto

Valeria Fabrizi è un’attrice molto familiare, ha fatto parte di molti film del cinema anni 60. Oggi tutti la conoscono per via del ruolo di Suor Costanza che ha recitato nella fiction Rai Che Dio ci aiuti. Della tua vita privata sappiamo che è stata molto legata a Giovanni Giacometti, detto tata. L’uomo ha fatto parte del famosissimo Quartetto Cedra ed è stato il suo grande amore per tutta la vita. Sono convolati a nozze nel 1964 e sono rimasti insieme fino alla 88 quando l’uomo è morto per colpa di un infarto. Il loro è un legame indissolubile che ancora oggi dopo oltre 30 anni ancora vivo.

Dalla loro storia d’amore nasce la figlia Giorgia che attualmente ha 55 anni. Purtroppo per loro insieme hanno dovuto affrontare un bruttissimo e grandissimo dolore: la morte dell’altro figlio dopo pochissime ore dalla nascita. Valeria Fabrizi ne parlò proprio in un’intervista rilasciata a Caterina Balivo nel 2019 nel programma vieni da me.

“Ho avuto anche un bimbo, si chiamava Alberto. L’ho avuto in braccio per un mese e poi l’ho perso per una crisi cardiaca.  Alberto, il piccolo che non ho potuto crescere, lo porto sempre nel mio cuore. E Giorgia è il ruolo più bello che ho avuto in carriera. Quello della mamma”. 

Un altro grande amore per Valeria Fabrizi è stata la relazione avuta con un altro fantastico attore degli anni 60, Walter Chiari. Ebbero un amore quando Valeria era molto giovane, finita la storia amici, addirittura negli ultimi anni Walter Chiari dormiva nella mansarda della casa dove abitava Valeria Fabrizi e tata Giacometti.

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La storia d’amore avuta con Walter Chiari quando era giovane era sotterranea, abitavano molto vicini e le famiglie si frequentavano spesso. “Lui era stato abbandonato. Ce lo portò mio marito, che gli voleva molto bene ed era suo amico” ,  ha raccontato l’attrice a Vieni da me.

Questo pomeriggio, martedì 4 maggio, Valeria Fabrizi sarà ospite di Oggi è un altro giorno la trasmissione condotta da Serena Bortone su Rai 1 dalle 14.

Una vita non basta per contenere tutte le vita di Valeria Fabrizi, una delle più versatili attrici in Tv, al cinema e a teatro. La sua storia è come un diamante pieno di sfaccettature e, da qualsiasi angolazione la si guardi, brilla. «Da bambina andavo dalle suore canossiane e quando bisognava fare una recita ero la più entusiasta.

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Papà è stato il primo a individuare in me piccina un talento. “Da grande farà l’attrice”, aveva scritto a mia madre. Crescendo, però, ho fatto tanta e varia gavetta: la sarta e la parrucchiera nei negozietti delle cugine di mamma, ho lavorato al catasto.

Ero bella, ma per nulla consapevole. Un giorno, appena diciottenne, mi notò un uomo che si era recato nel centro medico dove lavorava mia madre. Lui era della Mondadori: dopo avermi studiata da lontano, si avvicinò e ci propose di farmi fare un fotoromanzo su Garibaldi, nel ruolo di Anita da giovane.

Da lì è partito tutto». Un lungo viaggio tra set e copioni cominciato per caso, proseguito per passione, interrotto per 15 anni per fare la mamma e seguire la figlia Giorgia, e poi ripreso alla grande, interpretando, tra i tanti, un ruolo che le ha regalato immensa popolarità: suor Costanza in Che Dio ci aiuti, fiction di Raiuno.

«Quel personaggio me lo sono costruito addosso al mio temperamento schietto, all’essere spiritosa e alla mia gioia di vivere. Faccio me stessa, ho solo aggiunto il velo sulla testa», racconta, e ripercorre gli inizi della sua carriera: dai i fotoromanzi al teatro cominciato stando dietro le quinte del Lirico di Milano con gli insegnamenti della grande Abbe Lane: «È lì che mi notarono Garinei e Giovannini che stavano preparando la commedia Giove in doppio petto».

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Nel 1957 Valeria arriva quarta a Miss Universo. «Per l’evento a Los Angeles mi prestò due abiti l’attrice Anna Maria Pierangeli che viveva laggiù». Chissà quanti corteggiatori… «Avevo capito di essere una bella figliola, ma ero anche molto semplice. Non mi atteggiavo. Sono nata a Verona e nel mio palazzo viveva Walter Chiari, di 12 anni più grande. Era un amico di famiglia e, da piccola, in lui vedevo il principe azzurro.

Crescendo abbiamo avuto un piccolo flirt innocente, una frequentazione platonica, che poi, a metà degli anni Cinquanta, è sfociata in una relazione segreta, sotterranea. Tradì la sua donna con me: lei era Ava Gardner», sorride Valeria. «La realtà è che, negli anni, tra me e Walter è rimasto un legame profondo, affetto sincero, anche quando io ho conosciuto l’amore della mia vita. Loro due erano amici».

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