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Vìncere per farsi dei regali, no, ovviamente sarebbe il ritorno in Champions; l’altro, noto da tempo e forse il più atteso, sarebbe la probabile (a quel punto) conferma di Donnarumma, Ma vincere significherebbe anche un mercato più solido, con l’idea di rinforzare un gruppo giovane con acquisti mirati che possano aumentare l’esperienza della rosa e alzare la qualità anche in vista della Champions. Per questo motivo da qualche mese il Milan segue con interesse Josip liicic.

Il funambolico 33enne sloveno è reduce da una stagione difficile, quella iniziata dopo i problemi personali accusati un anno fa durante fi lock-down, uno stop, quello dovuto alla pandemia, che interruppe sul più bello probabilmente la miglior stagione di Ilicic, protagonista fino a quel momento di 21 gol in 34 partite, con l’exploit del poker segnato al Mestafia di Valencia negli ottavi di Champions. Quell’Ilicic  non si è più visto e i rumors su un suo addio a fine stagione si sono moltiplicati negli ultimi mesi. Ilicic ha ancora un solo anno di contratto con l’Atalanta a 1,8 milioni. Se il club di Percossi accetterà di lasciarlo andare a zero o poco più, ecco che il Milan potrebbe decidere di regalarsi fi trequartista come ciliegina per il ritorno in Champions.

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In fondo proprio la casella del “10′; ma anche quella dell’esterno destro d’attacco – ruolo che Ilicic ha a volte ricoperto quando Gasperini lo schierava come trequartista destro del 3-4-2-1 – sono due dei ruoli che il Milan potrebbe rinforzare in vista della prossima stagione. Il ” IG’? perché non è così certa la permanenza di Caihalioglu: il club rossonero ha proposto un rinnovo a 4 milioni (più bonus), l’agente del turco, Gordon Stipic, non ha mai accettato, scendendo a 5 milioni dopo essere partito da cifre folli, intorno ai 7.

L’accordo potrebbe dipendere dalla qualificazione in Champions, ma anche no, e questo tira e molla ha finito per snervare i tifosi, ma anche i dirigenti, non contenti di dover persuadere un giocatore così a lungo. Dunque Calhanoglu in dubbio, così come Brahim Diaz: lo spagnolo è in prestito secco dal Reai e fi cambio in panchina a Madrid, potrebbe anche portare il nuovo tecnico a chiedere il rientro del folletto spagnolo. Il Milan vorrebbe confermare Diaz, magari con un nuovo prestito, ma, come detto, molto dipenderà dalla volontà dell’eventuale nuovo allenatore del Real. E quindi, ecco che un trequartista nuovo servirà ai rossoneri che sul mercato cercano anche un nuovo titolare a destra. Saelemaekersè un giocatore utilissimo, un elemento che Pioli utilizzerà ancora, ma fi Milan vorrebbe fare uno step successivo, inserendo un elemento possibilmente mancino che porti in dote più gol e assist del soldatino belga.

Ilicic – che comunque ha estimatori anche all’estero – sarebbe una soluzione low-coste senza dubbio porterebbe quella esperienza e quella qualità che il club rossonero sta cercando. Non a caso fra i profili valutati a Casa Milan c’è quel Rodrigo De Paul che stuzzica la fantasia di mezza Italia e non solo. Operazione ovviamente questa assai onerosa, risto eh e fi capitano dell’Udinese, diventato ormai una mezzala, ma sempre abile a districarsi da trequartista, è valutato dalla famiglia Pozzo sui 40 milioni. Fra i jolly offensivi c’è anche Henrildi Mkhitaryan: l’armeno è un osservato speciale, nel senso che il suo contratto è in scadenza con la Roma e non è così certa la permanenza risto che con Mourinho, ai tempi del ManchesterlJnited, ci furono degli screzi. Frizioni, dicono dalla Capitale, sanabili, tant’è che la dirigenza giallorossa ha già avviato i contatti per rinnovare. Fra l’altro, curiosità nella curiosità, sia Mkhitaryan che De Paul sono assistiti da Raio-la, procuratore con cui fi Milan dovrà presto (ri)sedersi al tavolo per affrontare l’annosa questione Donnar umma. Insomma, ci sono interlocutori più semplici…

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Detto ciò, non bisogna però dimenticare la politica di Elliott. E’ vero che, soprattutto con la Champions, ci sarà bisogno di determinati acquisti, ma un occhio di riguardo verrà riservato ai soliti profili giovani. Per questo da qualche giorno sono aumentate le voci che vorrebbero i rossoneri su Amine Adii, trequartista mancino classe 2000 del Tolosa, squadra della Ligue2 nella quale milita anche un altro elemento seguito dagli osservatori del capo scout Moncada, Fattaccante Janis Antìste, classe 2002, già nel mirino dallo scorso gennaio.

«Se Gasperini resta a Bergamo? Assolutamente». La dichiarazione più importante arrivata da Zingonia alla vigilia di Atalanta-Mi-lan è questa, all’ultimo incontro con la stampa della stagione si è presentato l’amministratore delegato della società nerazzurra, Luca Percassi, al posto del tecnico di Grugliasco e il motivo è molto semplice: la società ha voluto ringraziare pubblicamente giocatori e staff per l’annata che si concluderà questa sera contro i rossoneri. «Ho chiesto al mister di poter fare la conferenza a nome della società -ha raccontato il numero 2 della Dea -, dopo la gara di Genova e con la Juve non avevamo ancora parlato e oggi ci sembrava giusto farlo. Siamo all’ultima giornata, sono qui per celebrare una grande e straordinaria stagione sportiva. Questa èl’occasione di dire grazie, per un’annata davvero incredibile: mister e giocatori sono stati grandi e col Milan l’Atalanta giocherà da Atalanta». Sentire queste parole a pochi giorni dalla finale persa contro la Juventus è significativo. «Io so da dove veniamo, lo sanno tutti i tifosi dell’Atalanta. Parlare di ciliegina è riduttivo, se penso a cosa abbiamo vissuto in un anno solare (una stagione e mezza) vedo l’Atalanta due volte in Champions League, i quarti con il PSG, gli ottavi con il Reai Madrid, la finale di Coppa Italia con la Juve persa ma giocando una partita importante. Di motivi per festeggiare ne vedo tantissimi. Noi siamo sempre una medio piccola e tutto quello che stiamo vivendo è qualcosa di eccezionale, frutto del lavoro ma mai con la presunzione di dallo per scontato. Noi sappiamo cosa vuol dire competere sempre in A, è giusto ogni volta partire per restarci: ogni cosa che viene in più dobbiamo godercela, non siamo mai arrivati a questo livello nella storia. Siamo orgogliosi, non vediamo cose negative anche se c’era voglia di vincerla».

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Nessun grande obiettivo annunciato in pompa magna, nessun volo pindarico: tanto lavoro, e un solo obiettivo: restale in serie A e crescere. «L’obiettivo nostro è sempre quello di crescere. I risultati degli ultimi anni sono importanti, speriamo ripetibili ma in ogni stagione si parte per salvarsi: è il dogma, non cambierà mai. Si deve arrivare a 40, si cerca di conquistare passo dop o passo qualcosa di importante: mai ci siamo posti un obiettivo diverso. Bergamo è una città in cui il lavoro è la prima caratteristica Si deve lavorare, punto. Gasperini rappresenta esattamente questo spirito fondato sul lavoro». E resterà a Bergamo. «Abbiamo un gran rapporto, il contratto è già lungo. Il mister sa benissimo quanto vale l’Atalanta e cosa l’Atalanta ha rappresentato per lui. Questo è un matrimonio, non c’è uno più o meno felice: se si sta insieme è perché si è contenti e consapevoli».

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