Baby K pubblica un album tutto scritto da lei

Ci dicono che la destinazione è la meta assoluta da raggiungere ma la destinazione non è mai una sola, la sceglierai e poi la cambierai e la cambierai e lei ti cambierà a sua volta. L’importante è camminare, correre e macinare finché un giorno ti ritrovi nello spazio, tra stelle sconosciute, dove non c’è chiasso, non ci sono chiacchiere, nello spazio non c’è nemmeno il vento, allora ti ritrovi sola con il tuo coraggio e con il rimbombare dei tuoi battiti.

Dove può arrivare una donna se punta alle stelle? Sulla luna». Questo il testo dell’introduzione vocale di Donna sulla luna, l’album dell’estate 2021 firmato Baby K. E la cantante, al secolo Claudia Judith Nahum, pare davvero aver raggiunto la sua meta. «Non volevo autocelebrarmi con questo testo, ma celebrare i traguardi che le donne riescono a raggiungere non senza fatica quando hanno il coraggio di esporsi, di andare avanti con le proprie idee, anche sbattendo la testa».

Da sempre Baby K sostiene il coraggio dell’universo femminile, coraggio di perseguire il proprio cammino senza lasciarsi sopraffare da niente e nessuno. E il 2021, per lei, è l’anno della celebrazione del coraggio. Che ha la forma di un nuovo progetto discografico, Donna sulla luna appunto, che contiene i suoi indiscussi successi, da Non mi basta più a Play a fino a Buenos Aires, e che la che vede impegnata oltre che nella scrittura, ché 13 brani su 14 sono stati scritti da lei, anche nella direzione artistica.

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Il disco, infatti, vede la collaborazione di tanti colleghi di fama nazionale ed internazionale tra cui i Boomdabash, Gigi D’Alessio e Chiara Ferragni. «Molti traguardi che ho raggiunto negli anni sono noti e sono stati celebrati. Con Donna sulla luna ho voluto fare una riflessione sul mio percorso, nel punto in cui mi trovo in questo momento».

Baby K, o Claudia, come preferisce, che ricordo ha dei suoi esordi? «Parto da un percorso molto lungo, di autoproduzione. Ricordo ancora quando, da ragazzina, rappavo dentro un armadio e registravo i brani. Il concetto di viaggio è davvero importante, perché ti cambia.

Attraverso il viaggio c’è una evoluzione e una crescita, nel bene e nel male, perché si incontrano delle difficoltà, ma è importante superarle. Io nasco senza troppe ambizioni, ma sapevo da subito che volevo essere la versione migliore di me stessa e questo mi ha portato ad avere un approccio alle cose molto pratico. Mi sono impegnata, ho lavorato a testa bassa e mi sono fidata anche del viaggio, perché solo così ho capito dove potevo arrivare».

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Dall’armadio alla direzione artistica di un album: è un punto di arrivo? «Al contrario. Donna sulla luna segna un punto di partenza. Nel 2022 ci sarà un tour e ci saranno ulteriori novità anche nel futuro meno immediato. E vero che questo disco l’ho curato molto io.

E questo è un aspetto che raramente viene compreso: un conto è essere protagonista, un conto è lavorare dietro le quinte. Ogni singola scelta, infatti, pesa sulle mie spalle. Ed è bello che si venga a sapere. Spesso, per quanto riguarda le donne, da parte della società c’è un preconcetto: si guarda sempre l’aspetto fìsico e non si considera mai che cosa c’è dietro».

Per quanto riguarda lei, “dietro” c’è anche la scrittura. «Ci tengo molto che si sappia, ma non per vanità. In pochi lo sanno, anzi si pensa che io sia stata “costruita” a tavolino dalla mia casa discografica. In realtà con la mia etichetta abbiamo fatto un lungo percorso, molto intenso, di collaborazioni interessanti e vincenti. E ovvio e chiaro che un’artista vince quando ha alle spalle una squadra. Però per me è molto importante scrivere la mia musica, dalle melodie ai testi. Questo è sempre avvenuto, ma negli ultimi anni ho voluto dare a questo maggiore importanza.

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Molti testi li scrivo io, alcuni da sola, altri in collaborazione: ed è importante anche questo, perché chi ti vede da fuori riesce a tirare fuori degli aspetti che altrimenti non emergerebbero. E qualcosa che sto ancora imparando. Perché vivo la musica da sola, essendo partita dal rap e quindi dalla mia cameretta. Ma mi rendo che è molto bello collaborare e voglio farlo sempre di più».
Cosa direbbe la Claudia di oggi a quella che rappava dentro l’armadio della propria cameretta? «Anche quando ero piccola ero molto sensibile.

Oggi mi direi: “Preoccupati di meno e goditi tutto”, perché tante cose non me le sono godute. E poi mi direi di non aver paura di dire sempre quello che pensi sia giusto. All’inizio, per età
e per fiducia nei confronti di chi aveva maggiore esperienza di me, mi sono lasciata indirizzare. Ma la vera svolta della mia carriera è arrivata dal momento
in cui ho avuto le redini in mano.

E da quel momento ho galoppato. Non si può costringere chi ha delle idee e tanta creatività a rimanere in un recinto. Perché poi scappa. Così, quando ho creato la mia società, di cui sono orgogliosa, non mi sono più fermata e mi godo tutto della mia carriera».

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