Beppe Convertini chi è? Età, moglie, figli, carriera, Anna Falchi e vita privata

Della sua vita sentimentale è più che soddisfatto. «Ho amato molto e sono stato molto amato. Mi ritengo fortunato, perché l’amore è il motore dell’esistenza». I primi cinquantanni di Beppe Convertini, attore e conduttore pugliese, dal 3 luglio al timone di Uno Weekend su Raiuno assieme ad Anna Falchi, segnano un bilancio in attivo. Professionale, ma non solo. «Se in questo momento sono innamorato? Sì. Sono fidanzato e molto felice», aggiunge.

E lo fa senza rivelare il nome della persona amata, all’indomani della grande festa di compleanno con cui lo scorso 20 luglio ha festeggiato il traguardo dei cinquanta. Un party affollato di amici (tra i tanti Valeria Marini, Ingrid Muccitelli, Carmen Russo ed Enzo Paolo Turchi) e parenti. «La più bella sorpresa è stato l’arrivo di mamma Grazia e di mia sorella Maria con mio cognato», prosegue Convertini. Alla sua festa era in abito nero e forma smagliante.

Il segreto? «Sono sportivo, non ho la macchina e quindi cammino molto e vado in bicicletta. Pratico tennis, nuoto, palestra e durante il lockdown correvo sul terrazzo condominiale. Ma sono un buongustaio e non mi faccio mancare nulla, cerco solo di non esagerare».

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Ricchissimo e variegato, con ricette e ingredienti rigorosamente italiani, il menu del party a Palazzo Brancaccio, a Roma. Si è trattato di una cena a base di pesce: risotto con clorofilla di prezzemolo, tartare di gambero rosso di Sicilia, turbante di spigola con cuore di gambero e zucchine, torta con crema chantilly, fragoline e frutti di bosco, spumanti nostrani e distanziamento sociale per tutti. Mantenuto, nonostante la voglia di ballare, anche durante le esibizioni musicali di Mario Biondi, Sai Da Vinci, Annalisa Minetti, Edoardo Vianello e l’atteso dj set notturno dell’amica Jo Squillo.

Approdato al mondo dello spettacolo passando attraverso una carriera prima di modello e poi di attore, «per anni», dice, «ho vissuto una fase della vita in cui l’immagine per me era importantissima». Eppure oggi per Convertini «l’evoluzione di una persona consiste nel crescere spiritualmente». Per sua ammissione non ha nessuna tentazione di fare ricorso ai ritocchini per mantenere più a lungo lo smalto. «Non ho quell’ossessione.

Con il passare del tempo preferisco occuparmi della bellezza interiore attraverso la preghiera. Ho pregato tantissimo durante il lockdown. Mi impegno per coltivare la mia cultura, leggo e studio, punto ad arricchirmi dentro. Le mie rughe e i miei capelli brizzolati sono il segno di quello che sono diventato: un amico fedele, un bravo figlio e un buon compagno di vita».

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E se il bilancio degli affetti è in attivo perché «il più bel regalo è stato avere intorno a me 150 amici accorsi da tutta Italia per festeggiarmi», quello professionale è altrettanto positivo. Uno Weekend, il suo programma, ha infatti esordito con successo, superando il 21 per cento di share fin dalla prima puntata. «Io e Anna [Falchi„ ndr] siamo molto complici, è una donna solare e piena di gioia. Ci siamo incontrati la prima volta ventanni fa: lei era all’apice della carriera, faceva Sanremo.

Io la dovevo presentare in uno spettacolo dal vivo di cui era ospite, e mi colpì subito per la bellezza sconvolgente e per i modi. Una persona gentile e attenta agli altri». Ma l’avventura professionale di Convertini proseguirà con una conferma (Linea Verde a settembre) e una novità, il programma Azzurro in partenza il 15 agosto alle 9.30 su Raiuno. «Quattro appuntamenti alla scoperta del mare per raccontarne le storie e conoscere da vicino chi lo vive e cerca di difenderlo dall’inquinamento.

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Esploreremo i suoi mestieri e le più belle coste del Paese, dalla Sicilia alla Sardegna, dalle Tremiti al Gargano, con testimonial come Lino Banfi, Valeria Marini, Totò Schillaci». Per Convertini Azzurro sarà anche l’occasione di prestarsi a un’attività inedita, le immersioni per mostrare al pubblico le bellezze dei fondali. «Il mare è senso di libertà, il mio elemento, sa farmi sognare e dimenticare i cattivi pensieri».

A cinquantanni Convertini mette un punto e va a capo. «Ripenso con dolcezza a quando avevo diciassette anni. Ho perso papà e sono diventato l’uomo di casa. Un ruolo che ha cambiato la mia vita. Io e le mie sorelle rompevamo il salvadanaio per racimolare le monetine e pagare le bollette. Quei momenti hanno cancellato la leggerezza della gioventù, ma ce l’ho fatta. Ho lavorato sodo e mi sono affrancato da un destino che sembrava già scritto. Questo è il messaggio migliore che oggi posso consegnare a chi è più giovane di me».

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