Shakhtar Inter come vedere streaming gratis diretta live Tv SKY o DZAN (Ore 18:45)

Ci siamo l’Inter scende in campo della gara di Champions League. Ormai le partite si giocano sempre ad ogni giorno e molti telespettatori che non hanno nessun un abbonamento Premium non possono vedere le loro squadra del cuore. molti appassionati si precipitano su Internet per cercare qualche sito web che trasmetta l’evento in modo illegale, noi consigliamo di vedere partite su questi siti web per molti motivi. Una su tutti è quello legale, infatti si può essere denunciati penalmente. Secondo motivo e di sicurezza, visto che è su questi siti web si annidano molti virus

La partita Shakhtar – Inter Sarà un’esclusiva DAZN, detentore dei diritti di 10 partite su 10 per ogni giornata di Serie A, di cui 3 in co-esclusiva con Sky Sport. La gara sarà visibile in streaming, attraverso il download dell’app ufficiale dell’emittente – con relativa iscrizione e abbonamento – o attraverso una qualsiasi Smart TV. Da quest’anno, con l’acquisto del DAZN box sarà possibile inoltre avere un canale digitale dedicato con i migliori contenuti scelti giorno per giorno. Si sconsiglia categoricamente l’utilizzo di siti pirata per la visione della gara. Sarà disponibile anche sul sito una diretta testuale per seguire la partita: un evento non solo attesissimo dai tifosi azzurri, ma che sarà seguito in tutto il mondo.

Vale molto la partita di questa sera (ore 18.45) per l’Inter di Simone Inzaghi . Dopo tre eliminazioni consecutive nella fase a girone, la squadra nerazzurra ha iniziato questa nuova avventura in Champions con un amaro e immeritato ko interno con il Real Madrid. La prestazione c’è stata, i punti no e oggi a Kiev contro lo Shakhtar di Roberto De Zerbi i nerazzurri si trovano già spalle al muro: non vincere, potrebbe condizionare terribilmente il cammino in Europa.

Comprometterlo? Forse no, ma con la sesta gara a Madrid il 7 dicembre, sarebbe davvero difficile pensare alla qualificazione con uno o zero punti dopo due partite: «Non so se sia decisiva, non credo lo sia, ma sarà una gara molto importante – ha spiegato ieri sera il tecnico piacentino dalla pancia dell’Olimpiyskiy Stadium -. Lo Shakthar è una squadra ben allenata, gioca bene a calcio, ha individualità importanti. Dopo aver visto le loro ultime partite, penso che De Zerbi sia già stato bravo a portare le sue idee. Dovremo disputare un’ottima partita, ma veniamo da una fatta molto bene, contro un avversario di grande valore come l’Atalanta, con la reazione della squadra che mi è piaciuta tantissimo».

Lo Shakhtar è avversario che evoca bei ricordi a Inzaghi. Il tecnico, da giocatore della Lazio, segnò un gol, allora a Donetsk, 21 anni fa, il 12 settembre 2000. Quella era la prima partecipazione dello Shakhtar alla Champions: «Hanno fatto un grandissimo percorso in Europa in questi anni, ricordo bene quella gara, è passato tanto tempo, purtroppo, ma lo Shakhtar ha fatto ottimo cammino – ha sottolineato Inzaghi -. E’ una squadra cresciuta, ambiziosa, vorrà crearci problemi». Già, ma stasera è evidente che molto dipenderà dall’Inter. La squadra che ha dominato per 70 minuti il Real Madrid o messo sotto l’Atalanta dopo aver subito nel finale di primo tempo l’uno-due di Malinovskyi – Toloi , non può aver timore di uno Shakhtar apparso “leggero” in difesa, soprattutto nelle sfide in Europa.

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Fase difensiva che negli ultimi incontri è stata meno granitica anche per l’Inter, con la Fiorentina prima e l’Atalanta poi capaci di presentarsi spesso al tiro: «Con loro e col Verona abbiamo trovato qualche difficoltà, sono tre partite nelle quali siamo andati in svantaggio subito o a gara in corso, complice il pressing alto degli avversari, ma sono contento perché abbiamo sempre reagito con forza – ha analizzato Inzaghi -.

A inizio stagione avevo chiesto una squadra che reagisse e che giocasse bene a calcio, penso che queste due cose si siano viste nelle prime uscite. Siamo il miglior attacco in Serie A, potremmo concedere meno, ma sono soddisfatto dell’inizio dei ragazzi, in sei gare di campionato abbiamo vinto quattro volte e pareggiato due, sono contento, anche della delusione dei ragazzi dopo il 2-2 con l’Atalanta. E’ normale, avremmo voluto vincere sabato, ma abbiamo affrontato un avversario di grande valore e il pareggio è un risultato da accettare». Inzaghi ha fatto capire di essere molto soddisfatto: «Se a me piace la “Pazza Inter” che invece Conte non voleva? Io dico solo che per adesso mi sto divertendo molto a vedere giocare la mia squadra».

Detto ciò, Inzaghi, a proposito della fase difensiva, ha indicato la via da seguire già da stasera: «Dobbiamo trovare maggiore equilibrio – l’ordine del tecnico -. Attacchiamo con tanti uomini, ci piace sviluppare calcio in ampiezza, ma probabilmente dobbiamo cercare scelte meno difficili, perché sbagliando tecnicamente o dei passaggi semplici, prendiamo contropiede pericolosi da avversari con gamba. Ecco, mi aspetto di trovare maggiore equilibrio, senza però snaturare le nostre idee di gioco».

Circa 60 milioni dilapidati in tre anni di eliminazioni premature alla fase a gironi di Champions League. È possibile quantificare così le conseguenze economiche della recente idiosincrasia dell’Inter alla competizione europea. È stato fondamentale tornare tra le magnifiche 32 per assicurarsi la parte fissa del montepremi Uefa, ma diventa pesante dover rinunciare ai ricavi supplementari frutto di un cammino più lungo nel torneo. Purtroppo è proprio quello che è capitato ai nerazzurri, prima con Luciano Spalletti , poi con Antonio Conte . Per questo Simone Inzaghi , fin dal giorno della presentazione, ha chiarito che è imprescindibile fare più strada in Champions. Per il bene della squadra e delle casse sociali.

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Non a caso, un anno fa, la crisi di Suning è esplosa a dicembre dopo l’uscita di scena dal girone, addirittura con un 4° posto che ha determinato l’abbandono totale della scena internazionale, Europa League compresa. Quel risultato è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, privando la famiglia Zhang della speranza di entrate aggiuntive pari a 20 milioni. Una rinuncia pesantissima di fronte alla tempesta perfetta di tre correnti negative contemporanee: la pandemia, la politica del governo di Pechino non più favorevole agli investimenti nel calcio e i problemi imprenditoriali specifici di Suning.

Infatti la proprietà cinese dell’Inter era inferocita per l’eliminazione. È un epilogo che non dovrà ripetersi, a maggior ragione adesso che le difficoltà di Suning si sono amplificate. Gli ultimi mesi sono stati uno stillicidio di notizie negative in arrivo dalla Cina, culminate nel preoccupante dissesto di Evergrande che provoca ripercussioni anche sul gruppo di Nanchino, esposto massicciamente a livello debitorio verso il colosso imprenditoriale.

È un castello finanziario che si sta sbriciolando. Lo conferma la sentenza della Corte di Giustizia di Hong Kong che, come riporta il Sole 24 Ore, autorizza Great Matrix (una società finanziaria dell’ex colonia britannica) a rivalersi sul patrimonio personale di Steven Zhang per recuperare un credito di 250 milioni di dollari con Suning. I beni del padre Jindong sono già bloccati a causa di altri debiti da onorare.

Quindi la società di Honk Kong potrebbe cercare di ottenere i soldi dovuti addirittura con azioni sulle proprietà del presidente nerazzurro all’estero, Italia compresa. Queste vicissitudini dimostrano che il margine di manovra di Suning in campo calcistico è quasi inesistente. Il club nerazzurro, come ha ricordato sabato Beppe Marotta , non può fare investimenti importanti, anche se l’amministratore delegato dei campioni d’Italia riconduce questo limite alla situazione globale del calcio. «Bisogna trovare un nuovo modello di sostenibilità, oggi l’Inter è tranquilla», ha aggiunto Marotta. Ha trovato una quadratura finanziaria grazie alle cessioni di Hakimi e Lukaku , necessarie a garantire equilibrio. Proprio per questo motivo, visto che occorre pesare ogni euro in un’ottica di autosostentamento, diventa determinante avanzare in Champions League per non dover andare a cercare altrove una compensazione ai milioni mancanti del montepremi Uefa.

Negli ultimi gio rni sono tornate a circolare voci su possibili movimenti intorno alle quote dell’Inter. Indiscrezioni al momento non confermate. In ogni caso dal club filtra che la proprietà potrebbe cercare al massimo acquirenti per quote di minoranza. Anche se questo approccio di Suning deve fare i conti con l’accordo concluso la scorsa primavera con Oaktree Capital, che ha prestato alla proprietà nerazzurra 275 milioni di euro per mettere in sicurezza l’Inter. Da quel momento lo statuto del club ha subito alcune modifiche che neutralizzano il potere di chi ha meno del 35% delle azioni. Quindi chi volesse entrare nell’Inter, per contare qualcosa, dovrebbe comprare più di quella soglia. Il fondo californiano vigila sulla società di Viale della Liberazione. Le notizie in arrivo dalla Cina sembrano mettere Suning sempre più nell’angolo. Un motivo in più per superare finalmente l’ostacolo del girone di Champions.

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Torna la Champions con una trasferta, quella a Kiev di domani, nella quale l’Inter, reduce dal beffardo ko all’esordio con il Real Madrid, non potrà fallire. Serviranno tre punti per raddrizzare subito il girone e tornare sui binari corretti. Simone Inzaghi è sereno, la sua Inter la prestazione l’ha sempre messa in campo, con l’Atalanta sabato, iniziando alla grande e disputando un secondo tempo di nervi e qualità; ma anche con lo stesso Real due settimane fa. Inzaghi è sereno perché in questo avvio di stagione ci sono molti motivi per sorridere. Certo, ci sono delle ombre, ma anche molte luci. E non era scontato dopo il triplo terremoto estivo, dall’addio di Conte a quello di Lukaku , passando per la cessione di Hakimi e il ridimensionamento economico di Suning.

Se c’è una cosa che brilla in questo primo scorcio di annata è la fase offensiva. L’Inter ha segnato addirittura 20 reti in sei giornate, più di tre a partita, con la nuova coppia gol capace di metterne a segno già 9: 5 i sigilli di Dzeko , 4 quelli di Lautaro Martinez . I due, dopo il rodaggio a Verona alla seconda giornata – pochi gli scambi, ma gol del “Toro” grazie anche al lavoro del bosniaco -, sono cresciuti. Non c’è ancora il feeling che caratterizzava la coppia Lukaku-Lautaro, ma i movimenti fra i due iniziano a essere caratteristici, con Dzeko che viene incontro a fare il regista offensivo e l’argentino a puntare la profondità. E la mira, con il passare delle settimane, non potrà che migliorare.

Cosa dire invece di Barella ? Il miglior centrocampista del campionato scorso ha avuto un impatto devastante in questa Serie A. La corsa è la solita, ma la qualità si è alzata, come se con Inzaghi si fosse liberato di alcune catene tattiche che con Conte lo imbrigliavano un po’. E’ un Barella più simile a quello che inventa in Nazionale, e i cinque assist serviti sono lì a dimostrarlo, ma la stanchezza che aveva accusato nella seconda fase dell’Europeo è superata.

Fra le note migliori, poi, le prestazioni dei quattro giocatori che Inzaghi ha a disposizione sulle corsie laterali. Nello scorso campionato Hakimi si era elevato su tutti, oggi il tecnico ha quattro elementi interscambiabili che stanno dando a turno un grande contributo di gol, assist e occasione create. Darmian e Dumfries a destra, Perisic e Dimarco , escluso il rigore con l’Atalanta, a sinistra, quattro frecce che il tecnico, grazie ai cinque cambi, sta sfruttando a pieno.

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