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Streaming online Lazio – Inter Gratis dove vedere Diretta Live Tv Sky o Dzan (Serie A)

La partita Lazio – Inter Sarà un’esclusiva DAZN, detentore dei diritti di 10 partite su 10 per ogni giornata di Serie A, di cui 3 in co-esclusiva con Sky Sport. La gara sarà visibile in streaming, attraverso il download dell’app ufficiale dell’emittente – con relativa iscrizione e abbonamento – o attraverso una qualsiasi Smart TV. Da quest’anno, con l’acquisto del DAZN box sarà possibile inoltre avere un canale digitale dedicato con i migliori contenuti scelti giorno per giorno. Si sconsiglia categoricamente l’utilizzo di siti pirata per la visione della gara. Sarà disponibile anche sul sito una diretta testuale per seguire la partita: un evento non solo attesissimo dai tifosi azzurri, ma che sarà seguito in tutto il mondo.

C’è sempre la Cina dietro i problemi economici che riguardano l’Inter. Il maxi-passivo di bilancio della stagione 2020-21, pari a 246 milioni, nasce soprattutto dalla necessità di svalutare le enormi sponsorizzazioni garantite da agenzie di Pechino nelle annate precedenti, ormai inesigibili e quindi trasferite tra le perdite dopo essere state congelate per mesi interrompendo il flusso di cassa del club nerazzurro. Questa inevitabile operazione contabile spiega l’esplosione del “rosso” di fronte a una flessione dei ricavi di appena 8 milioni, rispetto al bilancio 2019-20 che era stato chiuso a -102 milioni. La crisi finanziaria, che sta colpendo alcuni colossi cinesi, obbliga Suning a un altro intervento: la necessità di ristrutturare il debito del gruppo di Nanchino esposto per 2,6 miliardi di dollari (equivalenti a 2,2 miliardi di euro) nei confronti di Evergrande, il gigante immobiliare travolto dai debiti con effetti che si propagano anche all’estero. Come ha scritto il Sole 24 Ore, l’incarico di puntellare il debito di Suning è stato affidato a Citic, una delle banche più grandi controllate dal governo di Pechino. Questo passaggio aumenta il peso del controllo statale sulle aziende della famiglia Zhang , già costretta a ricorrere al salvataggio pubblico di alcuni enti locali nei mesi scorsi. In parallelo l’Inter sta rinegoziando il suo debito obbligazionario che arriverà a 400 milioni. Un’impresa più facile rispetto a quella della sua proprietà in Cina, perché il club nerazzurro, tramite il suo veicolo commerciale Inter Media Communication, ha ricavi certi grazie a diritti tv, sponsor e incassi da stadio.

La situazione è sempre più difficile da sostenere. E non sono escluse evoluzioni proprietarie al termine di questa stagione. Dopo i contatti con il fondo saudita Pif, che poi ha acquistato il Newcastle, potrebbero nascere altre trattative, non necessariamente condotte da Suning in prima persona. Potrebbe avere un ruolo sempre più rilevante Oaktree Capital, il fondo californiano che ha tenuto in piedi l’Inter con il prestito da 275 milioni concordato a cinque mesi fa e quindi ha in pegno le quote di controllo del club a garanzia del finanziamento. Una posizione che gli conferisce una notevole forza anche di fronte alla valutazione di una cessione della società nerazzurra.

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Uno strano venerdì di vigilia, con un occhio al campo e un altro al traffico aereo: di questi tempi non si studiano solo 1 rivali, ma pure le coincidenze internazionali o i possibili ritardi seminati lungo il percorso. Così ieri Simo- ne Inzaghi ha guardato i cieli e poi ha aspettato con ansia tino a tarda sera il ritorno del fìgliol prodigo Lautaro.

Anzi, i figlioli rientrati dal Sud America sarebbero due, se non tre: Correa ha viaggiato assieme al Toro, e a loro va aggiunto pure l’uruguagio Vecino dal Brasile. Una volta raccolti i cocci, ora Inzaghi spera che le punte argentine, reduci dall’impegno col Perù nella notte dì giovedì, battano il Jet-leg e ritrovino forza dopo una dormitona in albergo: la sfida di stasera con la Lazio reclama massimo impegno.

La situazione sarebbe beffarda già dì suo, ma lo è ancora di più se si allarga lo sguardo. La Spagna, infatti, ha concesso un meritato turno dì riposo alle due squadre della propria Liga impegnate martedì in Champions: il Real, che divide il girone con i nerazzurri, e l’Atletico, che invece sta nel gruppo sul Milan, riposeranno felicemente. La differenza con i nerazzurri è evidente, come il rischio dì modificare la corsa europea. Sul tema, con il solito garbo della casa ma con decisione, è intervenuto Inzaghi in persona nella conferenza pre- Lazio: «In Liga sono stati bravi a rinviare le partite, ma è un discorso che andava affrontato a inizio stagione…». Come dire, la frittata è ormai fatta, meglio capire come rigirarla: «Abbiamo altre alternative, ma dovrò valutare la condizione dei sudamericani a Roma», ha aggiunto.

Di certo, resta la questione politica che il club nerazzurro ha sempre affrontato nelle sedi opportune, in accordo con e le altre big italiane impegnate in Europa: il calendario ingolfato è materiale infiammabile e la scelta spagnola è considerata un modello a cui ispirarsi per il futuro. La differenza Parte dei pensieri dì Simone sono stati quindi “distratti” dall’attesa della banda latina: oggi si faranno le ultime valutazioni sul livello di stanchezza.

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Mentre già ieri pomeriggio alla Pinetina Inzaghi aveva comunicato la rinuncia a Vidal e Sanchez: troppo provati dal viaggio, inutile portarli a Roma. Gli altri tre, invece, hanno chance diverse di calpestare l’erba dell’Olimpico: nel caso, dovranno far tutto di corsa, In extremis, In un clima assai diverso dalla calma madrilena. Carlo Ancelotti, che contende a Simone 11 passaggio del turno In Champions, non ha questi problemi con la propria stellina dì ritorno dal Brasile: V nicius può riposare (a differenza di Lautaro) grazie al tattico rinvio In campionato, la priorità per luì è soltanto 11 ritorno In Coppa.

La sosta della nazionale, Invece, ha lasciato a Inzaghi un comprensibile, minimo stato dì preoccupazione: le condizioni della squadra nella partita a lui più cara restano un’Incognita. Non bastasse, anche In Champions martedì si può rischiare 11 fiato corto. In- somma, per l’Inter è decisivo che nel big spariscano eventuali tracce di stanchezza appiccicate addosso dopo dieci giorni dall’altro lato del mondo. Anche perché l’incrocio è scivoloso e non solo per il passato laziale di Simone: quest’anno quando si è alzata l’asticella, con l’Atalanta e nelle due partite dì Coppa, la squadra ha fallito la vittoria. Invertire la tendenza contro un’altra big sarebbe un messaggio di fiducia verso il futuro. Gli affetti Per un ritorno avventuroso non servono sempre voli interazionali, coincidenze sul filo, corse contro il tempo lungo i continenti.

Ieri con un comodo Milano-Roma Inzaghi ha viaggiato attraverso i sentimenti, i ricordi, i rimpianti. Simone torna all’Olimpico col cuore che batte a mille e per questo, prima di una gara tanto romantica, non poteva mancare la mozione degli affetti: «Questa non è come le altre partita per me – ha ammesso il tecnico-, è un ritorno in una casa che è stata tale per 22 anni. Sarà una grandissima emozione rivedere i ragazzi, le persone dietro le quinte e i tifosi della Lazio: abbiamo gioito e sofferto insieme, so che ci saranno fischi e applausi, ma fa parte del mestiere. Li accetterò, loro sanno che ho sempre dato tutto da calciatore e allenatore ». Simone si è ambientato in fretta anche nel nuovo pianeta, dove respira quasi già lo stesso affetto: «Sarà per il gemellaggio, ma anche i tifosi interisti mi hanno accolto benissimo, come non pensavo». Da qualunque lato la si guardi, quindi, la sfida di oggi è un tuffo al cuore: se riuscisse a far dimenticare pure il traffico aereo (e il riposo del Reai) sarebbe pure meglio.

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Marnatelo pure “l’indispensabile”, visto che ormai sembra tutto ruotare intorno a lui. Lautaro Martinez si gode questo nuovo status da top player, con l’Inter come con l’Argentina. Per Simone Inzaghi e Scalom è diventato insostituibile. Tradotto: se sta bene, gioca. Ci sono numeri e prestazioni a certificare l’ennesimo step di crescita del Toro, rientrato ieri in tarda serata in Italia e sbarcato direttamente a Roma, dove oggi l’Inter sfiderà la Lazio. Se dovesse accomodarsi in panchina, largo a Perisic da seconda punta, come successo nel finale della trasferta di Firenze. Ma c’è ottimismo e la tentazione è quella di un tandem Lautaro-Dzeko. Stamattina Inzaghi parlerà con Martinez e insieme decideranno il da farsi. Un mese fa, il tecnico spostò la rifinitura del sabato nel tardo pomeriggio malgrado la gara in casa della Samp si giocasse di domemca alle 12.30: un modo per farlo riposare di più e recuperare. E l’indomam Lautaro scese in campo, segnando. Stavolta i tempi sono ancora più stretti, ma il pensiero dell’allenatore è lo stesso: se il Toro dirà di voler giocare, Inzaghi non lo frenerà. Intanto il morale di Lautaro è a mille: giovedì ha realizzato il suo 17° centro con l’Argentina nell’era Scalom. Nessuno ha fatto meglio, neanche Messi, staccato di due lunghezze.
Cileni a Milano Ancor più staccato è Correa (tre gol come Aguero e Paredes). L’ex Lazio ha preso il posto del Toro nel finale della partita di giovedì col Perù e anche all’Olimpico la staffetta è probabile: Lautaro non giocherebbe più di un’ora, poi potrebbe toccare proprio al Tucu. Discorso diverso per gli altri sudamericani: Vecino è sbarcato a Roma ieri in tarda sera e si accomoderà in panchina: c’è Gagliardini titolare, con Calhanoglu acciaccato per una botta presa con la Lettonia, ma che potrebbe essere pure una soluzione estrema per rat- tacco. Mentre Sanchez e Vidal sono rientrati nella notte diretta- mente su Milano: i cileni potranno quindi riposare, cosa che non è prevista per Lautaro. L’indispensabile Toro è una polizza assicurativa nella corsa scudetto

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