Pensioni ultime novità, la vera novità del prossimo anno riguarda i giovani

Sulle pensioni il nuovo governo Movimento 5 Stelle PD sembra essere al lavoro per dare una risposta ai tanti Italiani che non attendono altro. La vera novità del 2019 è stata quota 100 quella misura e pensionistica che  da la possibilità di uscire anticipatamente dal mondo del lavoro una volta maturati due requisiti ovvero uno dal punto di vista contributivo e l’altro anagrafico e dunque 62 anni di età e 38 anni di contributi.  Quota 100 è stata confermata anche per il 2020, ma effettivamente le attenzioni sarebbero rivolte ad altro.  A parlare è stato in queste ultime ore il ministro del lavoro Nunzia Catalfo, In occasione della convenzione con Confapi.

Questo ha detto: “E’ allo studio del governo un fondo complementare di previdenza per i giovani. È nel programma di governo e intendiamo portarlo avanti”. Ma di che cosa si tratterebbe?  Le attenzioni sarebbero rivolte ad un intervento in ottica di previdenza sociale e che possa andare ad agevolare i giovani che iniziano a versare i contributi sempre più tardi per via delle dinamiche del Mercato del Lavoro e che li costringono a fare ciò.

Ipotesi pensione di garanzia per i giovani

Da tempo ormai si parla dell’ipotesi, avanza dal Presidente dell’Inps, di introdurre una pensione di garanzia per i giovani che si ritrovano in una situazione di svantaggio per via dell’ingresso ritardata del mondo del lavoro non crede livelli retributivi bassi e anche nei possibili periodi di vuoto contributivo.  Cosa fare quindi per incrementare un fondo per i giovani? Una soluzione potrebbe essere ad esempio quella di dotare il regime contributivo di un meccanismo che sia legato ad anni di contributi e all’età di uscita,  che funzionerebbe un po’ come l’integrazione al minimo che è previsto dall’attuale regime retributivo e che garantisce una famiglia mensile minima con un contributo pubblico erogato direttamente dall’INPS.

Al momento ci sarebbero anche altre ipotesi sul tavolo del Ministero del Lavoro ma di cui se ne parlerà soltanto nelle prossime settimane.  Riguardo il fondo complementare per giovani, sembra che questa ipotesi non spetti tanto ai sindacati e nello specifico a parlare è stato il numero uno della CISL Annamaria Furlan. Quest’ultima ha commentato: “Abbiamo fondi contrattuali importanti, per lavoratori e lavoratrici. Credo che l’Inps si debba concentrare sull’ottima gestione della prima gamba della previdenza“.A commentare  stato anche il leader della Cgil, Maurizio Landini che ha sottolineato: “Per dare una pensione ai giovani non si passa per un fondo di previdenza complementare”.

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