Jerry Calà si confida su Mara Venier: “non l’ho mai tradita”

E’ il fuoriclasse della comicità italiana, l’eterno ragazzo degli anni 80 che ha saputo raccontare incarnando perfettamente i vizi e le virtù degli italiani di quegli anni. Jerry Calà è uno showman che con i suoi spettacoli registra a distanza di 40 anni dal suo esordio con i “I Gatti di Vicolo Miracoli” il sold-out.Tuttavia è al successo da botteghino di Sapore di Mare che resta legato il nome di questo mattatore ma con un retroscena del tutto inedito. «Non ero tra gli attori scelti – racconta Calà – perché costavo troppo, ma a me il personaggio

piaceva. Così dissi che mi avrebbero pagato in percentuale. Quel film fece quasi 12 miliardi di lire!».

Partiamo dalla sua ultima fatica Odissea nell’ospizio, una commedia contemporanea che rimette insieme dopo quasi 30 anni il famoso gruppo de “I Gatti di Vicolo Miracoli”. A proposito, c’è bisogno di spiegare ai più giovani chi erano? Allora, questi “Gatti” sono stati un grande gruppo innovativo della comicità italiana e sono ritornati insieme solo per il film. Negli anni 80 hanno avuto il massimo del successo in televisione, al cinema e nella discografia. Il brano Capito!? non solo è stato la sigla di una Domenica In condotta da Corrado, ma ha venduto 1 milione di copie. “I Gatti di Vicolo Miracoli” è stato un gruppo unico nel suo genere: ballavamo, cantavamo, recitavamo. Non si è mai formato un gruppo di artisti con queste peculiarità. Ma quello che sto dicendo non è oscuro alle nuove generazioni. I nostri film sono diventati dei cult tuttora trasmessi in tv.

Come l’è venuta questa idea?

Mi è venuta mentre scrivevo il mio libro Una vita da libidine, la mia biografia, e mi sono reso conto che i “Gatti” sono il più bel ricordo che ho. Una sera ci siamo ritrovati e ho proposto questa cosa. Nel film Arrivano i Gatti nella scena finale facevamo una battuta nella quale si diceva che avremmo fatto un film Odissea nell’ospizio. Alla fine è successo davvero.

Dagli anni Ottanta a oggi sono cambiate in meglio o in peggio le cose?

Ci sono stati dei progressi in questi anni, ma non del tutto positivi. Oggi si fa tutto tramite facebook o whatsapp. Il paradosso è che ai nostri tempi comunicavamo di più nonostante oggi si è coessi con tutto e tutti. Noi avevamo più voglia di incontrarci e di creare delle cose. I social isolano le persone e atrofizzano le menti. Non c’è più voglia di fare. Anche l’educazione è cambiata: se tornavi da scuola a casa con un bel 2 i genitori ti menavano. Adesso sono gli insegnanti a essere menati dai genitori. Oggi ci si fidanza con whatsapp, noi lo facevamo ballando i lenti.

Cosa pensa della cinematografia moderna?

Si producono tanti film, anche molti di più che negli anni Ottanta, ma i cast e gli attori sembrano essere sempre quelli e lo stesso accade purtroppo per gli argomenti, non c’è varietà, si seguono sempre gli stessi cliché. A parte qualche eccezione, come Checco Zalone, che con intelligenza sa come far scoppiare i botteghini. Non vedo una commedia fiorente come quella degli anni Ottanta. Le nuove generazioni guardano ancora i vecchi film e ne condividono gli spezzoni su YouTube perché sono diventati dei cult iconici… Invece la produzione attuale non lascia niente di veramente storico. Personalmente, pur frequentando poco sia la televisione che il cinema, faccio sold-out proprio perché il pubblico ha a cuore quelle battute e quelle scene. Oggi posso dire che sono indi- pendente e ne sono fiero.

Lei è stato sposato con Mara Venier, ma pare che il matrimonio terminò per le sue scappatelle. Addirittura una durante il matrimonio!

Mara è una burlona e ama scherzare. Nessun tradimento. Diciamo che io ero un po’ birichino! Oggi siamo come fratello e sorella e ci vogliamo un gran bene.

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