Selvaggia Lucarelli frigge chef Rubio: “E’ solo un bullo”

Tra Selvaggia Lucarelli e Chef Rubio non corre buon sangue da anni. Nel 2017 la giornalista si era scagliata contro di lui dopo che proprio Rubini aveva aperto le “danze” riguardo la vicenda di un parroco che aveva portato i migranti in piscina. Adesso, con larticolo firmato da Selvaggia e pubblicato sul Fatto Quotidiano, ci addentriamo in un altro round della disputa.

Queste sono le sue parole: «Per raccontare chi sia Chef Rubio senza giudizi contaminati dal tifo politico, bisogna partire dal nome d’ arte: Chef Rubio. Il termine chef se ne sta lì appiccicato al cognome ritoccato (si chiama Rubini). Senza che “chef”, Rubio, lo sia stato mai. È un po’ tipo Mamma Ebe, Mastro Geppetto, Babbo Natale, che tu non sai più perché si chiamano babbo, mastro e mamma, ma ormai ti sei abituato così e amen.

Devo rinfrescare la memoria a Rubio e rammentargli che non ce l’ho con lui, ma è lui ad avercela con me per il mio lavoro sul Fatto. Nel 2016 ho condotto una lunga inchiesta su gruppi Facebook chiusi in cui milioni di odiatori (alami perfino arrestati tempo dopo) condividevano contenuti razzisti, sessisti e la nota cartella denominata “Bibbia”, con centinaia di foto e video di minorenni. Dalla mia inchiesta iniziarono, con mia grande sorpresa, i post insultanti di Rubio. Mi venne spiegato che lui era attivo su quelle pagine.

Lo contattai e lui mi disse: “Hai spaventato miei amici amministratori”. In pratica, la mia colpa era quella di aver rivelato i nomi di chi era a capo di quei gruppi in cui, tra le altre cose, si insultavano donne, ragazzi down, persone di colore, minorenni, ebrei. Il vero problema di Rubio sta proprio nel suo continuo provare a depistare, forse più se stesso che gli altri, su quale sia la sua reale natura. Che è quella del bullo mascherato da capopopolo. Da bandiera della sinistra con i modi dello smargiasso di CasaPound. Ed è in questa zuppa densa di contraddizioni che lo smargiasso si sbraccia da anni cercando di restare a galla, sostenuto da una certa sinistra a cui basta che dia dello stronzo a Salvini per farselo stare simpatico» conclude la Lucarelli.

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