Il paradiso delle signore versione daily si conferma uno dei punti di forza della programmazione del daytime di Raiuno. Amori, intrighi, tradimenti, ma anche una perfetta ricostruzione storica e culturale dell’Italia degli anni ‘60, sono gli elementi di maggior attrazione per il suo affezionatissimo pubblico. Quello femminile, in questa nuova stagione, ha particolarmente gradito alcune new entry, tra cui Giordano Petri: aitante e talentuoso attore umbro che veste i panni del controverso e tormentato Francesco Pascucci.

Giordano, come sei approdato nel cast del Paradiso delle signore?
«Il primo provino l’ho fatto a novembre dello scorso anno. Poi è arrivata la decisione della Rai di sospendere il progetto. Una | decisione poi  fortunatamente rivista. Così, a seguito della riapertura di questa straordinaria serie, quest’anno sono stato contattato nuovamente. Ho pensato a un segno del destino: potevo davvero avere l’opportunità di far parte anch’io di questa grande famiglia».

Che cosa ti affascina di più del tuo personaggio, Franco Pascucci?
«La sua spavalderia, la forte voglia di riscatto, ma anche la sua debolezza che lo porta a ricadere puntualmente negli stessi errori. Franco è un personaggio cupo, ambiguo, molto lontano da quello che sono io e per questo motivo è ancora più stimolante da interpretare».
Come ti piacerebbe vederlo evolversi in futuro?

Vorrei arrivasse una redenzione per lui, un riscatto nella sua vita così complicata… E perché no una bella storia d’amore con una Venere del Paradiso (ride, ndr). Spesso, per finzione, mi trovo a vestire i panni del cattivo che, per ovvie ragioni, fa sempre poca simpatia. Perché non dare a Franco una seconda chance?».

Presto ti vedremo anche al cinema… «A inizio 2020 uscirà il film Credo in un solo Padre di Luca Guardabascio, scritto con Michele Ferruccio Tuozzo. Sono uno dei protagonisti assieme a Massimo Bonetti, Anna Marcello e Flavio Bucci».

Come definiresti questa pellicola? «È la sofferta preghiera che una donna recita per scongiurare l’ennesima violenza di un carnefice. È un grido di dolore, come quello di tutte le donne e di tutte le persone vittime di violenza. E un film importante, necessario, a cui sono molto legato».

Un regalo che quest’anno ti piacerebbe trovare sotto l’albero a Natale?
«Vorrei continuare a lavorare per la fiction italiana. Mi piacerebbe che si scrivesse di più in Italia, con più opportunità per i giovani e gli attori poco conosciuti. I talenti ci sono e allora cerchiamo di valorizzarli!#.

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