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Charlene di Monaco, segreti e misteri della principessa

Bella, statuaria, distante, forse fredda. Sorridente? Poche volte. Per questo Charlène Wittstock, moglie di Alberto II di Monaco, è anche definita la principessa di ghiaccio. Gli appassionati di questioni reali ormai la inseriscono nella categoria delle teste coronate misteriose e malinconiche. Come, per esempio, Diana Spencer, caduta in depressione nei momenti più bui dello sfortunato matrimonio con Carlo d’Inghilterra.

Oppure la diva del cinema Grace Kelly, madre di Alberto, che Charlène non ha mai conosciuto. Si dice che l’attrice premio Oscar nel 1955 per La ragazza di campagna, principessa di Monaco dopo il matrimonio con Ranieri III nel 1956, fosse infelice a Montecarlo, ma nascondesse le ombre dietro luminosi sorrisi. Il regista Alfred Hitchcock, maestro del brivido, chiamava Grace Kelly «ghiaccio bollente»: sotto la patina glaciale ribolliva di sensualità.

Una caratteristica, questa, che invece manca alla Wittstock, incapace di trasformare una certa insofferenza in un sorriso per il popolo. Agli occhi dei sudditi il disagio della moglie di Alberto II sembrerebbe ormai una costante.

A rafforzare la u tesi c’è . . pure una delle ultime apparizioni alfianco del marito e dei figli Jacques e Gabriella, in occasione della Festa Nazionale di Monaco il 19 novembre 2019. Quel giorno l’ex nuotatrice è tornata a mostrarsi in pubblico dopo mesi di assenza, durante i quali sono state avanzate le più svariate supposizioni. Sta male; è solo depressa; è lontana perché di nuovo incinta; è in crisi con il sovrano. La presenza ai festeggiamenti nazionali ha eliminato certe ipotesi, in particolare quella della dolce attesa. Però, paradossalmente, ne ha confermate altre. Prima fra tutte, quella che stia passando un periodo difficile. Charlène è apparsa distaccata e non ha aiutato il completo bianco, che sottolineava un certo pallore mascherato solo in parte dal trucco. Sorrisi? Non pervenuti: né accanto al marito e neppure insieme ai figli. Anche di sera, a Palazzo Grimaldi, quando prima della festa di gala è stata accolta da due bambine con un mazzo di fiori, il sorriso non è apparso.

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Le malelingue sostengono che la chirurgia estetica abbia reso la Wittstock meno espressiva, ma per i più la spiegazione è che soffra del cosiddetto “male di corte”. Una sorta di prigione dorata. Per la principessa di Monaco non sarebbe la prima volta: nonostante all’inizio della storia con Alberto II apparisse entusiasta, tanto da essere benvoluta dalle future cognate Carolina e Stéphanie – che oggi la osservano con sguardo truce -, è bastato avvicinarsi al matrimonio per cancellare la gioia.

Prima delle nozze circolò un pettegolezzo poi smentito: Charlène avrebbe cercato di fuggire tre volte da Monaco. Sono passati anni e la principessa di ghiaccio ha imparato l’arte della diplomazia. In una recente intervista la Wittstock ha descritto la vita con parole dolci: «Sono una mamma presente. Alberto è nato per essere padre, è divertente, a- scolta e incoraggia. Purtroppo non siamo sempre insieme, lui ha molto lavoro. Ma quando ci siamo tutti e non importa dove, quella è la nostra casa». Un’immagine bella e solare. Peccato che non sorrida mai

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