Tre sorelle si impiccano insieme, dietro la tragedia forse un raggiro economico

Una storia atroce che ci arriva dalla Val d’Aosta, precisamente da Valtournenche. Tre sorelle si sono suicidate, insieme, impiccandosi. Ci avevano già provato cinque anni fa, salvarle, il 20 luglio del 2015, erano stati i carabinieri che ne avevano fermate due mentre stavano per gettarsi da un muraglione, mentre la terza era nell’abitacolo dell’auto collegato con il tubo di scappamento. Come raccontato in diverse lettere, avevano cercato di togliersi la vita per la disperazione a seguito di una presunta truffa subita da due avvocati che le avevano ridotte in miseria.

Questa mattina, invece, sono riuscite a fare quello che meditavano da anni: tre sorelle di 54, 68 e 77 anni, rispettivamente Gabriella, Valeria e Piera Ferrero, si sono uccise a Carmagnola, in provincia di Torino. Una quarta sorella, Alda, viva ai tempi del primo tentativo di suicidio, è morta per cause naturali tempo fa. Una quinta sorella, e un fratello, abitano nella zona.

 

È successo poco dopo le nove, quando gli inquilini di un palazzo in via Vinovo hanno dato l’allarme: c’era una donna impiccata al balcone del quarto piano. Era la seconda delle tre sorelle, quella di 68 anni. In tasca casa i carabinieri le hanno trovato un biglietto in cui si scusava e spiegava di aver deciso di uccidersi poichè aveva trovato in un casolare di loro proprietà, sempre a Carmagnola, le altre due sorelle morte, anch’esse impiccatesi.

I militari sono corsi a controllare: era così. Ora i carabinieri indagano sulla pista della presunta truffa subita da due avvocati, la stessa denunciata cinque anni fa: in alcune lettere le sorelle si lamentavano di essere state ridotte sul lastrico e di aver perso tutti i risparmi.

Una vicenda che sta facendo discutere e confrontare milioni di persone in tutto il mondo, non solo in Italia: una di quelle storie che rompe confini e che dimostra che il dolore, qualora ce ne fosse ancora bisogno, è il sentimento più forte e pericoloso di tutti.

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