Mentre il Coronavirus afferra il respiro e schiaccia i polmoni soprattutto di cittadini del Nord (che sono pur sempre italiani), e non si è ancora compreso da dove sia arrivata la prima cellula infetta e chi l’abbia portata, il governo dispone allegramente di accogliere 274 africani presunti profughi in Sicilia. Le autorità fanno sapere che «il Coronavirus non arriva dall’Africa» (il sindaco, primario medico, del porto siculo di approdo). Ci stanno trattando da idioti, o è idiota chi pronuncia queste demenzialità?

Qui non c’entra niente l’umanitarismo, ma l’abuso della propria ignoranza. Si lascia la possibilità al virus  di integrarsi tra noi. Il governo manda agli italiani, per puri motivi ideologici, un segnale di incoerenza mortifera. I ministri si vantano di aver bloccato i voli dalla Cina, con gente che esibisce regolari passaporti e visti, e si lascia che sbarchino navigli che partono dall’Africa, riconosciuto come vero germinatoio del Covid-19. È questa oggi l’ipotesi oggi più accreditata dall’Organizzazione mondiale della Sanità. L’Africa è infatti una sezione staccata della Cina. Ecco il tweet che ha annunciato l’evento al mondo: «Sollievo a bordodella #OceanViking questa mattina per le persone nel sentire che l’#Italia è stata assegnata come luogo sicuro: la nave si dirige a Pozzallo, Sicilia, perlo sbarco».

Chi ha deciso che l’Italia fosse luogo sicuro è a conoscenza che nei nostri confini c’è il più alto tasso di contagiati dell’Europa? Non ha nulla da eccepire la ministra Lamorgese? Legge i bollettini di guerra del Nord con il rischio di espansione? Sente il bisogno di un altro focolaio? Incredibile. La Viking, come lascia intuire il nome, è norvegese. A Bergen e Tromsø non c’è alcun caso noto di Coronavirus: perché non li traslocano lì, tra i fiordi, dove ormai non fa più neppure freddo, in coerenza con la bandiera del vascello? E non si dica che la Scandinavia è lontana. Qui da noi i “richiedenti asilo” dovranno passare la quarantena, sarebbe molto più breve il tragitto verso il porto amico di Oslo. Invece no. A chi i migranti a rischio Coronavirus?

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A noi! Il citato sindaco di Pozzallo (Ragusa), Roberto Ammatuna, un medico già primario al pronto soccorso di Modica, una nota eccellenza internazionale, assicura che sono tutti sani. In controtendenza: di solito si invoca lo sbarco immediato dicendo che a bordo regnano tutte le malattie del mondo. Stavolta: a terra, perché tutti sani come pesci. Potenza della propaganda. Del resto era già approdata qui, il 3 febbraio, la Open Arms, sbarcando 373 africani senza documenti. Dove sono ora? A Pozzallo non ci sono più. Del resto allora, in pieno allarme mondiale, scattato il 31 gennaio), nessuna precauzione fu presa. Il 3 febbraio: il giorno in cui il governo rifiutava la richiesta di Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia di lasciare a casa da scuola i bambini appena rientrati dalla Cina. Lo consigliavano i massimi infettivologi. Il noto virologo Nicola Zingaretti dichiarò: «Allarmismi ridicoli». Idem stavolta. Incorreggibili e sciagurati progressisti.

PERICOLO L’Africaè oggi ritenuta l’incubatrice inesplorata del Covid-19 di massa. Mentre di questo virus si sa pochissimo. Tempi di incubazione, capacità di occultarsi in soggetti apparentemente sani. Come scriveva noi cronisti di provincia, e noi ci vantiamo di esserlo: si brancola nel buio. E nel dubbio invece di usare prudenza, si applica la flaccidità indecente al Sud che si somma alla rigidità più estrema al Nord, senza apparente logica, se non quella della propaganda. Si da un cucchiaio di miele del più ottuso buonismo al popolo di sinistra,mettendo a rischio tutti. Non sappiamo il nome di chi ha portato il virus tra noi. Partito dalla Cina chi e come se l’è tirato dietro? L’ipotesi più accreditata è che sia arrivato qui grazie a una gimcana che ha toccato l’Africa, dove vivono e lavorano un milione di cinesi.

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Insediati negli ultimi decenni, operano attraverso diecimila società (la fonte è Forbes) di fatto controllate dal partito comunista di Xi, in rapporti di interscambio intensissimi. All’aeroporto di Addis Abeba, Etiopia, sbarcano ogni giorno 1.500 cinesi in arrivo da Shangai, Pechino, e fino a poche settimane fa da Wuhan. È statisticamente impossibile che non ci siano stati contagi.Di più: è probabile che sia stato rilanciato da lì, causa maledizione del Negus, il razzo pestilenziale che ha colpito al cuore la Lombardia e il Veneto. Da Addis Abeba i 10.500 cinesi settimanalmente in transito poi si spostano in Europa, e pure a Roma, ovvio.Mala maggior parte (la lista non è casuale) va in 13 Paesi, che sono ritenuti dall’Oms quelli più a rischio: tra essi Nigeria, Costa d’Avorio, Algeria, Etiopia, Ghana e Zambia, da dove vengono molti migranti a casa nostra per via di barcone.

Tutti immunizzati? Chi ci crede? L’assenza di contagi è realisticamente dovuta alla mancanza di test. Eppure il governo, per bocca del sindaco luminare, se l’è bevuta allegramente. Secondo l’Oms infatti sarebbero solo 15i Paesi africani con il kit necessario per individuare pazienti contaminati, su un totale di 54! Il dottor Roberto Ammatuna si fa portavoce del governo, che non ha smentito una sola sillaba: «Non creiamo inutili allarmismi perché sappiamo tutti che il virus non arriva dall’Africa». Dove ha studiato? Ha concordato le parole con la Protezione civile? Intanto l’isola di Ischia ha dichiarato che respingerà i lombardi e i veneti. Mandategli gli africani di Milano e di Padova, tanto come dice il luminare dell’ospedale di Modica, prediletto dal ministero dell’Interno, sappiamo tutti che il virus non viene dall’Africa

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