Morti altri 4 anziani E il contagio arriva anche all’estero

Come se la nazione intera fosse un unico, articolato malato cui viene diagnosticata una malattia brutta, dopo il momento della sorpresa, quello della negazione e quello della reazione muscolare, è venuto il momento della confusione.

Confusione parte prima, le esternazioni politicanti degli ultimi due giorni da parte del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il quale pensa che con le briglie strette anche se annodate alla carlona si possa indicare una strada ai cavalli di razza come se fossero ronzini; per fortuna i cavalli di razza, Fontana, Gallera e Zaia («se nelle nostre Regioni, che sono le migliori per efficienza sanitaria, non siamo capaci di curare, chissà come sono messi nel resto dell’Italia») hanno reagito subito. Confusione parte seconda, le parole del virologo dell’OMS Walter Ricciardi in conferenza stampa alla Protezione civile a Roma: «Dobbiamo ridimensionare questo grande allarme, che è giusto, da non sottovalutare, ma la malattia va posta nei giusti termini. Su 100 persone malate, 80 guariscono spontaneamente, 15 hanno problemi serima gestibili in ambiente sanitario, il 5% è gravissimo, di cui il 3% muore. Peraltro sapete che tuttele persone decedute avevano già delle condizioni gravi di salute».

PERCENTUALI Il tono di Ricciardi voleva essere quello di un’autorità che intende rassicurare la popolazione: «La Francia ha fatto 300 tamponi, noi 4.000, e il Regno Unito 6.000, ma con una metodologia e seguendo un protocollo rigoroso» e «le mascherine di protezione non servono alle persone sane».Main realtà le percentuali che ha riportato sulle conseguenze del contagio sono le peggiori fra quelle diramate finora. Cinque per cento “gravissimo” significa che il tre per cento (fra l’altro, questo “tre per cento” non proviene dalle dichiarazioni in diretta di Ricciardi, ma da una successiva correzione diffusa dalle agenzie di stampa), dato già alto, ha una certa probabilità di aumentare.

Finora la percentuale di mortalità dichiarata era oscillata, a seconda delle fonti e del momento, fra il 1,9 eil 2,5 per cento. Inoltre, se è “naturale” che a subire le conseguenze più tragiche del contagio siano soggetti deboli, non significa che dobbiamo esserne rassicurati, perché ne risulterebbe un’idea eugenetica della malattia, mentre i soggetti deboli, con qualche ragione, vorrebbero vivere. In Cina, lo riportiamo solo per completezza, il nazionale Centre for Disease Control and Prevention ha calcolato, sui loro contagiati, uno 0,2 per cento fino ai 39 anni, crescendo poi per fasce d’età fino al 14,8 per cento oltre gli 80 anni, tenendo conto delle patologie pregresse, che anche in Italia finora sembrano essere una discriminante decisiva. Terzo fattore di confusione: Massimo Galli, infettivologo e primario al Sacco, cala il carico da undici sull’irrintracciabilità del paziente zero:ipotizza che l’infezione sia arrivata a Codogno «già a fine gennaio, se non prima, da qualcuno con sintomi minimi, e che si sia diffusa per il territorio prima di approdare all’ospedale. Avremo un aumento di casi che non è frutto di nuove infezioni ma la scoperta di infezioni già in atto». A questo punto ci si chiede se sia davvero importante cercare ancora questo paziente zero…

I NUMERI Sul fronte contagi la giornata di ieri ha registrato un allargamento del raggio d’azione del virus: il totale, alle 21 di ieri sera, era attestato su 325 persone contagiate, 11 morti e 2 guariti, il ricercatore dimesso qualche giorno fa dall’Istituto Spallanzani di Roma e una donna di Vo’ Euganeo di 47 anni. «Il numero dei contagiati in Lombardia è 240», ha elencato nel bollettino diieri sera il capo della Protezione civile Angelo Borrelli, «il dato delle persone contagiate in Veneto è di 45,in Emilia Romagna 26, in Piemonte sempre 3, nel Lazio sempre 3, in Sicilia sono 3» perché, oltre alla donna risultata infetta nella mattinata, anche altri due componenti della comitiva bergamasca in vacanza nell’isola sono risultati positivi. «In Toscana sempre 2», ha proseguito Borrelli, «in Liguria 2, una ad Alassio (una donna di Castiglione d’Adda che era stata ospitata in due hotel dove sono ora confinate 146 persone, ndr) e una a La Spezia; a Bolzano, infine, sempre una persona».

«Sono stati effettuati finora oltre 8.600 tamponi», ha aggiornato il dato Borrelli. Ai casi sul suolo italiano sono da aggiungere i 9 casi “italiani” oltreconfine: in Svizzera, un settantenne del Canton Ticino sarebbe stato infettato nella zona di Milano durante una manifestazione; in Spagna, a Tenerife, un medico di Piacenza insieme con la moglie sono stati ricoverati nella clinica Quiron dopo essere risultati positivi al test; una 36enne lombarda che si trova a Barcellona è risultata infetta,così come un giovane croato che era stato in visita a Milano e, in Austria, due italiani 24enni provenienti da Bergamo,che ora sonoin quarantena in un ospedale di Innsbruck; un uomo di nazionalità francese ha contratto il virus dopo essere rientrato dalla Lombardia ed è stato ricoverato in ospedale nell’Auvergne-Rhone-Alpes; infine, un italiano arrivato in Algeria lo scorso 17 febbraio è risultato positivo ed è ricoverato in isolamento. Le quattro vittime di ieri sono un 84enne di Nembro (Bergamo), un 91enne di San Fiorano (Lodi), una donna di 83 anni di Codogno (Lodi) è una 76enne di Treviso.

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