Mentre si diffondeva la paura che Coronavirus avesse contagiato il Santo Padre, il suo portavoce ha chiarito che i suoi sintomi sono riconducibili solo a tosse e raffreddore. Ma Bergoglio si sarebbe sottoposto al tampone, risultato negativo. Intanto il virus ha colpito un paziente in Vaticano: che per Francesco sia stata disposta una quarantena precauzionale? L’ultimo Angelus lo ha fatto in collegamento video…

I raffreddore diagnosticato al Santo Padre nei giorni scorsi sta facendo il suo corso, senza sintomi riconducibili ad altre patologie». Così il portavoce vaticano Matteo Bruni lo scorso 3 marzo ha descritto le condizioni di salute di Papa Francesco che,durante le apparizioni pubbliche del 23 e poi del 26 febbraio, aveva manifestato i primi sintomi della sua indisposizione, evidenti anche durante l’Angelus dell! marzo, quando lui stesso ha annunciato che non sarebbe stato presente ad Ariccia per gli esercizi quaresimali con la curia romana.

Considerando che anche altri appuntamenti sono stati annullati o posticipati, come l’evento internazionale di Assisi a fine marzo, spostato a novembre, o il raduno “Globel Compact on Education” promosso dal Papa per maggio e slittato ad ottobre, si è fatto strada il timore che l’indisposizione di Bergoglio fosse attribuibile al coronavirus. Tanto che si è anche diffusa la notizia, rimbalzata sui siti di tutto il mondo, secondo cui il Papa avrebbe fatto un tampone proprio per il coronavirus, risultato poi negativo.

Il condizionale è d’obbligo, perché la sala stampa vaticana non ha detto nulla in merito al presunto tampone. Certo è però che il virus è riuscito a intrufolarsi in Vaticano. «Sono stati temporaneamente sospesi tutti i servizi ambulatoriali della Direzione Sanità e Igiene dello Stato della Città del Vaticano per poter sanificare gli ambienti a seguito di una positività al Covidl9 riscontrata ieri in un paziente», ha fatto sapere venerdì 6 marzo il direttore della sala stampa della Santa Sede, aggiungendo che «nel frattempo sono stati avviati i protocolli sanitari previsti». Non ha specificato chi sia il paziente, si sa però che nei giorni scorsi un dipendente era stato messo in quarantena perché entrato in contatto con un sacerdote francese che, rientrato in Francia dall’Italia, è stato trovato positivo al coronavirus.

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Alla luce dei fatti, non ci sarebbe dunque nulla di strano se anche per il Santo Padre, in via precauzionale, fosse stato disposto un periodo di isolamento. Anche perché Bergoglio, per quanto goda di buona salute, ha superato gli 80 anni – ne ha 83 – e da quando ne aveva 21 convive con un solo polmone intero: una piccola parte dell’altro organo gli fu asportata in seguito, pare, alle complicazioni di una polmonite. Di per sé questa condizione non ha ripercussioni significative sulla salute, tanto che Francesco ha sempre condotto una vita normale, ma potrebbe esporlo a una maggiore vulnerabilità a bronchiti e polmoniti. I medici del Vaticano, c’è da scommetterci, faranno di tutto per proteggerlo. Intanto, domenica scorsa, 8 marzo, l’Angelus, è stato recitato nella biblioteca vaticana e trasmesso in streaming in piazza attraverso maxi schermi: il Papa si è affacciato solo alla fine per un saluto.

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