Quando le forze dell’ordine hanno letto quella motivazione, in calce sul foglio dell’autocertificazione, forse hanno pensato a uno scherzo. Di cattivo gusto, viste le circostanze. Ma quel cittadino, però, era decisamente serio: era uscito di casa perché, come aveva specificato sul foglio, aveva un “appuntamento con l’amante“. Indifferibile e di assoluta necessità, secondo lui, tanto da metterlo nero su bianco. Ma al posto di blocco non erano dello stesso parere: l’uomo, un cittadino di Legnago (Verona), è stato denunciato in base all’articolo 650 del codice penale, quello che viene applicato per chi contravviene alle misure disposte dal Governo, in questo caso quelle emesse per limitare il contagio da coronavirus.

La vicenda dell’incredibile autocertificazione di Verona, sicuramente sincera ma non per questo ammissibile, è stata raccontata dal quotidiano L’Arena. Spinti dalla passione a violare la legge erano stati anche i due giovani che, qualche giorno fa, erano stati denunciati a Gragnano, in provincia di Napoli: i carabinieri li avevano sorpresi appartatati in automobile e in atteggiamenti inequivocabili. Ad Albano Laziale (Roma), invece, un ragazzo è stato denunciato perché, come ha candidamente riferito, la sua “situazione di necessità” consisteva nel “dover dare da mangiare ai piccioni”: la riteneva una cosa importante, ha spiegato.

Da tutta Italia, però, arrivano episodi del genere: persone che dichiarano di dover andare a fare la spesa ma vengono sorprese a decine di chilometri di distanza dalla propria abitazione, altri che dicono di dover andare a fare spese e commissioni in attività commerciali che in questi giorni sono chiuse, e c’è anche chi inventa parenti anziani e invalidi da accudire sperando di farla franca e passare una serata con gli amici. Il nuovo modulo per l’autocertificazione, diffuso oggi, 23 marzo, è disponibile anche qui.

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