Solidarietà e ottimismo. Ecco che cosa vuole portare Veronica Maya a casa degli italiani con L’Italia che fa, il suo nuovo programma in onda dall’1 giugno, da lunedì a venerdì alle 16.20 su Raidue. A due anni dall’esperienza a Quelle brave ragazze, la conduttrice vive questa avventura televisiva con entusiasmo.

«Torno con un programma adatto a me, alla donna che sono diventata in questi sedici anni di carriera televisiva e di evoluzione personale, in cui fare per gli altri, il tema del programma, è parte della mia quotidianità, come mamma e come persona», racconta Veronica. «E, anche se si tratta di un format ideato prima del Covid-19, rispecchia perfettamente il momento che stiamo vivendo nel nostro Paese, in cui la solidarietà è protagonista», aggiunge la Maya. Che ha momentaneamente lasciato il marito Marco e i figli a Napoli, per trasferirsi da sola a Milano.

Veronica, come è strutturato L’Italia che fa’!  «Ogni settimana raccontiamo la storia di quattro enti no-profit che, già prima del Covid-19, erano impegnati in servizi rivolti a chi ha bisogno.
Ne illustreremo la storia e gli obiettivi, coinvolgendo anche le persone da casa e ospitando due personaggi della cultura, dello spettacolo o semplicemente esperti di vari settori, ogni settimana. Impareremo ad approfondire concetti e termini come comunità, solidarietà e connessione insieme ai telespettatori».

A proposito di emergenza: come siete organizzati in studio? «Sarò da sola, insieme a due tecnici, per il resto faremo tutto grazie ai collegamenti in esterna, compresi i due ospiti settimanali, che si collegheranno via Skype. Poi, se e quando sarà possibile, cambieremo impostazione. Io stessa, durante il mio periodo di permanenza milanese, userò la massima prudenza e, a parte lo studio televisivo, eviterò qualsiasi tipo di contatto sociale».

Vieni da un passato che ti ha vista al timone di tanti format di successo, da Verdetto finale a Lo Zecchino d’oro, passando per Unomattina e Linea verde: qual è il tuo obiettivo, stavolta?
«Mi piacerebbe che questo programma diventasse” un appuntamento fisso in cui il pubblico si possa riconoscere. Lo tengo a battesimo, nasce con me come è stato per Verdetto finale tanti anni fa e vorrei dargli la dignità che merita, non per gli ascolti, ma per il suo messaggio, di cui abbiamo tutti bisogno. Andremo in onda fino alla fine di luglio, però la speranza è che venga promosso anche al palinsesto successivo».

Con i tuoi figli come ti sei organizzata? «Sono molto fortunata perché mia madre Eleonora e mia sorella Marcella, con cui ci siamo finalmente ricongiunti, li seguiranno in questo fine anno scolastico insieme al papà. Poi si trasferiranno nella nostra casa di famiglia a Sorrento, dove sono cresciuta.

In estate, invece, speriamo di poterci rifugiare nella casa di Marco, alle isole Eolie». Da mamma e moglie, in questi ultimi mesi di vita trascorsi tutti insieme chiusi in casa, quali aspetti hai scoperto o ritrovato della tua famiglia?
«Ho avuto la conferma di quanto sia bello e allegro avere una famiglia numerosa, anche se impegnativa. Certo, i momenti di privacy tra me e mio marito sono stati definitivamente cancellati, ma è stato bello dividersi le incombenze quotidiane».

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