Paulo Dybala e Oriana Sabatini, insieme hanno sconfitto il coronavirus

E’ fatta. Paulo Dybala e Oriana Sabatini hanno superato la quarantena alla grande. Non solo in senso sanitario, cioè di salute, ma anche dal punto di vista della coppia. Perché, è vero che la loro era, già prima del lockdown, una unione importante, seria, ma è anche vero che, prima del lockdown resistevano ancora alcune reticenze, perplessità, forse paure, legate non tanto al sentimento (l’amore c’era e c’è), quanto ad aspetti pratici della convivenza, spesso i più insidiosi (in prospettiva, dove vivere: Buenos Aires dove lavora lei come cantante o Torino dove lavora lui come campione della Juve?).

Ora la convivenza forzata h24 (capace di mettere a dura prova anche le coppie più solide), nel loro caso è sembrata non solo un test sulla “resistenza” della coppia, ma pare sia servita anche a sciogliere gli ultimi (intricati) nodi che rimanevano. “Torino è. E Torino sia”, sarebbe ciò che alla fine Oriana può aver pensato in questo periodo. “Al mio lavoro non rinuncio, continuo, finché possibile, a fare la pendolare Argentina- Torino, ma, ok, mi applico per imparare l’italiano”.

La lingua non è un dettaglio. Vuol dire appartenenza, radici, fare casa. Sia Oriana, sia Paulo sono argentini, tra loro parlano in castigliano (in sostanza spagnolo). Paulo per lavoro ha dovuto e voluto imparare anche l’italiano. Oriana no. O meglio non finora. «Non mi piace affatto questa lingua, l’italiano», aveva detto lei a ottobre scorso alla rivista argentina Gente, che le aveva dedicato la copertina, «penso che, inconsciamente, imparare l’italiano sarebbe come mettere radici, accettare che Torino sia il mio posto. Ma ho promesso a Paulo che inizierò con le lezioni».
Ecco il punto: le lezioni di italiano per Oriana sembrano imminenti. Avrebbe dovuto iniziarle prima del lockdown, ma poi il Coronavirus ha fatto slittare tutto.

Ora son lì, pronte a partire davvero. L’isolamento insomma pare aver rafforzato la sua idea di imparare l’italiano. Cosa vuol dire? Iniziare a pensare davvero di mettere su casa in Italia, a Torino. Una città che li ha accolti e curati come figli. Perché Oriana e Paulo sono stati realmente (cioè in senso pratico) curati. Nel miglior modo possibile. Per loro l’isolamento infatti non è significato solo stare chiusi in casa. È significato proprio essere contagiati, perché entrambi sono risultati positivi al Covid 19. Per fortuna nessuno dei due l’ha contratto in forma grave, hanno avuto solo qualche difficoltà respiratoria nella fase iniziale, cioè nei primi giorni della malattia, poi sono tornati “normali”, senza sofferenze insomma. Tant’è che Dybala ha anche ripreso ad allenarsi in casa. Ma il calciatore dal Covid 19 ha avuto tanti grattacapi perché il suo è stato uno dei contagi più lunghi riscontrati: Dybala è risultato positivo per un mese e mezzo. Il Covid 19 sembrava non andare più via.

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Era il 21 marzo quando l’attaccante Juve comunicava via social la malattia: «Ciao a tutti, volevo informarvi che abbiamo appena ricevuto i risultati del test Covid-19, sia io che Oriana siamo risultati positivi. Fortunatamente siamo in perfette condizioni. Grazie per i vostri messaggi. Un saluto a tutti». Oriana, dopo un paio di settimane è risultato negativa, registrando una durata del contagio normale. Dybala invece si è dovuto sottoporre a più di quattro tamponi prima di negativizzarsi. Solo il 6 maggio è stato comunicato l’esito negativo del tampone. Un caso raro, il suo, in cui il virus dura più a lungo.

Durante tutta la quarantena, Paulo e Oriana sono rimasti nella loro casa a Torino, assistiti e seguiti con accuratezza da medici e Dybala sempre in contatto con lo staff della Juve.
Dopo che il virus è andato via, Dybala ha ripreso ad allenarsi da solo. Per tenersi in forma nel caso in cui il campionato dovesse realmente ripartire. Una speranza probabilmente anche del suo compagno di squadra e amico Cristiano Ronaldo, tornato il Italia  il 4 maggio dopo 56 giorni trascorsi in isolamento nella sua casa a Madeira, Portogallo. La data del rientro di Cr7 non è casuale: attentissimo (per alcuni maniacale) Ronaldo pare aver calcolato nel dettaglio gli spostamenti. Dal rientro infatti ha rispettato la quarantena, cioè i 14 giorni di isolamento previsti dal protocollo anti-Covid 19 per chi arriva dall’estero. E i suoi 14 giorni sono scaduti il 18 maggio, data in cui ipotizzava una ripresa degli allenamenti collettivi della squadra. La speranza, chiaro, è sempre la ripresa del campionato di calcio.

Dybala, insomma, si sente già a casa a Torino. È Oriana che dovrebbe abituarsi a questa idea. Paulo sa di chiederle tanto. Tantissimo per una donna come Oriana, che detesta essere considerata “wags”, cioè semplicemente moglie di un calciatore. Lei è una affermata cantante in Argentina, figlia di una “famiglia bene” argentina: papà Osvaldo era attore di successo in patria, fratello ed ex agente di Gabriela Sabatini, regina del tennis anni ‘80, di cui dunque Oriana è nipote, mamma Catherine Fulop era una famosa attrice venezuelana. Alla sua autonomia Oriana tiene e la rivendica. «Non rinuncerei mai a ciò che mi rende felice, personalmente e professionalmente, quando lasci queste cose, sei finito», ha detto sempre nell’intervista al settimanale argentino Gente, «A cosa mi sono arresa? Le radici. Da essere super legata alla famiglia, sono diventata nomade. Vivere lontano, con un’altra lingua, un’altra cultura. Mi è capitato senza sceglierlo. Ma so come trovare un equilibrio con le mie fughe a Buenos Aires o a Madrid, dove ho amici».

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Ecco: il punto di equilibrio è fondamentale per tutti. Per Oriana e Paulo probabilmente sta in questo: lei “fugge” quando può verso casa e lavoro. Lui condivide le passioni di lei. Un esempio? Joya, come è soprannominato Dybala (significa “gioiello”) sta imparando a suonare il piano che Oriana adora. Bellissimo il video che lui ha postato sui social in cui lei canta, lui suona. Ogni tanto lui sbaglia, lei alza gli occhi al cielo, ma vabbè… lui sorride, riprende a suonare, lei a cantare.

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