Simona Ventura e Giovanni Terzi ma quando si sposano?

Un po’ tutti mordono il freno in quarantena, compreso Hugo, il cane di Simona Ventura, che mentre parliamo sta mordicchiando una poltrona. Ma anche lui obbedisce alle regole dell’emergenza sanitaria.

Simona Ventura, pur stando a casa è partita all’avventura: dirette Instagram, dal marzo, in cui intervista personaggi dello spettacolo, ma anche dell’attualità, come i medici. Sfida sul campo le influencer?

«Non proprio. Per me Instagram è sempre stato un mezzo completare alla televisione. Ho voluto realizzare questo progetto quando, a causa dell’emergenza, la Rai ha deciso di sospendere il mio La domenica Ventura e non volevo troncare il filo che mi collegava a chi mi seguiva. All’avVentura mi sta dando delle enormi soddisfazioni, pian piano sto cercando di trasformarlo in programma televisivo vero. Cosa non facile, per ovvi motivi, però è divertente».

Lo aveva già in mente o è stato una specie di piano B? «Me lo sono inventato al volo quando sono rimasta a casa dalla tv. Volevo dare informazioni alle persone, parlando per esempio con dei virologi, in un mezzo che credo di essere stata tra le prime a usare. I social all’inizio li ho un po’ subiti, ma ora un milione e settecentomila follower su Instagram sono una grande soddisfazione».
Cosa intende con “All’inizio li ho un po’ subiti”?

«Ero analogica come la tv, anche se sono stata la prima in Italia a creare una Web Tv dedicata, Simonaventura.tv, nel lontano 2009. Già allora avevo percepito quella che sarebbe stata la forza del Web, anche se pur sempre complementare alla televisione».

Instagram e Internet a parte, come è andata la Fase 1, quella della quarantena rigida? «Molto bene. Siamo stati e stiamo tutti bene e non era facile perché siamo un bel gruppo, ma in una casa abbastanza spaziosa da starci in serenità, con pochi momenti di scontro. Abbiamo imparato tante cose nuove, ma anche riscoperto il piacere di stare a tavola tutti assieme, come non accadeva spesso. Ora viviamo le cose sicuramente con una cura particolare, con una diversa profondità. Anche una passeggiata fuori diventa un’avventura, a modo suo».

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Parla al plurale perché coinvolge anche il suo compagno Giovanni Terzi? «Assolutamente sì. Noi siamo uno. La nostra è una famiglia. Questa quarantena credo sia stata un po’ la cartina di tornasole dei rapporti, delle relazioni. Mi sa che molti avvocati divorzisti si stanno fregando le mani aspettando nuovi clienti… ma con noi resteranno delusi e non solo perché non siamo ancora formalmente sposati. In questo periodo abbiamo scoperto delle cose che ci hanno unito ancora di più».

Per esempio? «Sicuramente il fatto di condividere ancora di più le nostre vite, i nostri progetti. Abbiamo elaborato e sviluppato un sacco di idee. Ho bisogno di Giovanni perché è una persona molto protettiva e molto tranquilla. Ci diamo forza a vicenda».

Progetti di che tipo? «Uno è per il gruppo Discovery: lui farà interviste e io sarò dietro le quinte come produttrice e autrice. Spero di poter presentare ai giornali la trasmissione al più presto. Il contratto è firmato, manca solo il semaforo verde per partire, ma ovviamente sarà sicuramente dopo la Fase 2». E perché non un libro a quattro mani, visto che fu un libro di Giovanni ad accendere la scintilla tra di voi? «Chi lo sa, certamente… Siamo molti creativi in questo momento e questo ci piace molto».

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